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GAM: i tassi reali in recupero possono spingere l’oro al ribasso

Massimo De Palma, Head of Multi Asset Team di GAM SGR, analizza il rialzo dei rendimenti reali, più marcato in USA e meno in Europa, che potrebbe far perdere appeal al metallo giallo dopo i recenti rialzi

di Virgilio Chelli 25 Aprile 2022 10:00
financialounge -  GAM Massimo De Palma oro tassi
financialounge -  GAM Massimo De Palma oro tassi

Lo scenario di mercati e economie appare sempre più complesso, influenzato da inflazione, guerra e politica monetaria delle banche centrali, e gli investitori si chiedono quali segnali vengono leggere e come interpretarli. Da inizio marzo si è assistito ad un intenso movimento al rialzo dei tassi di interesse sui titoli governativi in un contesto globale particolarmente complesso. La guerra in Ucraina e i lockdown in Cina creano nuovi problemi alla catena di approvvigionamento, impattando molti settori.

INFLAZIONE E BANCHE CENTRALI


Parte da qui l’analisi di Massimo De Palma, Head of Multi Asset Team di GAM SGR, sottolineando i nuovi record toccati da prezzi alla produzione e al consumo, mentre le banche centrali hanno cambiato marcia e, per contrastare l’inflazione, hanno accelerato sulla fine del Quantitative Easing e sul rialzo dei tassi. L’aumento dei rendimenti ha investito tutte le scadenze: gli Stati Uniti hanno visto salire i tassi di oltre 100 punti base dai due ai dieci anni, mentre per Germania e Italia il rialzo è stato leggermente più contenuto.

DIFFERENZE TRA USA E EUROPA


Ma andando a scomporre la variazione del tasso nominale a dieci anni si evidenziano differenze, sottolinea De Palma. Mentre negli USA l’inflazione attesa è rimasta praticamente invariata intorno al 3% con i tassi reali che spiegano interamente l’aumento, in Germania invece il movimento è dovuto alla breakeven inflation che è passata dal 2,3% al 3%. L’applicazione delle sanzioni alla Russia ha accentuato l’impatto sui prezzi, in particolare quelli energetici. L’Italia si colloca a metà con tassi reali che salgono a -0,18% e l’inflazione attesa che si colloca al 2,7%.

IMPLICAZIONI PER L'ORO


La risalita dei tassi reali americani verso zero riporta ad inizio 2020, quando viaggiavano in territorio positivo. Il tutto, secondo l’esperto di GAM SGR, dovrebbe avere implicazioni anche sull’andamento dell’oro. Dallo scorso anno, con l’aumento delle tensioni geopolitiche, i metalli preziosi hanno svolto egregiamente la loro funzione di bene rifugio. L’oro è progressivamente salito dai 1750 dollari l’oncia di settembre 2021 ai 2050 dollari di inizio marzo, a seguito dell’invasione russa in Ucraina, per poi rientrare dagli eccessi riportarsi in area 1910.

ANDAMENTO ANOMALO


Il movimento di rialzo dei tassi reali non ha intaccato il trend dell’oro, anzi, man mano che i tassi si avvicinano allo zero il metallo prezioso si è apprezzato riportandosi a ridosso dei 2000 dollari. Ma De Palma rileva che questo comportamento dell’oro è stato anomalo perché, con tassi più elevati, aumenta il costo opportunità nell’essere investiti in un asset che non offre rendimento.

POSSIBILE RIDIMENSIONAMENTO


Attualmente, afferma in conclusione l’esperto di GAM, la funzione di protezione del portafoglio sembra prevalere sul resto ma, se i tassi reali dovessero proseguire nella loro tendenza al rialzo, è inevitabile un ridimensionamento dell’oro.
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