La Fed taglia ma si mette in pausa e al mercato non dispiace

di Redazione

Arrivato puntuale il terzo taglio ai tassi in tre mesi ma anche l’avvertimento che per ora basta. Il mercato apprezza e preferisce vedere il bicchiere mezzo pieno di un’economia che non ha bisogno di ossigeno

Alla fine il mercato preferisce vedere il bicchiere mezzo pieno. La Fed fa il terzo taglio di un quartino in tre mesi ma fa anche capire che la serie di riduzioni del costo del denaro di ‘metà ciclo’ sta andando in modalità pausa. In non pochi speravano in indicazioni che si replicasse a dicembre e magari un altro paio di volte nel 2020 ma se ne sono fatti una ragione. E Wall Street alla fine la prende bene. Se la Fed va in pausa vuol dire che l’economia sta meglio di quello che si pensa, e il PIL del terzo trimestre uscito poche ore prima dell’annuncio delle decisioni del FOMC va in quella direzione, e quindi ci sta che la Banca Centrale tenga da parte le munizioni per quando ci dovesse essere veramente bisogno di spararle.

LE DUE MAGGIORI FONTI DI RISCHIO SONO DIVENTATE MENO MINACCIOSE

Anche perché le due maggiori fonti di rischio all’orizzonte per ora non sono minacciose: la guerra dei dazi è entrata in una fase di tregua che potrebbe anche essere firmata da Trump e Xi Jinping a metà novembre quando i due si vedono a Santiago del Cile per il vertice Asia-Pacifico, mentre la patata bollente della Brexit è stata allontanata di un tre mesi, con la nuova scadenza per raggiungere un accordo spostata a fine gennaio, dopo le elezioni anticipate in Gran Bretagna.

LA POLITICA MONETARIA ORA È APPROPRIATA, POI SI VEDRÀ

Come nel suo stile, il capo della Fed Jay Powell nella conferenza stampa seguita alla riunione del FOMC ha declinato poco più di nome, cognome e numero di matricola. La frase su cui si sono concentrati i mercati è stata: “riteniamo che la politica monetaria sia posizionata nel posto giusto, (vale a dire che sembra destinata a restare) appropriata fino a che le informazioni che arrivano sull’economia restano sostanzialmente coerenti” con lo scenario di crescita moderata. Il comunicato ufficiale era forse addirittura più esplicito, la frase ripetuta a giugno, luglio e settembre in cui si affermava che la Fed avrebbe agito in modo appropriato per sostenere l’espansione economica è stata sostituita con l’affermazione che “continuerà a monitorare le implicazioni dei dati per definire il cammino appropriato della politica dei tassi”. Vale a dire, per ora abbiamo fatto abbastanza, poi si vedrà.

SI SONO ABBASSATI I TONI DELLE DICHIARAZIONI, LA FED NON VUOL RINCORRERE IL MERCATO

A favore del ribasso di un quarto di punto del tasso dei Fed Fund si sono espressi in otto su dieci, con due a favore di tassi fermi e nessuno per un rialzo. Nel comunicato si rileva una spesa per consumi robusta a fronte della debolezza degli investimenti e dell’export. Da notare che nelle settimane che hanno preceduto il meeting del FOMC le dichiarazioni pubbliche degli uomini della Fed si sono diradate, forse a segnalare che la banca centrale non insegue giorno per giorno l’andamento dei mercati per trarre ispirazione su quello che deve fare.

LA PROMESSA DI NUOVI TAGLI POTEVA ESSERE CONTRO-PRODUCENTE

Ma non c’è dubbio che con attese oltre il 90% di un taglio dei tassi in arrivo, se non si fosse realizzato la reazione di Wall Street non sarebbe stata indifferente. D’altro canto, la promessa di tagli imminenti in arrivo poteva essere letta come il segnale di un’economia a rischio recessione, neanche questa una cosa che Wall Street avrebbe apprezzato.

POLIZZA ASSICURATIVA RASSICURANTE PER UN’ECONOMIA IN SALUTE

In conclusione, tre tagli in tre mesi sembrano una polizza assicurativa più che rassicurante per un’economia che comunque continua a viaggiare vicina al 2% anche se sostenuta soprattutto dai consumi e dal settore immobiliare più che dagli investimenti.

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FinanciaLounge
31 Ottobre 2019
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