Il colosso petrolifero Aramco pronto per l’Ipo più grande della storia

di Redazione

Decisa la data per l’Ipo di Aramco: il colosso saudita del petrolio punta a una valutazione di 2.000 miliardi di dollari. Si parte dal listino di casa, mistero sulla scelta della Borsa per la quotazione internazionale

Alla fine sembra proprio che sia in arrivo la più grande Ipo di sempre, quella del colosso petrolifero saudita Aramco. Con una valutazione totale da 1.500 miliardi di dollari, l’offerta di azioni, attesa intorno al 3%, dovrebbe raccogliere 45 miliardi, battendo il record di 25 miliardi stabilito cinque anni fa dall’Ipo del gigante cinese dell’e-commerce Alibaba.

PRIMO TEMPO IN CASA

L’Ipo è stata lanciata domenica 3 novembre dopo una serie di annunci e rinvii durati oltre quattro anni, ma per vedere un prezzo su un titolo quotato bisognerà aspettare probabilmente fino a dicembre, quando Aramco dovrebbe approdare sul listino della Borsa saudita, il Tadawul, e a quel punto, o forse anche prima, tentare una Ipo vera e propria a livello internazionale. Un percorso un po’ insolito e contorto quello scelto dal principe della corona saudita Mohammed bin Salman, ma evidentemente la preoccupazione maggiore è evitare sorprese negative giocando in casa almeno il primo tempo della partita.

EVENTO STORICO

Per la Borsa saudita si tratta di un evento storico. Fino al 2015 agli investitori esteri era vietato partecipare al mercato, poi sono state introdotte regole che consentono un accesso anche se limitato. Aramco comincerà ora a incontrare gli investitori con l’obiettivo di pubblicare il prospetto per la quotazione già il 9 novembre. Il regolatore saudita, equivalente della Consob o della Sec americana, ha già fatto sapere di aver approvato la richiesta di Aramco di quotare una parte delle azioni sul mercato domestico. Uno dei grandi punti interrogativi ancora aperti riguardano la valutazione e il mercato azionario di approdo finale.

OBIETTIVO DUEMILA MILIARDI DI DOLLARI

Il principe Mohammed punta a una valutazione di 2.000 miliardi di dollari, ma gli advisor gli hanno fatto già sapere che non ci sono investitori disposti a pagare l’equivalente di quel prezzo le singole azioni. La stessa Aramco e le banche che le fanno da consulenti si accontenterebbero di qualcosa intorno a 1.700 miliardi, ma secondo molti osservatori anche questa cifra è troppo alta. Il prezzo giusto potrebbe essere 1.500 miliardi di dollari, il che vorrebbe appunto dire raccogliere 45 miliardi piazzando il 3% del capitale sul mercato. Per ora le intenzioni sono di collocare un importo tra il 2% e il 5% in Ipo, a seconda della domanda, con una distribuzione 50-50 tra investitori locali e internazionali.

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BIG IN CAMPO

Le banche schierate come advisor da Aramco sono nove e sette rappresentano il top dell’investment banking globale: JPMorgan, Morgan Stanley, Goldman Sachs, Bank of America, Citi, HSBC, Credit Suisse. Le altre due sono banche locali. Insieme al lancio dell’Ipo Aramco ha anche annunciato i risultati dei primi nove mesi: 68 miliardi di dollari di utile e 244 miliardi di dollari di ricavi. Nel 2018 l’utile netto è stato di 111 miliardi, il più elevato del globo, più di quelli di Apple e Exxon messi insieme. Anche i dividendi attesi sono da record, sia in termini assoluti, 75 miliardi di dollari promessi agli investitori, sia in termini di cedola, pari a un rotondo 5%.




FinanciaLounge
4 Novembre 2019
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