Guerra dei dazi, oggi Trump firma l’accordo con i cinesi

di Antonio Cardarelli

A Washington l’attesa firma della “fase uno” dell’accordo sui dazi tra Usa e Cina. I mercati privilegiano un atteggiamento prudente

In attesa della firma sulla “fase uno” dell’accordo sui dazi tra Usa e Cina, i mercati globali privilegiano un atteggiamento prudente. La delegazione cinese è arrivata ieri a Washington e la sospirata firma sul documento dovrebbe arrivare, secondo le indiscrezioni, nel tardo pomeriggio di oggi (ora italiana).

RESTANO LE TARIFFE SU PARTE DEI BENI CINESI

Al momento, quindi, gli investitori non ritengono che l’accordo possa andare oltre quanto già anticipato: le novità positive, quindi, sono già state “scontate” dai mercati, che non a caso nelle scorse settimane hanno continuato a ritoccare record storici a Wall Street. Inoltre, gli Usa hanno già fatto sapere di non avere intenzione di eliminare i dazi al 25% su 250 miliardi di dollari di importazioni cinesi.

BORSE IN ROSSO

Il detto “compra sulle indiscrezioni e vendi sulle notizie” è adatto a spiegare l’arretramento dei mercati degli ultimi giorni. Ieri Wall Street è tornata in rosso con l’S&P 500 a -0,15% e l’indice tecnologico Nasdaq a -0,24%. In scia anche le Borse asiatiche: Shanghai ha perso lo 0,54% mentre il Nikkei 225 di Tokyo ha chiuso in rosso dello 0,45%.

AVANZA L’ORO CON L’INCERTEZZA

Un trend attendista seguito anche dalle piazze europee, che hanno aperto con il segno meno seppur con lievi differenze tra Milano, Francoforte e Parigi. Complici anche i razzi lanciati contro una base americana in Iraq la notte scorsa, l’oro è tornato a guadagnare circa mezzo punto percentuale anche se il petrolio è tornato in area 60 dollari, perdendo circa lo 0,4%.

Per gli Usa la Cina non è più un manipolatore valutario

Per gli Usa la Cina non è più un manipolatore valutario

FARI GIÀ PUNTATI SULLA FASE DUE

I massicci acquisti di prodotti agricoli americani annunciati dalla Cina e le contestuali aperture sul copyright tecnologico sembrano essere stati già digeriti dai mercati che, invece, guardano già alla “fase due” senza attendersi per ora novità dall’accordo odierno. Una “fase due” che, come annunciato dal presidente Trump, potrebbe arrivare dopo le elezioni di novembre. Resta, dunque, una buona dose di incertezza nonostante la prima intesa: incertezza che potrebbe accompagnare i mercati globali almeno fino alle elezioni presidenziali.

Flickr/White House


Financialounge.com
15 Gennaio 2020
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