L'analisi

Neuberger Berman: l'aumento dell'inflazione preoccupa di più rispetto al passato

A differenza degli ultimi 20-30 anni, potrebbero essere all’orizzonte rialzi dei prezzi drastici e generalizzati con un impatto su utili e merito di credito di molte società e aumento dei rendimenti obbligazionari

di Virgilio Chelli 5 Ottobre 2021 - 9:28
financialounge - news
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Le temporanee impennate degli ultimi 20-30 anni non hanno provocato un aumento generale dell'inflazione, ma stavolta potrebbe essere differente, per quattro motivi: prezzi dell’energia, una Cina che non esporta più deflazione, banche centrali più "politicizzate" e possibile impatto più duraturo delle strozzature post-pandemia. Quest’evoluzione avrà un impatto sugli utili e sul merito di credito di molte società, e farà aumentare i rendimenti obbligazionari, come sosteniamo da tempo. Lo sostiene Brad Tank, Chief Investment Officer—Fixed Income di Neuberger Berman, prevedendo che l'inflazione sarà uno dei maggiori argomenti di discussione tra gli investitori nel nuovo ciclo economico e oltre, e che i diciottenni di oggi potranno a ragion veduta essere definiti la “generazione dell'inflazione”.

INVERSIONE DI UN TREND STORICO


Nelle Prospettive settimanali del CIO, dal titolo "Generazione inflazione", l’esperto di Neuberger Berman sottolinea che l’aumento vertiginoso dei prezzi dell'energia, le code ai distributori e i ritardi ormai cronici nella logistica, insieme all'ondata di vendite delle ultime due settimane sui titoli di Stato dei mercati sviluppati sta inducendo molti a rispolverare i vecchi manuali sull'inflazione. Nei prezzi dell'energia potrebbe essere iniziata l’inversione di un trend durato 120 anni, perché la transizione verso un'economia a basso tenore di carbonio implica probabilmente per la prima volta in assoluto costi energetici strutturalmente più alti per l'industria e i consumatori.

LA CINA NON ESPORTA PIU’ DEFLAZIONE


L’inversione di tendenza non implica necessariamente uno sconvolgimento generale, secondo Tank. Se i governi tasseranno il carbonio, incentiveranno le rinnovabili e permetteranno al mercato di fare il suo lavoro, la transizione verso costi moderatamente più alti potrà avvenire in maniera lineare. Ma se si seguiranno una linea più prescrittiva e proscrittiva, la volatilità dei prezzi sarà la nuova normalità. Il secondo motivo è che la Cina non esporta più deflazione nel resto del mondo. A seguito delle nuove politiche, la superpotenza cesserà di essere l’hub di produzione a basso costo a disposizione del mondo per convertirsi nel centro di produzione high-tech per le società locali.

LA NUOVA LINEA DELLE BANCHE CENTRALI


In terzo luogo, prosegue l’analisi dell’esperto di Neuberger Berman, da 30-40 anni le principali banche centrali sono estremamente politicizzate, non solo per gli enormi interventi sui mercati nella crisi finanziaria globale del 2008-2009 e la pandemia da COVID-19, ma anche per l’evoluzione delle linee di politica, sia implicite che esplicite, che sembrano dare priorità agli obiettivi sociali, come il finanziamento di infrastrutture sostenibili, la piena occupazione e una maggiore uguaglianza e liberalità fiscale, rispetto all'obiettivo della stabilità dei prezzi.

LE STROZZATURE POST PANDEMIA POSSONO AVERE UN IMPATTO DURATURO


Infine, le interruzioni nelle catene di approvvigionamento causate dalla pandemia, che anche se "transitorie" potrebbero avere un impatto a lungo termine. Molti team dirigenziali con cui Neuberger Berman è in costante contatto sostengono che con tutta probabilità i problemi nelle loro catene di approvvigionamento non saranno risolti prima dell'estate del 2022. L’impasse è legata soprattutto all’aumento dei costi, sia del trasporto merci, sia delle materie prime, sia di componenti essenziali come i semiconduttori.

LE IMPRESE SI STANNO RIORGANIZZANDO


Non è destinata a durare per sempre, ma Tank avverte che le ripercussioni negative sono talmente impattanti da indurre le società a intervenire per evitare che possa ripetersi e a riorganizzare le catene di approvvigionamento in modo più localizzato e diversificato. Sondaggio dopo sondaggio, Neuberger Bermnan sta scoprendo che in questo momento la solidità e la visibilità delle catene di approvvigionamento contano più della maggior efficienza, motivo per cui si aspetta che l'impennata transitoria dei prezzi possa trasformarsi in un aumento strutturale e marginale dei costi.

CAMBIAMENTO DEI MODELLI DI DOMANDA


Le nuove priorità, vale a dire catene di approvvigionamento più solide, un'economia cinese più sostenibile, la riduzione del carbonio e l'uguaglianza sociale, sono indubbiamente ammirevoli e necessarie, osserva Tank in conclusione, ma diverse dalle priorità degli ultimi 40 anni, quindi gli investitori devono capire come adattarsi. Molte società cercano di trasferire l'aumento dei costi lungo la catena di approvvigionamento, mentre la domanda repressa e le migliaia di miliardi di dollari in eccesso accumulati da famiglie e società gioca a favore dell'inflazione. Se aumenterà rimanendo strutturalmente più elevata degli ultimi decenni e le banche centrali saranno lente ad agire, Neuberger Berman prevede un cambiamento nei modelli della domanda.
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