Candriam: il fumo pesa sulla salute e sull’economia mondiale

Stanne alla larga!
di Redazione 17 Giugno 2021 - 21:00

Un report analizza l’impatto che le spese sanitarie dovute alle patologie da fumo hanno sull’economia mondiale.  In assenza di supporto da professionisti e farmaci, smettere di fumare è impresa destinata a fallire al 96%

Il tabacco è un nemico per l’uomo, responsabile di molte malattie croniche e la causa di un terzo dei tumori. In assenza di un trattamento radicale, smettere di fumare rimane il modo più efficace per ridurre una mortalità largamente evitabile.

IL FUMO CAUSA UN TERZO DEI TUMORI DIAGNOSTICATI

Uno studio di Candriam analizza non solo le malattie legate al fumo, ma anche l’impatto economico che queste hanno sulle società. Le sigarette sono la causa principale di gravi patologie respiratorie come l’enfisema o la malattia polmonare ostruttiva cronica. Il bilancio delle vittime è particolarmente alto, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Secondo l’OMS, il fumo causa più di otto milioni di morti all’anno in tutto il mondo. Anche se contano quasi sette decessi su otto, i fumatori, compresi gli ex, non sono le uniche vittime del tabacco. Anche il fumo passivo è in grado di causare danni, soprattutto ai bambini. Secondo le conclusioni di una meta-analisi pubblicata sulla rivista accademica Tobacco Control, infatti, aumenta del 51% il rischio di sviluppare un tumore del cavo orale.

UN INGENTE COSTO MEDICO-ECONOMICO

Ma, come anticipavamo, il danno è sia medico che economico, come dimostrano i risultati del primo studio di riferimento condotto quattro anni fa in 152 Paesi. I costi associati ai ricoveri e alle cure sono pari a circa  422 miliardi di dollari nel 2012, ovvero il 5,7% delle spese sanitarie globali. Combinando le spese dirette e indirette, il costo totale del fumo era allora pari  a 1.436 miliardi di dollari, ossia l’1,8% del Pil internazionale. Quattro Paesi rappresentavano un quarto del totale: Cina, India, Brasile e Russia.

LE MISURE PER CONTRASTARE IL PERICOLO

Ecco perché, spiegano gli analisti di Candriam, “le autorità competenti hanno lanciato una dura lotta contro il tabacco. Da diversi anni, le campagne mediatiche, le avvertenze illustrate, i pacchetti neutri, i divieti di pubblicità, la determinazione di un’età legale, l’aumento delle tasse e dei prezzi nonché la riduzione delle aree per fumatori hanno dato i loro frutti in molti Paesi. Alcuni, poi, hanno deciso di andare oltre vietando permanentemente la vendita di sigarette ai nati dopo il 2004. Con questa misura, il governo neozelandese dimostra chiaramente la sua ambizione di diventare la prima nazione senza tabacco entro il 2025”.

UN ARSENALE INCOMPLETO E INSUFFICIENTE

Ma pur essendo una priorità mondiale per la salute pubblica, smettere di fumare è tutt’altro che semplice. Secondo l’OMS, il sostegno di un professionista sanitario e l’uso di farmaci adeguati possono raddoppiare le possibilità di successo. In assenza di aiuti, il tasso di fallimento arriva al 96%. Il mercato che promuove la cessazione dell’abitudine al fumo può essere diviso in due categorie principali: i sostituti della nicotina e i trattamenti farmacologici. Per quanto riguarda quest’ultimo ambito – spiega Candriam – “al momento vengono raccomandate diverse molecole, tra cui il bupropione e la vareniclina, a cui di recente è stata aggiunta la citisiniclina”. Tuttavia, “si tratta di un arsenale medico inefficiente per far fronte ai numerosi fallimenti e per limitare le ricadute a lungo termine. Usati come trattamento di prima linea, gomme da masticare, pastiglie e cerotti producono risultati notevolmente inferiori rispetto ai farmaci, specialmente in soggetti altamente dipendenti”.

LE CONTROVERSE SIGARETTE ELETTRONICHE

Le sigarette elettroniche, oggi preferite a quelle tradizionali per la diffusa convinzione che riducano l’impatto sulla salute, “non sono da considerare una valida alternativa”, chiarisce il report di Candriam. “La dottrina scientifica è chiara al riguardo: la mancanza di dati probanti sull’efficacia e sicurezza delle sigarette elettroniche non permette di affermare che siano prive di rischi per la popolazione”.

NUOVI APPROCCI

Stando così le cose, è chiaro che la scoperta di una cura universale per la dipendenza dal tabacco rappresenterebbe la miglior speranza per 1,3 miliardi di fumatori. Negli ultimi venti anni la ricerca internazionale si è concentrata sullo sviluppo di un vaccino anti-nicotina, ma nessuno dei numerosi tentativi ha avuto successo. Al momento sono in fase di studio alcuni approcci innovativi. Tra i più promettenti Candriam ricorda quello di un team americano dello Scripps Research Institute, che sostiene di aver identificato un enzima in grado di distruggere la nicotina nel sangue prima che raggiunga il cervello. Testato sui topi, il prototipo sembra affidabile, quindi presto sarà sperimentato sugli esseri umani.

IL PROGRESSO TECNOLOGICO

Anche il progresso tecnologico apre nuove prospettive. Per chi desidera smettere di fumare sono disponibili diverse applicazioni mobili, tra cui QuitNow!, che propone argomenti, consigli, suggerimenti e giochi per occupare la mente nei momenti di debolezza. Sviluppata dalla società spagnola Fewlaps, è già stata scaricata più di un milione di volte. Quanto meno, si legge nel report, “compensa un ambito di fragilità spesso osservato nei diversi metodi di cura impiegati, fornendo un supporto permanente e personalizzato ai suoi utenti”.

GLI INVESTITORI POSSONO FARE LA DIFFERENZA

In qualità di agenti del cambiamento, gli investitori avranno un ruolo importante nella lotta contro il tabacco e Candriam intende continuare a contribuire a questa causa solidale. Attraverso il suo team di esperti, individuerà le società più innovative in grado di scoprire e produrre gli sviluppi, i progetti e le soluzioni più utili alla comunità in futuro.

Financialounge - Telegram