Idee di investimento – Obbligazioni – 16 settembre 2019

di Redazione

Mentre JP Morgan ha lanciato il “Volfefe Index”, che misura gli impatti dei tweet di Trump sull’obbligazionario, il dollaro continua a rafforzarsi. Prospettive positive per Btp e bond area euro

UN INDICE AD HOC PER I TWEET DI TRUMP

Investitori ed esperti si sono spesso chiesti se ci fosse un modo per analizzare e misurare l’effettivo impatto dei tweet di Trump sui mercati. A provare a dare una risposta è stato il colosso bancario JPMorgan, che ha annunciato il lancio di un indice apposito. Il nome scelto è “Volfefe” Index, una crasi tra le parole “volatilità” e “covfefe”, il testo di un famoso tweet del presidente Usa, il cui significato è ancora avvolto dal mistero. L’indice, spiega l’articolo Volfefe Index, JP Morgan analizza i tweet di Trump sui mercati, fa riferimento alle oscillazioni misurabili del tasso di volatilità implicita dei Treasuries a due e cinque anni. Alla base dell’idea, hanno precisato gli analisti di JPMorgan, c’è il fatto che “i tweet del presidente Trump sono sempre più diretti alla Federal Reserve e alle tensioni commerciali con la Cina”, temi che si ripercuotono “sempre di più sulla politica monetaria americana”. Secondo un report di Bank of America Merrill Lynch, dal giorno della sua elezione Trump ha postato in media oltre 10 tweet al giorno diretti ai suoi quasi 64 milioni di follower. Dei 4.000 tweet (retweet esclusi) pubblicati da Trump dal 2018 a oggi, solo 146 sono riusciti a muovere il mercato. In ogni caso, anche se i tweet del presidente Usa vengono spesso accolti negativamente dai mercati, a lungo andare l’influenza di Trump su Wall Street resta positiva.

PER GLI STRATEGIST DEL FOREX IL TREND DEL DOLLARO FORTE DURERÀ

Intanto, dopo la prova di forza data sin qui nel 2019, che ha visto l’US dollar index – l’indice (o misura) del valore del dollaro statunitense in relazione a un paniere di valute straniere – salire di oltre il 2%, ci si chiede se il biglietto verde possa ridimensionarsi, anche sull’onda di una Fed che ha iniziato ad abbassare i tassi. Non ne sono convinti la maggioranza di 80 strategist globali del forex interpellati dall’agenzia Reuters. Come emerge nell’articolo Valute, dollaro schiacciasassi spinto da incertezze e rischi globali, a livello previsivo molti strategist affermano che di qui a un anno molte delle principali valute potrebbero recuperare almeno in parte il terreno perduto contro dollaro. Ma a livello operativo la situazione cambia, e a una domanda specifica che chiedeva se avessero rivisto al rialzo il rischio di un ulteriore apprezzamento del dollaro ben due terzi hanno risposto affermativamente, indicando chiaramente che il dollaro Usa resta la moneta preferita. Tutti i fattori di incertezza che pesano sul mercato infatti sono interpretati come positivi per il dollaro, a cominciare dalla guerra dei dazi Usa-Cina. E anche una Fed che ha cominciato a tagliare i tassi per allontanare la recessione non è vista come sfavorevole alla moneta Usa. Poco più della metà degli analisti interpellati da Reuters crede che i prossimi movimenti delle principali monete dei paesi del G10 verranno dettate dagli sviluppi della guerra dei dazi, mentre un terzo pensa che il fattore determinante di qui a fine anno saranno le mosse e gli annunci della Federal Reserve. Anche la speculazione che fa ricorso al mercato dei futures sulle valute continua a scommettere sul dollaro forte, anche se in modo meno aggressivo rispetto ai mesi scorsi. Secondo dati della Commodity Futures Trading Commission Usa infatti le scommesse al rialzo si sono ridimensionate. Ma le posizioni nette al rialzo continuano a superare quelle al ribasso. Una delle principali attrattive del dollaro restano i T bond americani, che oltre a essere considerati un porto sicuro offrono anche un rendimento ancora relativamente elevato rispetto ai tassi sottozero delle altre aree sviluppate.

BTP E BOND SOCIETARI INVESTMENT GRADE IN EURO

D’altra parte le politiche monetarie annunciate dalle banche centrali dei Paesi sviluppati – incluse la Federal Reserve e la Bce – potrebbero sostenere la crescita. “Sebbene si tratti di un supporto positivo a breve termine per i mercati dei Paesi sviluppati, preferiamo un atteggiamento selettivo” precisa nell’articolo Amundi vede ancora valore nei Btp e nell’investment grade europeo Matteo Germano, head of multi asset di Amundi. L’esperto, per esempio, sta riconsiderando l’opinione negativa sui governativi di Berlino a breve termine (Schatz) dal momento che “non è supportata dalla forte possibilità di un taglio dei tassi”. Continua a essere esposto ai titoli di stato (Treasury) Usa a 5 e 10 anni a discapito dei quinquennali di Berlino come fattore di diversificazione dell’esposizione al rischio: la combinazione di rallentamento della crescita globale, dell’intensificazione degli impatti delle dispute commerciali e del rischio inflazione deve infatti prevedere elementi che controbilancino questi pericoli in portafoglio, e i governativi statunitensi svolgono proprio questa funzione. “Siamo convinti che sia piuttosto probabile che la ricerca affannosa di rendimento sia destinata a proseguire in Europa ma è meglio evitare le obbligazioni societarie Usa – perché l’effetto leva risulta eccessivo rispetto ai fondamentali – e i bond high yield europei – abbastanza assimilabili alle azioni. I Btp italiani e le obbligazioni societarie Investment Grade in euro dovrebbero invece beneficiare di molteplici fattori tecnici: dalle nuove operazioni di Tltro ai flussi positivi d’investimento, dal taglio dei tassi al nuovo QE della Bce”, spiega Germano.

PUNTARE SUL DEBITO DI ITALIA E FRANCIA E SUI T-BOND USA

Anche BlackRock, nell’articolo Dopo la Bce BlackRock positiva sul debito di Italia e Francia,  segnala una preferenza per le scadenze lunghe dei titoli del debito di Francia e Italia e un alleggerimento sui bund tedeschi, nell’ambito del fondo flagship “global unconstrained” della grande casa d’investimento. In campo valutario vale lo stesso orientamento usato per il bund, vale a dire alleggerire sull’euro. Spostandosi sull’altra sponda dell’Atlantico, BlackRock nota che il mercato sta prezzando una riduzione in arrivo dei tassi da parte della Federal Reserve, il secondo dopo quello di fine luglio, con il mercato in attesa di indicazioni sulla direzione futura della politica monetaria che saranno contenute nel “dot plot” del Fomc. Per questo la raccomandazione è di sovrappesare le scadenze lunghe del debito del Tesoro Usa, anche con una funzione di protezione dal rischio. In generale, BlackRock resta convinta che in un portafoglio ben diversificato il focus sul rendimento abbia comunque un ruolo importante e che i titoli di elevata qualità abbiano aumentato la loro attrattività, in un contesto di tassi in calo e di politica monetaria di supporto all’economia. Atteggiamento tattico invece sui corporate bond e sui titoli derivanti da cartolarizzazioni, con un forte focus sui fondamentali bottom-up.

phive2015 / iStock / Getty Images Plus


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16 Settembre 2019
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