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Un'indagine svela perché i millennial hanno fiducia nei consulenti

In base ai dati raccolti da Natixis IM, il 59% dei millennial ha un consulente finanziario professionale, più di quanto dichiarino i rappresentanti della Generazione X (56%) e quelli dei baby boomers (48%)

di Leo Campagna 16 Maggio 2022 19:30
financialounge -  consulente finanziario Dave Goodsell millennial Natixis IM
financialounge -  consulente finanziario Dave Goodsell millennial Natixis IM

Il 72% dei millennial antepone la sicurezza alla performance dei propri investimenti. Peccato che sulla scia della sovraperformance dei mercati nel 2020 e nel 2021, ipotizzino un trend simile per il futuro e aspettative di ritorno del 16,3% (sopra l'inflazione) nel lungo termine. In compenso, per gestire i propri investimenti sono molto più propensi ad affidarsi a un consulente finanziario piuttosto che a un robo-advisor. Sono alcune delle evidenze emerse nel report ‘Cinque verità finanziarie sui millennial’.

2.500 INVESTITORI INDIVIDUALI TRA I 25 E I 40 ANNI


L'indagine globale – condotta da Natixis IM su quasi 2.500 investitori individuali tra i 25 e i 40 anni, con un patrimonio minimo investibile di 100mila dollari – rivela interessanti aspetti su questa generazione che sta raggiungendo i 40 anni, entrando nella fase di maggior reddito. Per esempio, il 59% dei millennial ha un consulente finanziario professionale, più di quanto dichiarino i rappresentanti della Generazione X (56%) e quelli dei baby boomers (48%).

FIDUCIA NEI CONSULENTI FINANZIARI


"Si tratta di una generazione che ha beneficiato di un lungo bullish market con bassi tassi d'interesse e poca inflazione per gran parte della propria vita adulta. Hanno vissuto lo scoppio della prima bolla tecnologica (2000) , l'11 settembre e una grave crisi finanziaria (2008-2009) e vogliono proteggere i propri interessi”, spiega Dave Goodsell, direttore esecutivo del Centre for Investor Insight di Natixis che segnala anche come i millennial non solo riconoscano il valore dei consigli di pianificazione, ma hanno anche fiducia nei consulenti finanziari.

FARE CHIAREZZA SU ALCUNI ASPETTI DEI MILLENNIAL


L'indagine globale di Natixis permette di fare chiarezza su alcuni aspetti dei millennial, a cominciare dal fatto che, sebbene gestiscano tutte le proprie finanze dai loro smartphone, affidandosi alle app di mobile banking, l'88% degli intervistati con un consulente professionale si fida del suo consiglio. Al contrario soltanto il 48% ripone la propria fiducia negli algoritmi (intesi come consulenza automatizzata) e solo il 24% si fida dei social media.

FOCUS SULLA GESTIONE DEL RISCHIO


Il 48% dei millennial si concentra più sulla gestione del rischio che sulla capacità di un fondo di battere i benchmark (priorità soltanto per il 26% degli intervistati). Il 60% dei millennial ritiene che la volatilità del mercato metta a rischio la possibilità di raggiungere gli obiettivi di risparmio e pensionamento. A questo proposito dal momento che in tutto il mondo, i millennial si aspettano di andare in pensione in media a 60 anni, è comprensibile il motivo per cui danno molta rilevanza alla pianificazione e alla consulenza. Non a caso il 76% degli intervistati è d'accordo sul fatto che è sempre più una propria responsabilità finanziare il pensionamento. Inoltre, il 66% accetta il fatto che potrebbe essere necessario lavorare più a lungo del previsto.

IL PRAGMATISMO VERSO L’INVESTIMENTO SOSTENIBILE


Un'altra caratteristica peculiare dei millennial è il loro pragmatismo verso l'investimento sostenibile. Il 78% considera l’investimento come un modo per avere un impatto positivo nel mondo e il 63% sente la responsabilità di aiutare a risolvere i problemi sociali attraverso i propri investimenti. Il 77% di coloro che ha impieghi ESG afferma che il proprio gestore dovrebbe fare engagement attivo con le società in portafoglio mentre il 52% chiede al proprio consulente finanziario di includere i fattori ESG nell'analisi degli investimenti, insieme a fattori finanziari più ampi.

INCREMENTO DELL’ATTIVITÀ DI TRADING TRAMITE IL CONSULENTE


Infine, tra gli impatti della pandemia, si segnala il fatto che il 24% dei millennial ha incrementato l'attività di trading attraverso il proprio consulente finanziario, elemento che ha probabilmente rafforzato il valore della consulenza professionale in un contesto di mercati volatili. Il 68% ha detto di sentirsi finanziariamente resistente, il che potrebbe essere il risultato di una sana pianificazione finanziaria.
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