Amundi vede ancora valore nei Btp e nell’investment grade europeo

di Redazione

La casa d’investimento punta sul giusto mix di rischi e coperture per mitigare la volatilità. Quindi spazio per i Btp e per i bond Investment Grade europei, senza trascurare l’azionario di Cina e Corea del Sud

Dopo un lungo periodo di crescita, tra i più longevi di sempre, è fisiologico un aumento della volatilità attesa anche alla luce delle guerre commerciali in atto e dei rinnovati timori di una crescita debole a livello globale. Uno scenario che dovrebbe ingenerare cautela. “Non si possono escludere ulteriori opportunità sui mercati finanziari ma riteniamo sensato per gli investitori assumere un approccio più prudente, mantenendo una leggera esposizione al rischio con una preferenza per le obbligazioni societarie Investment Grade europee” fa sapere Matteo Germano, Head of Multi-Asset di AMUNDI.

UN ATTEGGIAMENTO SELETTIVO

Un approccio, quello suggerito dall’esperto, che tiene in considerazione le posizioni più accomodanti nelle politiche monetarie annunciate dalle banche centrali dei Paesi sviluppati – incluse la Federal Reserve e la BCE – che potrebbero sostenere la crescita. “Sebbene si tratti di un supporto positivo a breve termine per i mercati azionarti dei Paesi sviluppati, preferiamo un atteggiamento selettivo” precisa Matteo Germano.

DIVERSIFICAZIONE AL RISCHIO

L’esperto, per esempio, sta riconsiderando l’opinione negativa sui governativi di Berlino a breve termine (Schatz) dal momento che “non è supportata dalla forte possibilità di un taglio dei tassi”. Continua ad essere esposto ai titoli di stato (Treasury) Usa a 5 e 10 anni a discapito dei quinquennali di Berlino come fattore di diversificazione dell’esposizione al rischio: la combinazione di rallentamento della crescita globale, dell’intensificazione degli impatti delle dispute commerciali e del rischio inflazione, devono infatti prevedere elementi che controbilanciato questi pericoli in portafoglio e i governativi statunitensi svolgono proprio questa funzione.

BTP E BOND SOCIETARI INVESTMENT GRADE IN EURO

“Siamo convinti che sia piuttosto probabile che la ricerca affannosa di rendimento sia destinata a proseguire in Europa ma è meglio evitare le obbligazioni societarie Usa – perché l’effetto leva risulta eccessivo rispetto ai fondamentali – e i bond high yield europei – abbastanza assimilabili alle azioni. I Btp italiani e le obbligazioni societarie Investment Grade in euro dovrebbero invece beneficiare di molteplici fattori tecnici: dalle nuove operazioni di TLTRO ai flussi positivi d’investimento, dal taglio dei tassi al nuovo QE della BCE” spiega Matteo Germano.

Draghi imbraccia il bazooka, ma non scopre tutte le carte

Draghi imbraccia il bazooka, ma non scopre tutte le carte

DISCO VERDE ALL’AZIONARIO DELLA CINA E DELLA COREA DEL SUD

Il quale, passando al mercato azionario, rivela un’opinione neutrale sui mercati emergenti sulla scia delle valutazioni in generale non eccessivamente interessanti, delle revisioni negative dei profitti aziendali e anche del peggioramento delle dinamiche macro. Fanno eccezione l’azionario della Cina e quello della Corea del Sud che, secondo l’esperto, meritano una preferenza in portafoglio.

DEBITO EMERGENTE SÌ, MA IN VALUTA FORTE

Restando negli emerging markets, ma spostandosi sul debito, Matteo Germano opta per le emissioni in valute forti che assicurano ancora un extra rendimento di un certo interesse rispetto alle emissioni ‘core’ in dollari Usd e in euro ma dovrebbero essere meno volatili. “È vero che il flusso cedolare (carry) è ancora attraente, che i tassi Usa bassi svolgono una funzione di supporto alle economie dei mercati emergenti – soprattutto quelle più indebitate nella valuta di Washington – , che le banche centrali sono più accomodanti e che l’inflazione risulta sotto controllo, ma è ancora più vero che non si possono trascurare né gli effetti delle guerre commerciali e nemmeno il rallentamento dell’economia a livello globale: ecco perché preferiamo non assumerci i rischi della volatilità delle valute emergenti” spiega Matteo Germano. Il quale infatti preferisce adottare un approccio relative value che fa leva sulle monete dei paesi in via di sviluppo con cedole più generose rispetto al rand sudafricano e al won sudcoreano, due valute destinate a indebolirsi di più a causa del riaggravarsi delle dispute commerciali tra Cina e Usa.

Il caos calmo sui mercati durerà?

Il caos calmo sui mercati durerà?

RISCHI E COPERTURE

Allargando il panorama, oltre ai timori sulla crescita globale e alle tensioni geopolitiche ci sono anche i dati macro della Germania non positivi e la forte incertezza legata alla Brexit a pesare sulle decisioni di portafoglio. Un contesto nel quale, peraltro, i fondamentali delle società potrebbero riservare sorprese negative dal momento che i margini e i profitti potrebbero accusare riduzioni nel caso di un indebolimento della crescita mondiale e di un’escalation della guerra commerciale.

ORO E TREASURY USA

“Il rischio di liquidità potrebbe ripresentarsi nel caso in cui le banche centrali deludano le aspettative dei mercati” puntualizza Matteo Germano, il quale suggerisce due soluzioni per ridurre i rischi: l’investimento in oro – che dovrebbe premiare in caso di inasprimento della guerra valutaria tra Washington e Pechino – e i Treasury USA a media e a lunga scadenza – titoli estremamente liquidi la cui percentuale in portafoglio può essere marginalmente ridotta dopo un consistente rally dei tassi.

lucagavagna / iStock / Getty Images Plus


FinanciaLounge
13 Settembre 2019
Partner
Top