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Paesi emergenti in difesa delle loro valute: ecco cosa possono fare

Schroders, in un’analisi di David Rees, Senior Emerging Markets Economist, indica il ricorso agli swap, l’aumento aggressivo dei tassi e controlli sui movimenti di capitale, risorsa estrema ma da non escludere

di Virgilio Chelli 8 Novembre 2022 08:00
financialounge -  David Rees mercati emergenti Mercato valutario Schroders
financialounge -  David Rees mercati emergenti Mercato valutario Schroders

Le banche centrali dei mercati emergenti cercano di contrastare il deprezzamento delle rispettive valute e molte hanno venduto una parte significativa delle riserve. La maggior parte ne dispone di sufficienti per evitare crisi, ma ulteriori pressioni potrebbero indurre a azioni più aggressive, come linee di swap e i rialzi dei tassi, fino a prendere in considerazione i controlli sui capitali se il dollaro continua a salire. David Rees, Senior Emerging Markets Economist di Schroders, sottolinea che la liquidità in valuta, e in particolare in dollari, è chiaramente sotto pressione per gli aggressivi rialzi dei tassi nei mercati sviluppati, il deterioramento delle esportazioni e l’avversione al rischio che determina deflussi di capitali.

I LIMITI DEL RICORSO ALLE RISERVE


La risposta è attingere alle riserve, in particolare, le banche centrali di Repubblica Ceca, Cile e Tailandia le hanno già ridotte di un quinto da quando il dollaro ha iniziato a salire. Rees nota che il calo delle riserve è stato esagerato dal calo del valore degli asset sottostanti, a causa del sell-off obbligazionario nei mercati sviluppati, che secondo alcune stime ha rappresentato oltre la metà del calo delle riserve valutarie degli emergenti. Se la vendita di riserve può aiutare a smussare gli aggiustamenti del cambio, raramente cambia completamente la direzione di marcia, e a un certo punto l'intervento diretto sui mercati valutari diventa insostenibile se le riserve diventano insufficienti.

LO STRUMENTO DEGLI SWAP PUÒ AIUTARE


Per questo, secondo l’esperto di Schroders, è probabile che i policymaker prendano in considerazione nuove linee d'azione, cercando modi alternativi per sostenere le valute e prevenire dislocazioni dei mercati finanziari che danneggerebbero l'economia nazionale. Rees vede tre possibili azioni. è garantire linee di swap in valuta, storicamente istituite con il FMI e molti Paesi emergenti, come il Messico, che hanno da tempo accordi come linee di credito flessibili, che consentono di integrare le riserve, se necessario, in periodi di stress. Anche la Fed americana è diventata più proattiva nel creare linee di swap con i Paesi emergenti durante la pandemia, per evitare tensioni sul mercato dei Treasury.

AUMENTI DEI TASSI E CONTROLLO SUI CAPITALI


Una seconda opzione indicata da Rees è aumentare ancora i tassi per rendere più attraente investire in valuta locale e attenuare i deflussi di capitale, magari trasformandoli in afflussi. La Banca centrale ungherese ha annunciato una serie di misure a sostegno del fiorino, tra cui un forte aumento di alcuni tassi, anche se non quelli ufficiali, con l'obiettivo di drenare liquidità locale, facendo salire i rendimenti di mercato. La terza opzione, prosegue l’esperto di Schroders, è imporre controlli sui capitali.

NON SI PUÒ COMUNQUE AVERE TUTTO


Rees ricorda la teoria della "trinità impossibile", secondo cui non si possono avere tutte e tre le cose: un cambio fisso o gestito, una politica monetaria sovrana, e la libera circolazione dei capitali. Se le banche centrali non sono disposte ad alzare aggressivamente i tassi, i controlli sui capitali potrebbero entrare in agenda. Alcuni Paesi emergenti dispongono già di controlli sui capitali, in particolare la Cina, e altri come la Turchia potrebbero seguirne l'esempio.

IMPROBABILE UN RICORSO SU LARGA SCALA


I controlli sui capitali non sono più un tabù, rileva in conclusione l’esperto di Schroders, e il FMI ritiene che in alcuni casi siano giustificati. Ma aggiunge che si tratta dell'ultima risorsa per le banche centrali dei Paesi emergenti, dato il danno a lungo termine causato alla credibilità, ed è improbabile che vengano utilizzati su larga scala.
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