Fine segnata per Evergrande che non paga nemmeno la terza cedola

Rischio default
di Annalisa Lospinuso 12 Ottobre 2021 - 11:10

Anche il terzo pagamento dei rendimenti agli obbligazionisti non è andato a buon fine e per il colosso del real estate cinese il destino sembra ormai segnato. Si teme sempre più un effetto contagio sul settore immobiliare

Evergrande non rispetta nemmeno la terza scadenza, mettendo in allarme gli obbligazionisti. Sembra essere sempre più vicino il default per la società cinese leader nel mercato immobiliare, schiacciata da 300 miliardi di dollari di debito. Una fine che potrebbe impattare su tutto il settore immobiliare che vale un quarto del Pil cinese.

IL TIMORE DEGLI OBBLIGAZIONISTI

Alcuni detentori di due delle obbligazioni in dollari, con coupon in scadenza questo lunedì, hanno dichiarato di non aver ancora ricevuto i soldi. In tre settimane il colosso cinese dell’immobiliare ha saltato ben tre scadenze, dopo le altre due cedole da 83 e 46 milioni di dollari, scadute gli scorsi 23 e 29 settembre. Evergrande ha un mese di tempo prima che il prestito venga considerato insolvente. Gli investitori devono ancora ricevere le cedole sul bond (interesse 9,5%), con scadenza 2022, e sul prestito (tasso 10%), con scadenza 2023. Gli interessi totali dovuti da Evergrande, insieme ad un’altra cedola su una terza obbligazione con interessi al 10,5% e scadenza 2024, ammontano a circa 148 milioni, secondo Bloomberg.

PROSSIMA AL DEFAULT?

Il velo sulla reale situazione di Evergrande potrebbe essere sollevato definitivamente il prossimo 23 ottobre, quando scade il termine per la dichiarazione ufficiale di default. Una soluzione drastica che, però, potrebbe evitare l’effetto contagio sul settore immobiliare. Anche se in Cina non è un caso isolato: quasi la metà di operatori del settore real estate sarebbero ben oltre la soglia limite di debito, oltre la quale viene negata ulteriore liquidità.

MISURE TAMPONE

Finora l’emorragia di Evergrande è stata tamponata dalla Banca centrale cinese, che ha immesso altri 1,56 miliardi di dollari nel sistema, sotto forma di pronti contro termine. Il colosso cinese per fare cassa ha anche liquidato partecipazioni nella banca di Shenyang e ha venduto l’unità di gestione amministrativa immobiliare alla famiglia Chu.

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