Occasioni in Cina, nei Btp e negli high yield ma con gli occhi puntati sull’inflazione

Idee di investimento
di Leo Campagna 10 Maggio 2021 - 10:01

 L’inflazione non ancora prezzata dal mercato può far salire i rendimenti nei prossimi due mesi. Nel frattempo ci sono ancora opportunità selettive nell’obbligazionario Cina, nei Btp e negli high yield

COSA PUÒ FAR RISALIRE I RENDIMENTI NEI PROSSIMI DUE MESI

Mark Dowding, CIO di BlueBay, casa d’investimento specialista del reddito fisso, non esclude una normalizzazione più rapida del mercato del lavoro negli Stati Uniti rispetto alle stime di consenso che parlano di un milione di posti di lavoro al mese. Semmai, segnala il manager, i maggiori dubbi riguardano per quanto tempo questa espansione risulterà sostenibile e quale sarà l’outlook per l’inflazione. “Abbiamo già avuto modo di spiegare che una diminuzione della pressione ribassista secolare sui prezzi coinciderà probabilmente con un’accelerazione ciclica dell’inflazione USA. Non possiamo escludere che la diffusione di un singolo dato possa spingere i mercati a iniziare a scontare questo esito, anticipando le aspettative per un futuro inasprimento monetario. Ciò potrebbe far risalire i rendimenti nei prossimi due mesi, inclusi quelli reali”, riferisce Dowding nell’articolo “Occhi puntati sull’inflazione, il possibile catalizzatore del mercato”.

MINORI FORZE DEFLAZIONISTICHE

Adrian Owens, Investment Director, Developed Market Fixed Income and FX di GAM, nell’articolo “GAM: prepararsi al ritorno dell’inflazione” nota come l’emergenza Covid abbia interrotto il trend di crescita dei volumi del commercio globale, che dal 1983 viaggiava a una media del 5,5% l’anno, circa il doppio della crescita dell’economia, e sembra improbabile che la globalizzazione rimanga una forza disinflazionistica così potente in futuro. Secondo Owens è possibile che la tendenza possa addirittura invertirsi. Poi ci sono pressioni sui costi, come gli aumenti delle imposte e le crescenti pressioni per tassare più efficacemente il settore tecnologico, mentre negli Stati Uniti l’amministrazione Biden ha fissato l’obiettivo di raddoppiare il salario minimo. E anche le politiche ambientali, sociali e di governance, che vanno sotto la sigla ESG, saranno probabilmente costose per molti settori.

INFLAZIONE NON ANCORA PREZZATA

Sempre in tema di prezzi al consumo, Mark Holman, CEO di TwentyFour Asset Management (gruppo Vontobel), non è d’accordo che una quantità ragionevole di inflazione sia già prezzata nei rendimenti dei Treasury. I titoli del Tesoro USA, invece, scontano un rimbalzo prolifico dell’attività economica nella seconda metà del 2021, grazie al rapido dispiegamento del vaccino che negli Stati Uniti ha cambiato le carte in tavola, facendo partire una ripresa non coerente con rendimenti così bassi. Holman, nell’articolo Sui “Treasury Usa in arrivo la “seconda ondata” di rendimenti in rialzo”, vede anche prezzata nei Treasury l’inflazione transitoria derivante dall’aumento dei prezzi dell’energia. La Fed ha detto chiaramente che sarà tollerante sull’inflazione ma gli investitori sanno ad un certo punto dovrà diminuire il ritmo dello stimolo, anche se vuol vedere maggiori certezze sulla creazione di posti di lavoro.

