Il dato

Nuovo record per l'inflazione a maggio: +6,9%

I prezzi al consumo continuano a crescere in Italia, un livello simile non si vedeva dal 1986. Dato trainato principalmente dai beni energetici, inflazione in crescita anche nell'Eurozona: Bce sempre più sotto pressione

di Antonio Cardarelli 31 Maggio 2022 12:40
financialounge -  BCE inflazione
financialounge -  BCE inflazione

A maggio l'inflazione in Italia ha continuato a correre. Le stime preliminari diffuse dall'Istat segnano un rialzo del 6,9% su base annua, in crescita rispetto al +6% del mese precedente. Il confronto con il mese di aprile 2022, invece, vede un rialzo dello 0,9%. Un livello simile non si registrava da marzo del 1986, quando l'inflazione salì del 7%. Piazza Affari, già partita in rosso in mattinata, ha leggermente incrementato le perdite con il Ftse Mib a -0,8%.

GUIDANO I BENI ENERGETICI


A guidare l'accelerazione sono principalmente i beni energetici, cresciuti del 42,2% a maggio. Aumento sostenuto anche per i beni alimentari (da +6,1% a +7,1%), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,4% a +4,4%) e dei servizi relativi ai trasporti (da +5,1% a +6%). L'inflazione core, depurata dagli elementi più volatili (energetici e alimentari freschi) accelera a maggio da +2,4% a +3,3%.

IL DATO DELL'EUROZONA


Anche nell'Eurozona l'inflazione continua a crescere: +8,1% a maggio, contro stime di +7,7%. Un dato che aumenta la pressione sulla Bce. La banca centrale europea, infatti, è chiamata a intervenire per frenare l'inflazione con il difficile compito di non soffocare la ripresa economica, già resa fragile a causa della guerra in Ucraina.

IL COMMENTO DELL'ISTAT


"Gli elevati aumenti dei prezzi dei beni energetici continuano a essere il traino dell'inflazione e le loro conseguenze si propagano sempre più agli altri comparti merceologici, i cui accresciuti costi di produzione si riverberano sulla fase finale della commercializzazione. Accelerano infatti i prezzi al consumo di quasi tutte le altre tipologie di prodotto, con gli alimentari lavorati che fanno salire di un punto la crescita dei prezzi del cosiddetto 'carrello della spesa' che si porta a +6,7%, come non accadeva dal marzo 1986 (quando fu +7,2%)", commenta l'Istat.
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