Inversione di rotta per il mercato azionario europeo?

di Redazione

Ci sono diversi aspetti che secondo AllianceBernstein potrebbero giocare a favore di un rally delle azioni europee

I mercati azionari rappresentano l’approdo quasi obbligato di un investimento di medio-lungo periodo, considerate le prospettive di rendimento delle obbligazioni, e nell’ambito azionario, la preferenza degli investitori sembra andare al mercato Usa, come attesta la sottoperformance dei mercati azionari europei negli scorsi anni. C’è, però, chi ritiene che le cose possano cambiare, che si possa registrare un’inversione di rotta: in AllianceBernstein sono del parere che l’azionario europeo meriti oggi una maggiore attenzione da parte degli investitori con un’esposizione trascurabile o nulla in questa area, perché alcuni aspetti fondamentali e tecnici potrebbero favorirlo. Dal punto di vista dei fondamentali, la sottovalutazione del mercato azionario europeo rispetto a quello Usa è una sorta di costante degli ultimi anni, in AllianceBernstein sono dell’opinione che i titoli europei siano attualmente più sottovalutati del solito rispetto alle azioni a stelle e strisce.

GLI UTILI EUROPEI SONO PIU’ SENSIBILI AL CICLO ECONOMICO

Quanto al quadro macroeconomico, oggi, osservano in AllianceBernstein, i mercati europei scontano un gran numero di notizie economiche sfavorevoli e quindi un’eventuale sorpresa positiva nei dati, e i segnali non mancano, potrebbe favorire un’accelerazione del rally azionario. E’ vero, poi, che gli utili delle imprese Usa appaiono più solidi e in molti casi sono stati superiori alle attese, ma le società europee, specialmente al di fuori del Regno Unito, presentano in media utili più sensibili al ciclo economico rispetto a quelli delle large cap Usa e, di conseguenza, un miglioramento della congiuntura economica avrà tendenzialmente un impatto più favorevole sui listini europei.

DIMINUISCE IL RISCHIO POLITICO

Ci sono, infine, due aspetti tecnici. La percezione del rischio politico è molto più elevata in Europa e ha indotto molti investitori alla prudenza, ma in AllianceBernstein ritengono che questi rischi siano diminuiti: una Brexit senza accordo sembra oggi molto meno probabile, il nuovo governo italiano ha adottato un approccio meno conflittuale verso le regole di bilancio europee. Negli ultimi anni, infine, molti investitori sono nettamente sottoesposti all’Europa: nel solo 2019 più della metà dei disinvestimenti di portafogli azionari ha riguardato i mercati europei. Un’inversione di questa tendenza potrebbe innescare un forte rally.

GUARDARE OLTRE IL BENCHMARK

Sul mercato azionario europeo ci sono alcune distorsioni nelle valutazioni che possono essere colte. La preferenza accordata da molti investitori ai titoli considerati maggiormente difensivi, ad esempio, ha determinato un forte divario di valutazione tra le azioni a basso beta, caratterizzate da minore volatilità, e quelle ad alto beta, solitamente più cicliche. C’è quindi l’opportunità di individuare società con cash flow interessanti e non correttamente valutati, sia nei settori ciclici maggiormente penalizzati, sia nei settori di mercato economicamente più resilienti, e questo è un qualcosa che non può fare, osservano in AllianceBernstein, una gestione passiva. Per trarre beneficio dalle inefficienze di mercato a breve termine, create dalla reazione eccessiva degli investitori ai timori macroeconomici, settoriali, o relativi ad aziende specifiche, è essenziale, invece, avere una prospettiva di lungo termine e un disciplinato approccio di tipo bottom-up, due caratteristiche che sono presenti in due fondi a cinque stelle di AllianceBernstein: AB Eurozone Equity, che per la selezione dei titoli utilizza ricerca fondamentale e strumenti quantitativi proprietari, e AB European Equity Portfolio che adotta un approccio da “imprenditore”, con tecniche di valutazione paragonabili a quelle adoperate dai fondi di private equity.

alexsl / iStock / Getty Images Plus


FinanciaLounge
29 Novembre 2019
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