L’analisi

abrdn: “Demografia e mercati emergenti, dopo 40 anni il trend si inverte?”

In molti mercati emergenti si prevede che la popolazione invecchierà rapidamente, il che potrebbe portare diversi paesi a diventare vecchi prima di diventare ricchi

di Francesco Rapetti 23 Agosto 2022 08:00

financialounge -  abrdn demografia mercati emergenti Robert Gilhooly tassi di interesse
Robert Gilhooly, Senior Emerging Markets Research Economist di abrdn ha realizzato una analisi dove si evince  che un'economia riesce a invecchiare bene solo in caso di una complessa combinazione fra le traiettorie di crescita, il comportamento del tasso di interesse reale e le scelte politiche. Le variabili demografiche influiscono non solo sulle prospettive di crescita economica, visto che le dimensioni della popolazione (e, conseguentemente, della forza lavoro) costituiscono uno dei fondamenti dell'economia, ma anche su risparmiatori e debitori (famiglie, aziende e governi), dal momento che hanno un impatto sui tassi di interesse.

IL PESO DEI TASSI DI INTERESSE


Sebbene, infatti, la crescita sia uno dei maggiori fattori in grado di influenzare il contesto di investimento nei mercati emergenti (dato che economie più solide e una crescita degli utili aziendali trainano le azioni) anche i tassi di interesse sul debito sono determinanti per un ampio spettro di asset. Tassi inferiori consentono un aumento della generazione di reddito delle aziende e viceversa. Per questo motivo, è importante avere una visione su come le variabili demografiche influenzeranno sia la crescita che i tassi di interesse.

RENDIMENTI DEI TITOLI DI STATO IN CADUTA DAGLI 40 ANNI


Tralasciando l'attuale volatilità dei mercati e le preoccupazioni relative al rialzo dell'inflazione, i rendimenti dei titoli di Stato dei mercati emergenti e sviluppati sono in declino sin dagli anni '80. La discesa dei rendimenti registrata dai mercati sviluppati ed emergenti in questo periodo riflette in parte un successo, relativo all'abbassamento dell'inflazione, e in altra parte la caduta dei rendimenti reali ponderati per l'inflazione. Secondo un ampio insieme di studi, la causa sarebbe da ricercare in una sottostante tendenza al ribasso del tasso di interesse neutrale. Diversi studi hanno concluso che le tendenze secolari, comprese quelle relative alle variabili demografiche, possono ampiamente spiegare la caduta dei rendimenti reali, laddove il sistema finanziario a livello mondo crea una sorta di fenomeno globale in cui i mercati mettono in collegamento risparmi e investimenti oltre confine. Ciò fa sorgere una domanda di importanza cruciale per gli investitori: se i trend demografici si stanno invertendo, i tassi di interesse verranno spinti verso l'alto?

I TASSI DI INTERESSE SONO CONDIZIONATI DA PIÙ VARIABILI


Seppure molto importanti, secondo abrdn le variabili demografiche sono solo uno dei fattori che influenzano i tassi di interesse nel lungo termine. Lo shock provocato dal Covid-19, la disparità di guadagni e i cambiamenti tecnologici costituiscono altrettanti importanti driver, insieme alle scelte politiche. La frattura registrata nei rendimenti reali dei mercati emergenti, che fino al 2013 si erano mossi quasi all'unisono, implica che le scelte di politica interne potrebbero essere diventate sempre più importanti. Di per sé, l'invecchiamento della popolazione non fa innalzare i tassi di interesse, aggravando lo shock provocato dal Covid-19. Sebbene le tendenze demografiche diventino avverse, con l'invecchiare della popolazione, l'impatto sui tassi neutrali continua a essere bilanciato, in diversi paesi, dalla pressione al ribasso derivante da una crescita più lenta delle popolazioni in età lavorativa.

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