Focus sull'obbligazionario

Pictet: con rischio recessione più T-Bond per diversificare

Pictet AM, nell’Outlook mensile firmato dall’Head of Euro Multi Asset Andrea Delitala, spiega che il reddito fisso può tornare a un ruolo di diversificazione rispetto al rischio azionario. Speranza di recessione leggera

di Virgilio Chelli 12 Luglio 2022 08:00

financialounge -  Andrea Delitala obbligazioni Pictet T-bond
Le banche centrali, sulla scia della Fed, hanno abbracciato la causa della lotta all’inflazione in un contesto di continui shock stagflazionistici e negativi per la crescita, ma forieri di pressioni inflazionistiche. Tra questi ancora il Covid, la guerra in Ucraina con effetti soprattutto in Europa, dove se le sanzioni arriveranno ad azzerare le forniture di gas russo avremo sicuramente recessione con inflazione persistente. Il tutto sta preoccupando i mercati, mentre la determinazione delle banche centrali si è fatta sempre più stentorea nonostante la natura prevalentemente esogena dell’inflazione.

MENO PRESSIONI INFLAZIONISTICHE


Lo sottolinea l’Outlook mensile di Pictet Asset Management, a cura di Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset, che rileva tuttavia qualche accenno di attenuazione della pressione sui prezzi che si evince dal complesso delle materie prime, noli e materie alimentari e dalle prime lievi sorprese positive sul fronte dei dati di inflazione al consumo in America. Secondo Delitala però la vera novità delle ultime settimane sono le preoccupazioni sulla tenuta della crescita. Il rischio recessione tra fine anno e il 2023, secondo alcune stime, sfiora ormai o supera il 50%. Ad esempio, la Fed di Atlanta, per il secondo trimestre stima una crescita negativa.

TASSI USA VERSO LA NEUTRALITÀ


Questo quadro è un risultato coerente con la posizione del presidente della Fed Powell che a giugno ha portato le previsioni sul tasso dei Fed fund poco al 3,75% per dicembre 2023, sciogliendo ogni riserva sulla disponibilità a sacrificare la crescita pur di riportare l’inflazione vicino al target del 2%. Non potendo la Fed fare molto per alleviare le pressioni sull’offerta, si rassegna a contenere la domanda. Il mercato sconta che entro i prossimi tre trimestri i tassi raggiungano il livello di neutralità, circa lo 0-0,5% reale o il 3% nominale in America. Delitala ricorda che storicamente quando la Fed si spinge oltre quasi sempre l’economia finisce in recessione.

RAGIONEVOLE SPERANZA DI RECESSIONE LEGGERA


La ragionevole speranza, prosegue l’analisi dell’esperto di Pictet AM, è che se recessione deve essere che sia almeno leggera, cosa plausibile perché le finanze familiari e delle società sono in ottime condizioni, per cui non ci sarebbe bisogno delle ‘convalescenze’ tipiche delle recessioni degli ultimi 50 anni, in cui bisognava smaltire la leva finanziaria. Il cambio di passo delle banche centrali ha impattato tutte le asset class nella prima metà del 2022. Il prezzo dei T-bond è crollato spingendo i rendimenti verso l’alto, con un effetto anche sui rendimenti attesi delle azioni, imponendo una perdita importante.

L’EUROPA PAGA IL PREMIO GUERRA


Delitala osserva che il premio di rischio delle azioni verso le obbligazioni rimane inalterato in America e circa un punto percentuale più elevato in Europa, dove si è aggiunto il premio per la guerra in Ucraina. Ora che i rendimenti americani hanno raggiunto la zona di neutralità, questa funge da tetto almeno ai rendimenti di medio e lungo termine, dato che una banca centrale ancora più aggressiva imporrebbe dei tagli maggiori in futuro a causa di una recessione.

AZIONI ORA APPESE AGLI UTILI


Con premi di rischio azionario invariati, secondo l’esperto di Pictet AM, le azioni non sono veramente care da un punto di vista oggettivo, a meno che gli utili previsti non siano deludenti, cosa che in effetti è ancora del tutto possibile se i rischi recessivi aumenteranno. Le stime degli utili sono ancora in crescita di circa il 10% sia per quest’anno che per il prossimo, ma molto è dovuto al settore energia e materiali, ovviamente, sono gli scudi quest’anno, mentre per tutti gli altri settori le previsioni sono già molto più contenute.

OBBLIGAZIONI DI NUOVO FATTORE DI DIVERSIFICAZIONE


Ma in caso di crescita negativa, osserva in conclusione Delitala, i rendimenti obbligazionari dovrebbero rivedere le prospettive di medio periodo, prevedendo dei tagli di tassi sempre più profondi man mano che la recessione appare inevitabile o più profonda. Questo riassegna un ruolo di diversificazione rispetto agli attivi rischiosi alla parte lunga delle obbligazioni americane di buona qualità, ovvero i titoli di Stato come i T-Note o il T-Bond a 30 anni, che per la prima volta troviamo anche nei portafogli delle principali strategie muti-asset di Pictet AM.

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