Come investire

Millennial: ecco cosa fare con i risparmi

Un’interessante alternativa potrebbe essere un portafoglio diversificato di asset che generano reddito implementando i principi di sostenibilità. Meglio ancora tramite un gestore affidabile e professionale come Invesco

di Leo Campagna 27 Aprile 2022 16:36
financialounge -  Invesco investimenti millennial
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Anche i millennial, come le generazioni precedenti, desiderano acquistare casa. Peccato che i prezzi delle abitazioni siano alle stelle e chi riesce ad acquistare la prima casa, nella maggior parte dei casi, lo fa in un’età più avanzata rispetto ai suoi genitori. Anche per questo, i millennial che destinano una buona parte dei loro soldi al risparmio, dovrebbero prestare particolare attenzione agli effetti dell’inflazione. Soprattutto in un contesto di bassi tassi d’interesse.

UN PORTAFOGLIO DIVERSIFICATO DI ASSET


Un portafoglio diversificato di asset che generano reddito potrebbe costituire un’interessante alternativa. Meglio ancora se costruito implementando i principi di sostenibilità. Ma attenzione. Dal momento che non esiste una soluzione universale per gli investimenti sostenibili, un buon punto di partenza può consistere nel selezionare un gestore affidabile e professionale. La società di gestione preferita, per esempio, deve seguire una politica di investimento responsabile e aderire a iniziative settoriali e forme di engagement collaborativo.

DIFENDERSI DAL GREENWASHING


Al tempo stesso, le fonti di dati utilizzate per valutare il track record di un’azienda in materia di sostenibilità possono fare la differenza così come sapersi difendere dal “greenwashing”, ovvero da quelle aziende che, pur presentandosi come sostenibili, dietro le quinte hanno un impatto ambientale negativo. Inoltre, dal momento che gli obiettivi dei fondi sostenibili sono differenti, occorre capire sempre quale sia l’approccio ESG che corrisponde maggiormente ai propri obiettivi e valori.

UNO SPECIFICO OBIETTIVO ESG DICHIARATO


C’è per esempio chi opta per uno specifico obiettivo ESG dichiarato e chi invece predilige un fondo che integri i criteri di sostenibilità nell’ambito della crescita di capitale. Occorre chiedersi se si è disposti a investire solo nelle aziende che effettivamente mirano a migliorare i loro criteri di sostenibilità a discapito delle altre che non lo fanno.

L’ATTIVITÀ DI ENGAGEMENT


Al contempo, occorre approfondire se i gestori del fondo prescelto promuovano attività di engagement con le imprese in cui hanno investito per spingere i criteri ESG. E, se ricorrono all’engagement, va verificato se utilizzano il loro diritto di voto per indirizzare le decisioni aziendali verso i criteri di sostenibilità.

IL CAMBIAMENTO CLIMATICO


Un aspetto cruciale è in che modo le strategie responsabili affrontano il cambiamento climatico, diventato il fattore ESG più noto. In Invesco, per esempio, la valutazione dei parametri legati alla decarbonizzazione sono una componente fondamentale del processo di integrazione ESG. Lo strumento proprietario di rating ESGintel incorpora i dati del Carbon Disclosure Project, della Science-Based Targets Initiative e della Transition Pathway Initiative.

10.000 ASSEMBLEE SOCIETARIE


Queste analisi e i rating supportano l’attività di engagement di Invesco con le aziende, per promuovere cambiamenti che incidano in maniera duratura nel processo di decarbonizzazione del pianeta. Nel 2020 Invesco ha esercitato il diritto di voto in circa 10.000 assemblee societarie ed ha condotto attività di engagement con oltre 2.000 aziende. Oltre 870 di tali attività si sono concentrate sul fattore “E” dell’ESG.

GLI INVESTIMENTI SOSTENIBILI SONO REDDITIZI?


Precisato tutto questo, ci si chiede se gli investimenti sostenibili siano redditizi. Un’analisi del 2012 di Deutsche Bank su oltre 100 casi di studio sugli investimenti sostenibili , ha rivelato che nel 100% dei casi le aziende con rating ESG elevati avevano costi di capitale inferiori: nell’89% dei casi, veniva inoltre riscontrata una sovraperformance di mercato. Più di recente, nel 2020, uno studio condotto da accademici francesi e statunitensi, ha evidenziato che gli investitori sono disposti a pagare 0,70 dollari USA in più le azioni di un’azienda che ha un comportamento ESG positivo, e 0,90 dollari USA in meno i titoli delle aziende con un approccio ESG neutrale.
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