La fiducia degli investitori torna a scendere

di Redazione

L’incremento della fiducia degli investitori del mese di giugno ha avuto vita breve: lo State Street Investor Confidence Index (ICI) a luglio è risultato in arretramento in tutte le tre principali aree geografiche

Il rimbalzo di giugno è stato già archiviato. In base allo State Street Investor Confidence Index (ICI), infatti, la fiducia degli investitori istituzionali in tutto il mondo ha accusato una contrazione nell’ultimo mese passando dagli 87,3 punti di giugno agli 84,9 punti di luglio.

UNA CALO DI FIDUCIA DIFFUSO IN TUTTO IL MONDO

Sebbene si tratti un calo di lieve entità – ovvero di 2,4 punti – gli addetti ai lavori sottolineano che la contrazione si è materializzata in tutte e tre le principali aree geografiche. Infatti l’ICI Nord America ha segnato una discesa di un punto (da 81,6 a 80,6 punti), l’ICI Europa una riduzione di quattro punti (da 103,3 a 99,3 punti) così come l’ICI Asia (da 95,9 a 91,9 punti).

QUOTA 100

Si ricorda che quota 100 rappresenta il discrimine per l’indice ICI: al di sopra di tale soglia prevale la propensione agli investimenti in asset class più rischiose (azioni, obbligazioni societarie, mercati emergenti ecc.) da parte degli istituzionali e viceversa per valori dell’ICI index al di sotto dei cento punti. Alla luce di questo aspetto, con i dati di luglio nessuna area geografica vanta un livello di inclinazione al rischio, dal momento che anche in Europa l’ICI index, che a giugno stazionava a 103,3 punti, si è attestato al di sotto di tale soglia.

Motore dell’economia ingolfato dai tassi ai minimi storici?

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L’APPARENTE CONTRADDIZIONE CON I MASSIMI DI BORSA

Quel che potrebbe risultare sorprendente è che gli ICI index segnalano un calo della fiducia degli investitori in corrispondenza di un mese nel corso del quale gli indici di Borsa americani hanno toccato nuovi massimi e quelli europei e asiatici hanno messo a segno nuovi rialzi.

SCELTE PIÙ TATTICHE CHE STRATEGICHE

In realtà occorre tener conto che l’approccio degli istituzionali appare in questa fase più tattico che strategico. Di solito, fondi pensione, casse previdenziali, fondi sovrani, desk assicurativi, gestori patrimoniali e private banker tendono ad effettuare investimenti di medio lungo termine. In questa fase, che si sviluppa peraltro nell’ultimo tratto di un prolungato ciclo di crescita, le valutazioni tirate dei mercati azionari e i bassi rendimenti offerti dai bond societari non esercitano un richiamo sufficiente ad abbracciare una maggiore propensione al rischio. Anche perché le insidie sono dietro l’angolo, pronte a scatenare una correzione profonda come accaduto nel quarto trimestre del 2018.

LE TANTE INCERTEZZE SUL TAVOLO

Infatti, se è vero che le banche centrali sono ritornate da inizio anno in ‘modalità espansiva’ per sostenere una asfittica economia globale, è altrettanto vero che le trattative per trovare un accordo nelle dispute commerciali tra Washington e Pechino sono ancora in alto mare mentre continuano a persistere le incertezze sull’interruzione della catena di approvvigionamento a livello globale e le potenziali implicazioni della Brexit.




FinanciaLounge
2 Agosto 2019
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