L'analisi

Azionario europeo verso il nuovo anno, cosa aspettarsi secondo Generali Insurance Am

Generali Insurance Asset Management traccia il bilancio del 2022 dei mercati e sottolinea come in Europa le valutazioni siano ancora molto compresse e sotto la media storica. Un anno pesante per i bond

di Virgilio Chelli 27 Dicembre 2022 12:52
financialounge -  azioni Generali Insurance Asset Management Luca Finà mercati Sebastiano Chiodino
financialounge -  azioni Generali Insurance Asset Management Luca Finà mercati Sebastiano Chiodino

Nel 2022 in tutte le aree geografiche le azioni hanno registrato una performance negativa, sebbene in significativo recupero dai minimi registrati tra fine settembre e inizio ottobre. Il principale fattore che ha pesato è stata l’inflazione più alta e persistente delle attese che ha spinto le Banche Centrali a una politica restrittiva, con un significativo incremento dei tassi nominali e reali, portando a una compressione delle valutazioni nonostante la crescita degli utili attesi sia rimasta in territorio positivo.

DISCRETA FORZA RELATIVA DELLE AZIONI EUROPEE


Luca Finà, Head of Equity Insurance Portfolios di Generali Insurance AM, sottolinea che in questo contesto il mercato europeo ha mostrato una discreta forza relativa e nonostante la guerra in Ucraina e la crisi del gas di chiudere l’anno con una performance, misurata in valuta locale, significativamente superiore a quella registrata da USA e Mercati Emergenti. Anche l’andamento degli utili si sta rivelando solido, evidenziando una crescita poco inferiore al 20%, significativamente superiore alle altre aree e in continuo miglioramento grazie all’eccellente performance del comparto petrolifero, un miglioramento dei risultati nel settore finanziario che beneficia dei tassi più elevati, ed un contributo positivo dal rafforzamento del dollaro.

ASPETTATIVE MENO ROSEE NEL 2023


Secondo Finà le aspettative per il 2023 sono invece meno confortanti, alla luce di una probabile recessione globale che produrrà un effetto negativo sugli utili aziendali, vista in marcato rallentamento in tutti i paesi sviluppati, con l’Europa che dovrebbe risentirne maggiormente rispetto agli USA, che sono in una fase più avanzata nel ciclo di rialzo tassi. Ma, secondo l’esperto di Generali Insurance AM, una superiore crescita degli utili USA non implica necessariamente una miglior performance del mercato, che scambia a un multiplo di circa 19 volte gli utili del 2023, non consistente con uno scenario recessivo in corso.

MA LE VALUTAZIONI IN EUROPA SONO COMPRESSE


Se la recessione fosse più marcata delle attese o la Fed fosse costretta a tenere i tassi su livelli più elevati a lungo, secondo Finà il rischio di un’ulteriore compressione delle valutazioni sarebbe materiale. In Europa, invece, le valutazioni sono tuttora molto compresse e sotto la media storica. L’azionario europeo dovrebbe anche beneficiare maggiormente da una plausibile riapertura dell’economia cinese, compensando almeno in parte i rischi di una recessione.

ANNO ECCEZIONALMENTE NEGATIVO PER I BOND


Per quanto riguarda l’obbligazionario, Sebastiano Chiodino, Head of Fixed Income di Generali Insurance AM, sottolinea l’andamento eccezionalmente negativo del 2022, anno unico anche in una prospettiva storica. Mentre le Banche Centrali reagivano a un’inflazione non transitoria ma persistente con bruschi rialzi dei tassi, alimentavano ampi allargamenti dei credit spread. Un duplice impatto per i ritorni assoluti del reddito fisso che in precedenti mercati Orso aveva goduto della protezione di tassi senza rischi e spread di negativamente correlati.

MOVIMENTI BRUSCHI E ALTA VOLATILITÀ


Anche nel credit crunch del 2008, il più grave della finanza moderna, le obbligazioni corporate Investment Grade registrarono un ritorno assoluto negativo di solo il 3%, mentre il 2022 consegna risultati ben più pesanti. Le stesse Investment Grade sono sprofondate del 12,5% e i bond High Yield registrano un ritorno negativo del 10%, mentre i titoli di Stato dell’Eurozona registrano perdite tra il 15 e il 25% in funzione delle scadenze. Chiodino sottolinea che si tratta di movimenti più bruschi e volatilità più elevate degli stessi mercati azionari.
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