Tassi in aumento

BlueBay: “Ecco perché i Fed Fund possono spingersi fino al 2,75% in due anni”

La Fed, che si riunirà la prossima settimana, sarà sempre meno espansiva ma Mark Dowding, CIO di BlueBay, pensa che tra 12 mesi la politica sarà diventata solo meno accomodante e non restrittiva

di Leo Campagna 23 Gennaio 2022 10:00
financialounge -  BlueBay FED Mark Dowding Tassi interesse
financialounge -  BlueBay FED Mark Dowding Tassi interesse

La necessità della Fed di ridurre la politica di accomodamento, con i mercati che incorporano nei prezzi quattro rialzi nel corso del 2022, resterà probabilmente immune sia all’ondata della variante Omicron che ai crescenti rischi di un imminente conflitto in Ucraina. “Se la Fed è intenzionata a portare i tassi al di sopra della neutralità in questo ciclo, allora questo porterebbe i Fed Fund a raggiungere il 2,75% o più nel 2023 o 2024, ben oltre le aspettative del mercato” fa sapere Mark Dowding, CIO di BlueBay, asset manager specializzato nel reddito fisso di Royal Bank of Canada Global Asset Management (RBC GAM).

CONTINUE DISRUPTION ALLE FORNITURE IN ARRIVO DALLA CINA


Secondo il manager l’inflazione dovrebbe continuare a costituire una fonte di preoccupazione alla luce delle continue disruption alle forniture in arrivo dalla Cina, considerando che Pechino continua a cercare di mantenere una politica di zero-Covid. “I prezzi al consumo dovrebbero rimanere probabilmente ben al di sopra del target alla fine di quest’anno ma, nonostante un eventuale inasprimento, i tassi d’interesse reali (al netto dell’inflazione) dovrebbero rimanere negativi fino a dicembre. In questo contesto, pensiamo che tra 12 mesi la politica sarà diventata solo meno accomodante, e non restrittiva” riferisce Dowding.

NEL 2023 DOVREBBERO RENDERSI NECESSARI ALTRI RIALZI


Semmai, sottolinea il CIO di BlueBay, nel 2023 dovrebbero rendersi necessari altri rialzi che, al momento, i mercati stanno scontando. Non deve pertanto stupire se in questo contesto le aziende pianificano ulteriori incrementi dei prezzi al dettaglio nel 2022 al fine di proteggere i margini, dal momento che gli aumenti dei prezzi nel 2021 sono stati assorbiti senza alcuna perdita di quote di mercato. “In un momento in cui la domanda aggregata supera l’offerta aggregata in molti settori, le aziende sono consapevoli che non esiste la capacità di riserva per soddisfare la domanda e possono decidere aumenti significativi in settori dove i consumatori sono senza alternativa” puntualizza Dowding.

PRESSIONE SULLA PERIFERIA EUROPEA


Prevedibile, sempre in base all’analisi del CIO di BlueBay, una Bce sempre meno accomodante con una possibile fine degli acquisti di asset entro la fine del 2022. Una eventualità che, in combinazione con l’aumento dell’incertezza politica, potrebbe creare un contesto difficile per gli asset dell’Eurozona e creare pressione sulla periferia europea. “Le robuste prospettive economiche dovrebbero continuare a sostenere la qualità del credito e, in un contesto di bassi rendimenti, immaginiamo che la liquidità accantonata possa essere impiegata in caso di un calo significativo dei mercati” argomenta Dowding.

LA RIUNIONE DELLA FED LA PROSSIMA SETTIMANA


La riunione della Fed della prossima settimana sarà al centro dei riflettori ma secondo Dowding difficilmente affioreranno significative nuove informazioni rispetto a ciò che è già stato comunicato nei recenti commenti. “In assenza di dati certi o di un’azione della Fed, i rendimenti dovrebbero consolidarsi per un po’, prima di riprendere la tendenza al rialzo con lo scemare dell’ondata di Omicron e della Fed che si prepara ad aumentare i tassi verso marzo” prevede il CIO di BlueBay.

IL PRIMO MINISTRO DEL REGNO UNITO BORIS JOHNSON


Un’ultima riflessione, Dowding la dedica al primo ministro del Regno Unito Boris Johnson. Le recenti rivelazioni riguardo alle feste di Downing Street in pieno lockdown sono state forse l’evento decisivo che farà scattare il benservito da parte del suo partito. “C’erano state altre situazioni critiche ma sembra maturare la convinzione che i potenziali candidati preferiscano prendere il timone una volta che la pandemia sia passata, e riteniamo sarà certamente così prima della primavera” conclude il CIO di BlueBay.
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