I punti di forza degli high yield USA: cedole elevate e default contenuti

Le prospettive del settore high yield USA sono supportate in modo favorevole sia da diversi fattori tecnici che da solidi fondamentali con cedole comprese tra il 6% e il 7%.

Un contesto tecnico favorevole, fondamentali a posto, nessun timore di recessione o di un rallentamento economico a livello globale, un rendimento generoso e una limitata dipendenza dal rialzo dei tassi americani. Per tutte queste ragioni, Rob Neithart, gestore del fondo Capital Group Global High Income Opportunities (LUX) si dichiara ancora positivo sull’high yield USA. Scorriamo insieme, nel dettaglio, i punti di forza dell’asset class come argomentato dal manager.

AMBIENTE TECNICO FAVOREVOLE

In primis, a fronte di una domanda che resta robusta, le emissioni nette degli high yield USA hanno continuato a diminuire creando i presupposti per un ambiente tecnico favorevole per il mercato. In secondo luogo, è vero che molte compagnie restano sensibili ai prezzi delle materie prime, ma è altrettanto vero che gli emittenti sopravvissuti alla profonda correzione del settore energia nel 2014 e 2015 (a seguito del crollo dei prezzi del petrolio che ha penalizzato l’industria dei produttori shale oil USA) hanno ristrutturato i propri bilanci.

I TASSI DI DEFAULT RESTANO BASSI

Inoltre, grazie ai rendimenti relativamente bassi le società americane sono riuscite a rifinanziarsi a condizioni più vantaggiose: il tasso di default (fallimento) degli high yield USA dovrebbe quindi mantenersi su livelli limitati per il prossimo futuro. Un altro aspetto non secondario in una fase come questa caratterizzata da un tendenziale aumento dei tassi USA, è quello relativo alla scadenza media delle obbligazioni high yield pari a circa sei anni: un aspetto che rende il debito delle imprese statunitensi ad alto rendimento poco sensibile per diversi anni alle tensioni causate da un aumento dei tassi.

CEDOLE ANNUE TRA IL 6% E IL 7%

A proposito di rendimento. È difficile ottenerne uno del livello comparabile a quello dell’high yield USA specialmente con una duration (scadenza media dei titoli) relativamente ridotta. “Un investitore che decidesse di evitare questa asset class per un anno rinuncerebbe a un rendimento del 6-7%. Anche nel caso di un ampliamento degli spread (differenziale di rendimento rispetto ai rendimenti dei titoli di stato USA), l’high yield dovrebbe generare comunque un extra-rendimento positivo nel corso dell’anno, in quanto le cedole sarebbero in grado di compensare l’effetto negativo dell’aumento dei differenziali” specifica Rob Neithart.

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DOLLARO IN TENDENZIALE RAFFORZAMENTO

Il manager, infine, analizza l’ultimo aspetto che può incidere sull’investimento nell’high yield USA: il dollaro. A questo proposito, secondo Rob Neithart, diversi fattori potrebbero adesso provocare un cambiamento nella tendenza del biglietto verde, favorevoli ad un suo tendenziale rafforzamento. “Dopo l’aumento dei tassi da parte della Fed, i differenziali d’interesse rispetto ad altri mercati sviluppati potrebbero diventare sufficientemente generosi da attrarre flussi di capitali più consistenti. Qualora gli investitori ritenessero che il biglietto verde si sia già indebolito abbastanza potrebbero tornare ad investire nella valuta di Washington. E questo senza trascurare l’ipotesi che un apprezzamento del dollaro potrebbe essere causato anche da uno shock a livello globale, come il nervosismo sui dazi doganali con la Cina, una crisi in Europa o un qualche tipo di shock finanziario” sottolinea Rob Neithart.

TomasSereda / iStock / Getty Images Plus


FinanciaLounge
27 Giugno 2018
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