Fisco e detrazioni

Poste sospende cessione del credito, Superbonus bloccato: ecco cosa succede

La piattaforma di Poste Italiane non accetta più pratiche per la cessione dei crediti edilizi. In attesa di capire come cambierà la misura con la prossima legge di Bilancio

di Fabrizio Arnhold 8 Novembre 2022 12:25
financialounge -  cessione credito economia Poste superbonus
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La notizia era nell’aria già da qualche giorno. Ieri, lunedì 7 novembre, è arrivata la conferma. Poste Italiane non accetterà più nuove domande sulla cessione del credito per le pratiche del Superbonus 110%. L’annuncio si legge sulla pagina dedicata: “Il servizio di acquisto di crediti d’imposta ai sensi del DL 19 maggio 2020 n.34, convertito con modificazioni nella legge 17 luglio 2020 n.77 e s.m.i., è sospeso per l’apertura di nuove pratiche”, recita la nota. Ma sarà “possibile seguire l’avanzamento delle pratiche in lavorazione e caricare la documentazione per quelle da completare”.

LE SENTENZE DALLA CASSAZIONE


Le pratiche già avviate, quindi, proseguiranno. Ma non sarà possibile inoltrare delle nuove richieste di cessione del credito. Il motivo è principalmente burocratico. L’annuncio di Poste, infatti, arriva dopo le recenti cinque sentenze della Corte di Cassazione che hanno evidenziato una nuova lacuna del meccanismo di cessione dei crediti edilizi.

CESSIONE SEMPRE PIÙ DIFFICILE


La pratica, in buona sostanza, diventa sempre più complicata, anche perché è stata confermata la possibilità per l’Amministrazione finanziaria di effettuare il sequestri dei crediti nel caso sia avviata una procedura per sospetta frode nella cessione. Già elle scorse settimane la cessione dei crediti aveva incontrato difficoltà anche per i meccanismi di controllo sulla regolarità delle operazioni.

SUPERBONUS, SI CAMBIA?


C’è anche da capire come cambierà la misura con la prossima legge di Bilancio. Il governo Meloni sembra intenzionato a mantenere il Superbonus ma portandolo al 90%. La decisione di Poste di bloccare la cessione del credito, comunque, potrebbe essere momentanea e non definitiva. In attesa di capire come cambieranno le regole. C’è anche una motivazione più tecnica, ossia quella di riallineare la piattaforma alle nuove modifiche normative che si sono susseguite con i vari decreti.
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