I dati

Gran Bretagna ufficialmente in recessione

Il segretario del Tesoro ha annunciato che il Pil britannico diminuirà dell'1,4% nel 2023. L'inflazione continua a correre, intanto il governo annuncia aumenti delle tasse e tagli della spesa pubblica

di Antonio Cardarelli 17 Novembre 2022 14:04
financialounge -  economia Jeremy Hunt Regno Unito
financialounge -  economia Jeremy Hunt Regno Unito

Il Regno Unito è entrato ufficialmente in recessione. A dirlo è stato Jeremy Hunt, segretario del Tesoro, nel corso della presentazione del budget autunnale. Le stime parlano chiaro: il PIl britannico nel 2023 diminuirà dell'1,4% anziché crescere dell'1,8% come era stato previsto in precedenza. Nel 2024 la crescita prevista è dell'1,3% (stima precedente 2,1%) mentre nel 2025 è del 2,6% (anziché 1,8%).

INFLAZIONE IN CRESCITA


A causare la revisione al ribasso della crescita del Prodotto interno lordo è stato principalmente l'aumento dei prezzi dell'energia. Notizie poco confortanti anche sul fronte inflazione con la crescita dei prezzi nel Regno Unito che nel 2022 sarà del 9,1% e nel 2023, secondo le stime, del 7,4%. Il segretario del Tesoro ha annunciato l'aumento della tassa sui profitti extra delle società energetiche, che passerà dal 25% al 35%. Inoltre verrà introdotta una tassa temporanea del 45% sui generatori di elettricità.

AUMENTO DELLE TASSE


Tra i provvedimenti presi dal governo britannico ci sono aumenti delle tasse e tagli della spesa pubblica per 55 miliardi di sterline. Fra le misure annunciate, quella che prevede di assoggettare alla massima soglia fiscale del 45% a chiunque guadagni più di 125.000 sterline anziché 150.000 come in precedenza. Sul fronte della spesa pubblica, il governo intende aumentare il budget del sistema sanitario di 3,3 miliardi di sterline nei prossimi due anni. Inoltre il prossimo anno e nel 2024 il governo investire 2,3 miliardi di sterline extra nel sistema scolastico.

IL COMMENTO DI TWENTYFOUR ASSET MANAGEMENT


Gordon Shannon, Portfolio Manager di TwentyFour Asset Management (gruppo Vontobel) commenta così le scelte sul budget del governo britannico: "Il conservatorismo compassionevole sembra voler tergiversare con i tagli alla spesa, ma gli investitori sembrano essere d'accordo. Gli aumenti delle imposte, sia personali che sull'energia, offrono oggi al Dipartimento del Tesoro del Regno Unito guadagni rapidi sufficienti a soddisfare il mercato.I titoli di Stato e la sterlina hanno subito un leggero calo, ma niente di paragonabile al movimento che abbiamo visto dopo il mini-bilancio di Kwarteng. Dato il loro rally in previsione di un bilancio stabile e bilanciato, il mercato sembra concludere che Jeremy Hunt abbia fornito una risposta credibile".

CONSENSO BREXIT AI MINIMI


Intanto dall'ultimo sondaggio condotto da YouGov sulla Brexit solo il 32% dei cittadini britannici ritiene che votare per l'uscita del Regno Unito dalla Ue sia stata la scelta corretta mentre per il 56% si è trattato di un errore. Il consenso per la Brexit è ai livelli minimi da quando si è svolto il referendum, il 23 giugno 2016.
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