POCHI CREDITI DETERIORATI NEL SEGMENTO HIGH YIELD

Mentre gli indici PMI del settore dei servizi accennano segnali di ripresa, gli investitori si chiedono se i mercati stiano già scontando appieno questo rilancio. Attualmente i crediti deteriorati presenti negli indici High Yield sono davvero pochi, solo lo 0,75% del mercato statunitense e lo 0,24% del mercato europeo scambia a quotazioni depresse. In percentuale del mercato High Yield statunitense, le obbligazioni con rating pari o inferiore a CCC erano il 15% a giugno 2020 e ora sono scese al 12,7%, mentre in Europa rappresentavano il 9% al picco contro il 7,2% di oggi. Come si legge nell’articolo “Anche i bond tripla “C” sono andati in rally, ma ora lo spazio sembra limitato”, secondo Il Team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management , i tassi di insolvenza continueranno a ridursi rispetto al recente picco del 6,33% negli Stati Uniti e del 3,75% in Europa, una tesi supportata dagli spread dei titoli CCC.

FOCUS SUGLI HIGH YIELD MA CON APPROCCIO SELETTIVO

Nell’ambito del reddito fisso, Esty Dwek, Head of Global Market Strategy, Natixis Investment Managers Solution, ritiene che il movimento al rialzo dei rendimenti obbligazionari possa ancora allungarsi ulteriormente nel breve termine, prima di fare un nuovo passo indietro. Questo induce la manager a prediligere le duration più brevi (meno sensibili ai movimenti sui tassi), rimanendo prudente nel segmento dei governativi. ”Le obbligazioni societarie restano interessanti, sebbene il limitato spazio di riduzione degli spread e la duration più lunga suggeriscono meno potenziale di rialzo all’orizzonte. Al contrario l’high yield potrebbe registrare performance migliori perché è meno sensibile ai tassi, ma sempre tramite un approccio selettivo”, puntualizza la manager. Per quanto riguarda infine i mercati emergenti, che storicamente soffrono l’aumento dei rendimenti USA, stavolta evidenziano fondamentali più robusti rispetto a simili fasi già sperimentate nel passato. “Il debito societario degli emergenti in valuta forte ha peraltro più spazio per un restringimento degli spread e quindi il potenziale per assorbire un incremento dei rendimenti del Treasury”, fa presente nell’articolo “Con finanziari, energia e materiali di base pronti al ritorno della rotazione ciclica” l’Head of Global Market Strategy, Natixis Investment Managers Solution.

OPPORTUNITÀ IN CINA, RISCHI IN BRASILE E SUDAFRICA

Intanto Jamie Stuttard, Head of Global Macro Fixed Income Team di Robeco, in Europa, Robeco, prevede che il ritardo della ripresa verrà almeno in parte recuperato, mentre nel Regno Unito l’allentamento delle restrizioni dovrebbe sostenere la spesa nei servizi. Poiché la Bce inizierà ad acquistare meno obbligazioni, la parte a 5 anni della curva tenderà ad essere più vulnerabile rispetto alla parte più breve. In Cina, come spiegato nell’articolo “Obbligazioni, grande cautela per cogliere opportunità dopo l’estate”, il mercato non sembra più concentrato sullo stimolo fiscale e nella seconda metà dell’anno Robeco potrebbe considerare di acquistare titoli di stato cinesi, mentre i mercati emergenti sono visti in generale più deboli e l’aumento del rapporto debito/PIL in paesi come Brasile e Sudafrica costituirà un rischio.

VISIONE COSTRUTTIVA SUI BTP A 30-ANNI

Per quanto riguarda il reddito fisso, Matteo Germano, Head of Multi Asset CIO Italy di Amundi, resta neutrale sui tassi nominali. sia europei che americani, ma positivo sull’inflazione USA, nella convinzione che il tema reflazione possa avere ancora un certo peso sostenuto dallo stimolo da 1.900 mld. Nel credito europeo, come argomentato nell’articolo “Asset allocation, Amundi continua a preferire le azioni rispetto al credito”, Amundi resta costruttiva sui BTP trentennali italiani rispetto ai corrispondenti Bund tedeschi alla luce di fattori tecnici, valutazioni e aumentati acquisti della BCE che potrebbero limitare la volatilità e incoraggiare la ricerca di rendimento nei segmenti con duration più lunga, mentre rimane moderatamente costruttiva sul debito emergente, consigliando di tutelarsi contro il rischio di inflazione.

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