AllianzGI: variante Delta e inflazione spaventano i mercati

Ripresa minacciata
di Virgilio Chelli 24 Luglio 2021 - 10:00

Allianz Global Investors vede effetti limitati sulla crescita nelle economie avanzate e sottolinea la tolleranza delle banche centrali sull’aumento dei prezzi ma alcuni indicatori segnalano sentiment in deterioramento

I mercati azionari e delle commodity internazionali sono stati sotto pressione a inizio settimana, mentre il rendimento del Treasury a 10 anni è sceso ai minimi da febbraio. Gli investitori sono preoccupati per la variante Delta, soprattutto dove i tassi di vaccinazione sono bassi come nel Sud-Est asiatico. Gli effetti negativi sulle economie avanzate dovrebbero essere limitati, ma anche l’inflazione potrebbe alimentare i dubbi circa la sostenibilità della ripresa. Molte banche centrali tuttavia seguono ancora l’esempio della Fed
e tollerano pressioni ‘transitorie sui prezzi’.

DETERIORAMENTO DEL SENTIMENT

Nel suo weekly outlook dal titolo “Timori per la variante Delta”, Stefan Scheurer, Director Global Capital Markets & Thematic Research di Allianz Global Investors ritiene che i mercati continueranno a monitorare la variante Delta con dubbi in aumento che possa rappresentare una minaccia per la ripresa. L’esperto di AllianzGI segnala al proposito che di recente il rapporto put-call sul mercato delle opzioni ha toccato i massimi da metà maggio e cita il deterioramento del sentiment rilevato dall’indagine più recente dell’American Association of Individual Investors in cui i “tori” sono scesi di oltre il 10% nelle scorse due settimane al 36%, in linea con la media a 10 anni, anche se gli indicatori tecnici mostrano già una situazione di ipervenduto in alcuni segmenti.

BANCHE CENTRALI IN MOVIMENTO

Sul fronte inflazione, diverse banche centrali nei mercati emergenti hanno inasprito le politiche mentre anche Australia, Canada e Nuova Zelanda hanno annunciato riduzioni dei programmi di acquisto, e anche Bank of England potrebbe passare prima del previsto a una linea più restrittiva. Ma, sottolinea Scheurer, numerose banche centrali seguono ancora l’esempio della Fed e tollerano pressioni “transitorie”, anche se la discussione sul tapering americano è iniziata e il mercato monetario USA sconta già due rialzi dei tassi entro il 2023.

IN ATTESA DEL FOMC DELLA FED

Per questo il mercato è particolarmente attento a cosa comunicherà il FOMC mercoledì, per capire se e quanto il tapering si avvicini. Anche l’indice della fiducia dei consumatori del Conference Board dovrebbe segnalare, mentre i dati preliminari del PIL statunitense nel secondo trimestre in uscita giovedì dovrebbero indicare un picco ciclico. Intanto le trimestrali USA entrano nel vivo e anche qui verranno scrutate per vede se ci sono indicazioni dei manager aziendali sui prezzi.

DATI IN ARRIVO DA EUROZONA E GIAPPONE

Nell’Eurozona saranno i dati sul sentiment economico e le stime preliminari sul PIL tra giovedì e venerdì, insieme ai dati sull’inflazione, a catalizzare l’attenzione. In Germania, il focus sarà sull’indice Ifo della fiducia delle imprese. In Asia infine occhi puntati sui dati dal Giappone, in particolare PMI e produzione, che potrebbero mostrare prospettive cicliche in miglioramento sulla scia dei progressi nelle vaccinazioni.

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