Cosa aspettarsi

Inflazione, S&P 500 in fase orso e rischio recessione: le previsioni di Goldman Sachs Asset Management

Nell'aggiornamento di mercato la view della grande casa sulle prossime mosse delle banche centrali e le implicazioni per gli investitori

di Antonio Cardarelli 10 Giugno 2022 12:45
financialounge -  daily news Goldman Sachs Asset Management recessione Simona Gambarini
financialounge -  daily news Goldman Sachs Asset Management recessione Simona Gambarini

L'inflazione continua a tenere banco sui mercati. Ieri, 9 giugno, la Bce ha annunciato l'avvio del rialzo dei tassi di interesse di 25 punti base a partire da luglio oltre allo stop degli acquisti netti di titoli. Ma nei prossimi giorni arriveranno altri importanti appuntamenti che vedranno protagoniste sempre le banche centrali, con gli occhi ovviamente puntati sulla Federal Reserve.

BANCHE CENTRALI


Cosa aspettarsi da questi appuntamenti? Secondo Simona Gambarini Executive DirectorSenior Market Strategist di Goldman Sachs Asset Management, le banche centrali continueranno nel percorso di innalzamento dei tassi. "A nostro avviso la Federal Reserve procederà con un rialzo di 50 punti la prossima settimana, a luglio e probabilmente a settembre fino ad arrivare al 3 o 3,5%, dipenderà dall'andamento dell'inflazione", commenta Gambarini.

PREVISIONI DI CRESCITA


Guardando alle previsioni di crescita dell'economia, Goldman Sachs Asset Management non ha cambiato le previsioni ad eccezione della Cina. La crescita cinese è stata ritoccata al ribasso a causa dei lockdown del secondo trimestre che, nonostante una ripresa prevista nel terzo trimestre, andranno a incidere sulla crescita complessiva dell'anno. Come la maggior parte degli asset, anche le azioni cinesi sono vicine al mercato ribassista.

POSSIBILE MERCATO ORSO A WALL STREET


Potrebbe succedere la stessa cosa anche a Wall Street con l'indice S&P 500? Secondo Simona Gambarini la possibilità che il principale indice azionario americano entri in territorio ribassista - ovvero scenda del 20% da un recente picco per un periodo prolungato di tempo- sono intorno al 70%. Una conclusione a cui Goldman Sachs Asset Management è giunta tenendo sotto controllo una serie di segnali: valutazioni azionarie, indici ISM, mercato del lavoro, curva dei rendimenti, inflazione e saldo del settore privati. I segnali di rischio più alto, attualmente, arrivano da valutazioni, ISM, lavoro e inflazione. Tuttavia, fa notare Gambarini, anche nel caso di un mercato "orso" conviene rimanere investiti, perché il rischio di farsi sfuggire la ripresa è superiore al rischio di un'ulteriore correzione. E l'andamento dell'S%P 500 dopo i 12 periodi ribassisti del Dopoguerra lo dimostra.

RECESSIONE ECONOMICA


L'esperta di Goldman Sachs Asset Management sottolinea che non sempre un mercato ribassista coincida con una recessione economica. Al momento, spiega Gambarini, la probabilità di una recessione negli Usa quest'anno è bassa, ma è in aumento in una prospettiva a lungo termine. "L’attuale contesto è caratterizzato dall’assenza degli squilibri finanziari o strutturali solitamente presenti in uno scenario recessivo. Riconosciamo che il rischio di una recessione, che comunque non rientra nel nostro scenario di riferimento, sta aumentando. Se anche si verificasse, sarebbe a nostro avviso una recessione tecnica e non ciclica", commenta Gambarini.

IMPLICAZIONI PER GLI INVESTITORI


Per gli investitori cosa significa questo? "Sia il contesto storico sia i fondamentali favorevoli supportano un posizionamento moderatamente pro-rischio per affrontare gli attuali rischi. Le allocazioni all’obbligazionario e agli investimenti alternativi, da associare all’esposizione azionaria, possono rappresentare delle soluzioni ragionevoli per poter potenzialmente intercettare un rendimento aggiuntivo e ridurre il rischio. Dopo tutto, i mercati stanno passando da una prospettiva TINA – There Is No Alternative – a TARA – There are Reasonable Alternatives”, conclude l'esperta.
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