La view

Perché Edmond de Rothschild AM è prudente sulle azioni, soprattutto della zona euro

La posizione di Edmond de Rothschild Asset Management è dettata dalla volatilità persistente e dalla determinazione delle banche centrali a frenare l’inflazione anche a rischio di incidere sulla crescita

di Leo Campagna 5 Settembre 2022 14:32
financialounge -  azioni daily news Edmond de Rothschild Asset Management
financialounge -  azioni daily news Edmond de Rothschild Asset Management

L’annuale Simposio di politica economica della Federal Reserve, che si è tenuto come di consueto a Jackson Hole, ha fornito ai banchieri centrali l'occasione per riaffermare la loro determinazione a frenare l'inflazione anche a rischio di incidere sulla crescita. “La volatilità persistentemente elevata e le minacce alla crescita economica ci hanno indotto a mantenere la nostra posizione prudente sulle azioni, in particolare nell'eurozona”, fanno sapere gli esperti di Edmond de Rothschild Asset Management.

I TIMORI PER L’AUMENTO DEI TASSI


I timori per l'aumento dei tassi di interesse e i dati, quantomeno contrastanti, sull'inflazione hanno spinto i mercati al ribasso. Tuttavia, dopo una settimana che ha visto prezzi record di gas ed elettricità, la notizia che l'Europa aveva raggiunto l'obiettivo dell'80% di scorte di di gas ha ridotto drasticamente i livelli dei prezzi dell’energia. A raffreddare i prezzi ha contribuito anche la notizia diffusa da Ursula von der Leyen secondo la quale la Commissione europea starebbe preparando misure straordinarie per frenare i prezzi dell'elettricità e riformare il mercato energetico.

INFLAZIONE EUROPEA SUPERIORE ALLA ASPETTATIVE


Resta il fatto che il mercato europeo si è nel frattempo posizionato su aspettative di un rialzo superiore ai 50 punti base (+0,50) dopo che alcuni articoli di stampa hanno segnalato che alcuni membri del comitato di fissazione dei tassi della BCE sembrano orientato verso un aumento di 75 punti base nell’incontro previsto la prossima settimana. Aspettative spinte anche da una crescita dell’inflazione europea maggiore delle attese che ad agosto ha toccato quota +9,1% su base annua, rispetto all'8,9% di luglio.

NOTIZIE CONTRASTANTI DALLE AZIENDE EUROPEE


Intanto dalle aziende arrivano notizie contrastanti. Positive, per esempio, da Pernod Ricard e Michelin. Quest’ultima, che ha comunicato volumi in aumento a luglio (+0,4%) dopo il +1,3% di giugno, ha inviato un messaggio incoraggiante per l’intero settore nonostante la crisi. Il management di Pernord Ricard ha invece affermato di essere fiducioso del potere di determinazione dei prezzi del gruppo e che le vendite in tutti i mercati e le fasce di prezzo stanno andando bene. Al contrario, Duralex (vetreria) ha annunciato che chiuderà le sue fabbriche durante l'inverno per evitare di andare in perdita a causa dell'aumento dei prezzi dell'energia. La compagnia di bandiera tedesca Lufthansa e Volkswagen, infine, continuano a fare i conti con richieste di aumenti salariali piuttosto sostenuti

I FED FUNDS AL 3-3,25% IL PROSSIMO 21 SETTEMBRE?


Passando agli Stati Uniti, i mercati azionari hanno continuato a digerire i commenti aggressivi della Fed: nelle ultime 5 sessioni di trading, il Dow Jones è sceso del 4,91%, l'S&P500 del 5,53% e il Nasdaq del 6,76%. A preoccupare gli operatori, sia il sentiment dei consumatori migliore del previsto, al massimo in 3 mesi, e sia l'aumento delle offerte di lavoro. Intanto i futures sui Fed Funds stanno ora scontando una probabilità del 72% che la Fed aumenti i tassi di 75 punti base al 3-3,25% quando si riunirà il prossimo 21 settembre.

COLPITO IL SETTORE DEI SEMICONDUTTORI


Sul fronte aziendale da segnalare la notizia del licenziamento, previsto nelle prossime settimane, del 20% del personale della società di social network Snap (fonte: Bloomberg), il cui valore in Borsa è sceso di quasi l'80% da inizio anno. “Il settore dei semiconduttori, invece, è stato colpito dalla decisione di Washington di vietare le esportazioni di circuiti integrati per applicazioni di intelligenza artificiale in Cina. Tra i più penalizzati il titolo Nvidia che ha perso il 7,7% in Borsa. Il gruppo ha affermato che la decisione ridurrà le vendite dei suoi chip AI di nuova generazione di $ 400 milioni” spiegano i manager di Edmond de Rothschild Asset Management.
Trending