Il commento

Cina, per Pictet Asset Management paure ingiustificate sui titoli tecnologici

Mario Amabile, Investment Specialist di Pictet Asset Management, ritiene che i grandi player digitali siano in grado di reggere l’urto della nuova regolamentazione, e resta costruttivo sulle aziende di internet cinesi

di Virgilio Chelli 20 Settembre 2021 - 16:00
financialounge - news
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La stretta regolamentare di Pechino in molti settori ha spaventato gli investitori, con i colossi tech particolarmente penalizzati. La Cina sta ricalibrando le sue priorità cercando di elevare il tenore di vita e non punta più alla crescita di breve, ma a lungo termine e più sostenibile. Per questo ha varato un’ampia revisione normativa, per ridurre i costi dell’istruzione, delle abitazioni, della sanità e della previdenza, mirando a rafforzare la fiducia dei consumatori, perché riducano i risparmi in eccesso, spendano di più e facciano più figli. Il nuovo corso è iniziato nel 2016 con la riorganizzazione del settore finanziario, la riduzione dell’indebitamento delle banche e il freno al sistema bancario ombra, e i prossimi passaggi riguarderanno internet e saranno presentati al congresso del Partito Comunista nel 2022.

CONTRASTO ALLE DISEGUAGLIANZE


Mario Amabile, Investment Specialist di Pictet Asset Management, aggiunge in un’analisi che il tutto dovrebbe aprire la strada alla riduzione delle disuguaglianze sociali con un aumento delle imposte sul reddito di persone e società, un aumento delle tasse sugli immobili e di successione e la promozione delle donazioni. Nel breve termine una patrimoniale appare invece improbabile. Secondo l’esperto di Pictet AM, il nuovo assetto normativo è particolarmente interessante in ottica ESG, poiché implica requisiti più stringenti in materia ambientale, sociale e di governance, e principi etici che promuovano una crescita più responsabile. Gli investitori dovrebbero accoglierle con favore, perché gran parte delle grandi società internet cinesi sono strutturate per poter assorbire aumenti dei costi.

ANCHE IN USA BIG TECH NEL MIRINO


Secondo Amabile, il mercato sconta già uno scenario negativo dato che i prezzi delle azioni dei colossi di internet sono scesi di oltre il 50% rispetto ai massimi. La Cina vuole evitare una concentrazione eccessiva nei big tech, promuovere la concorrenza, e limitare il potere delle singole aziende, per non creare una situazione analoga a quella delle mega cap statunitensi. L’esperto di Pictet AM ricorda che in USA, a causa dei recenti anti-trust, CEO del calibro di Mark Zuckerberg potrebbero doversi adeguare a nuove linee guida per evitare lo spezzatino. Secondo Amabile è positiva anche l’enfasi sull’etica posta da Pechino, perché intesa anche a tutelare maggiormente gli azionisti.

UNA SPINTA A MAGGIOR INNOVAZIONE


Tra le possibili implicazioni dell’evoluzione cinese, Amabile vede più innovazione, perché ritiene che i giganti di internet siano ben posizionati per sviluppare nuovi business model più avanzati di quelli occidentali, avendo anche già dimostrato in passato capacità di innovazione e adeguamento alle novità normative. Anche se la redditività si ridurrà, per colossi come Tencent, Baidu e Alibaba gran parte del potenziale di ribasso è già scontata dalle quotazioni, e Amabile vede ora un profilo di rischio/rendimento interessante, e propendiamo per approfittare degli attuali prezzi stracciati, convinto che l’ondata di vendite da panico offra l’opportunità di investire in società di qualità elevata con business model sostenibili nel lungo periodo.

LA CINA NON È CONTRO I TECNOLOGICI


In definitiva, sottolinea l’esperto di Pictet AM, i timori degli investitori sembrano al momento eccessivi, aggiungendo che la Cina non è contro il settore tecnologico, mentre ambisce al primato globale in molti campi. Ma le occorre il sostegno della popolazione, e per questo Pechino si sta occupando seriamente dell’ambiente e sta modificando gli obiettivi sociali e di governance, sapendo però bene che per arrivare in vetta e restarci occorre dominare anche in ambito tecnologico, quindi non affosserà mai le sue migliori società. Per questo, secondo Amabile, internet si conferma uno dei settori più importanti in Cina, perché parecchie aziende mirano alla “innovazione tecnologica” e a una “maggiore digitalizzazione industriale”, in linea con le direttive di Pechino.

RISCHIO GENEROSAMENTE PREMIATO


L’esperto di Pictet AM rileva anche che il nuovo corso sta introducendo maggior chiarezza anche nelle strutture proprietarie VIE, vale a dire Variable Interest Entity, utilizzate dagli investitori esteri per godere del flusso di utili generato dalle società cinesi onshore. Amabile ritiene comunque gli investitori internazionali “eccessivamente pessimisti” sul settore tecnologico cinese, dove i maggiori player digitali paiono in grado di reggere l’urto delle nuove regole, avendo le dimensioni per assorbirne i costi e continuare a generare una crescita dei profitti. Ai prezzi attuali conclude Amabile, “siamo alquanto costruttivi sulle aziende di internet cinesi, in quanto il rischio è generosamente premiato”.
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