FED

La sfida della Fed: contrastare l’inflazione senza danneggiare i mercati

Paolo Mauri Brusa, gestore del team Multi Asset Italia di GAM SGR, guarda al 2022 con cauto ottimismo ma avverte che la ripresa dei listini presenta ancora molte fragilità

di Virgilio Chelli 18 Dicembre 2021 09:30
financialounge -  FED GAM inflazione Morning News Paolo Mauri Brusa
financialounge -  FED GAM inflazione Morning News Paolo Mauri Brusa

Con l’ultima riunione del 2021 della Federal Reserve si chiude l’era del Quantitative Easing americano. Il 2022 sarà l‘anno del cambio di regime monetario negli Stati Uniti, ma investitori e mercati si chiedono se la banca centrale guidata da Jay Powell riuscirà a tenere a bada le spinte inflattive senza soffocare la crescita economica e come reagiranno i Big della tecnologia al nuovo corso dei tassi. Paolo Mauri Brusa, gestore del team Multi Asset Italia di GAM SGR, in un commento titolato “Santa Powell” sottolinea che ci apprestiamo a chiudere un 2021 che, dal punto di vista degli investimenti, non ha certo deluso. L’arrivo dei vaccini ha permesso la ripresa dell’attività economica e soprattutto dei consumi, risultando decisivo, così come decisive sono state le politiche espansive delle maggiori banche centrali e i programmi di aiuto messi in campo in tutte le principali Economie.

PERFORMANCE A DOPPIA CIFRA


Dopo la debolezza recente, i listini azionari sono tornati vicini ai massimi e stanno impacchettando, in vista del Natale, una performance a doppia cifra generata con una volatilità mediamente contenuta. Lo S&P 500 ha avuto quest’anno una manciata di fasi correttive che non sono mai andate oltre il -6% e il Vix è stato tendenzialmente inferiore al 20%. In generale, tutti i listini dei Paesi Sviluppati sono cresciuti molto ad eccezione del Giappone, condizionato negativamente dalle difficoltà della Cina.

EFFETTO OTTICO FUORVIANTE


Analizzando più in profondità i risultati degli indici, l’esperto di GAM SGR rileva tuttavia un’enorme dispersione a livello settoriale, che mai come negli ultimi due anni ha creato un effetto ottico fuorviante. Guardando al Nasdaq, in particolare, certamente l’esempio più eclatante, se dalla performance complessiva superiore al 20% si depura il contributo dei 5 titoli principali e più capitalizzati, quello che rimane è un ben più modesto 6%. Un sintomo, secondo Mauri Brusa, di una ripresa che è tutt’altro che generalizzata e che presenta ancora oggi molte fragilità.

RUOLO CHIAVE DEI TASSI BASSI


L’esperto di GAM SGR ricorda che il livello estremamente basso dei tassi d’interesse, benché non sia ovviamente l’unica ragione, ha avuto un ruolo chiave nella corsa dei mercati. Ma il 2022 ora si apre con una grande novità, la conclusione del tapering da parte della Federal Reserve. Come nelle attese, visto il recente miglioramento del mercato del lavoro, il presidente Powell ha anche deciso di accelerare i tempi ponendo fine agli acquisti mensili di Treasury e Mbs già dal prossimo mese di marzo.

ARGINARE L’INFLAZIONE SENZA IMPATTARE I MERCATI


Le stime dei membri del Fomc contenuti nel cosiddetto ‘dot plot’ inoltre puntano a tre rialzi nel 2022 e altri tre nel 2023, come fra l’altro i mercati stavano già prezzando da qualche settimana. Powell ha però ribadito ancora una volta che, in caso di modifiche del quadro macroeconomico o di quello pandemico, la Fed potrà in ogni momento ritornare sui propri passi. La vera incognita per il prossimo anno, rileva Mauri Brusa, sarà proprio legata alla capacità della banca centrale americana di arginare le spinte inflattive senza impattare in modo eccessivo sulla crescita economica e senza creare scompensi sui mercati finanziari.

CRUCIALE LA COMUNICAZIONE DELLA FED


Per ottenere questo risultato, oltre che la corretta calibrazione dei rialzi dei tassi di interesse, secondo l’esperto di GAM SGR sarà cruciale l’efficacia della comunicazione, un ambito in cui la Fed ha fatto registrare in passato qualche passo falso. Ma di questo ci si potrà preoccupare più avanti, per ora Mauri Brusa preferisce guardare con cauto ottimismo al futuro, anche perché, osserva in conclusione, nel frattempo, “Santa Powell” ha finito di addobbare l’albero.
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