Asset allocation

Per GAM sull'azionario è tempo di comprare

Massimo De Palma, Head of Multi Asset Team di GAM, analizza i fattori che mantengono alta la volatilità, dall’Ucraina all’inflazione, mentre gli utili restano solidi. E in alcune aree le valutazioni tornano interessanti

di Virgilio Chelli 20 Febbraio 2022 10:00
financialounge -  azionario GAM Massimo De Palma
financialounge -  azionario GAM Massimo De Palma

Da venerdì scorso, la temuta invasione russa in Ucraina ha monopolizzato l’attenzione di media e mercati finanziari, generando tensioni e volatilità su tutte le asset class. I segnali distensivi arrivati da entrambi i fronti sembrano scongiurare la guerra aperta, anche se è ancora da valutare il successo delle molteplici iniziative diplomatiche. Alla prima reazione emotiva positiva dei mercati, subentrerà un’analisi più approfondita per comprendere l’impatto duraturo sulle diverse asset class.

L’INFLAZIONE NON VUOL TOCCARE IL PICCO


Massimo De Palma, Head of Multi Asset Team di GAM SGR, inserisce la situazione all’interno di uno scenario già complesso, con un’inflazione che sembra non voler toccare il picco, e sempre meno transitoria. I mercati sono molto reattivi alle esternazioni di ogni membro delle banche centrali, sia che prefiguri un’accelerazione della stretta, sia che ne allontani i tempi di attuazione. L’incertezza si è riflessa nel recente andamento dell’oro che, in quanto “bene rifugio”, si è apprezzato nella fase di tensione geopolitica, pur in concomitanza con la risalita dei tassi reali.

PREZZATA RAFFICA DI RIALZI DELLA FED


L’oro ha di solito una relazione inversa con il livello dei tassi reali d’interesse, perché un loro aumento accresce il costo/opportunità di detenere oro. L’azionario invece prosegue nella fase correttiva iniziata a gennaio che ha investito in particolare gli indici americani, la cui composizione settoriale è fortemente sbilanciata verso i titoli “growth”, più sensibili al rialzo dei tassi. Il mercato intanto è passato dalla previsione di due aumenti dei tassi americani nel 2022 formulata a dicembre ai sette previsti attualmente.

MA POTREBBE FERMARSI PRIMA DEL PREVISTO


Un cambio di marcia più aggressivo secondo De Palma rende probabile un impatto negativo sulla crescita economica, con una possibile sospensione della stretta già nel prossimo anno con Fed Funds all’1,75%, rispetto al target della Fed stimato intorno al 2,5%. Le valutazioni dei mercati azionari in termini relativi, vale a dire confrontati ai rendimenti obbligazionari, sono risultate interessanti in questi anni di tassi compressi, mentre a livello assoluto, seppur non propriamente a buon mercato, sono tornate in alcune aree su livelli appetibili.

MULTIPLI RIDIMENSIONATI A WALL STREET


Lo Standard &Poor’s 500 nel 2021 era arrivato a prezzare 23 volte gli utili attesi. Nei mesi successivi le riaperture post lockdown hanno ridato slancio alle attività, le aziende hanno conseguito ottimi risultati, superiori all’apprezzamento di mercato, consentendo un progressivo rientro di questo indicatore, che si è riportato a 19,5 volte, ma ancora al di sopra della media storica.

UNA FED PIÙ MODERATA NEI TONI AIUTEREBBE


Ma gli analisti continuano a rivedere al rialzo le stime sugli utili sia di quest’anno, sia del prossimo. Pur se le incognite non mancano, osserva in conclusione l’esperto di GAM, una moderazione dei toni da parte della Fed consentirebbe una ripresa dei flussi sui listini azionari, favorendo nuovamente i settori ad alta crescita.
Trending