Superlega al posto della Champions, boom del titolo Juventus (+8%)

Calcio
di Antonio Cardarelli 19 Aprile 2021 - 9:16

Dodici grandi club hanno lanciato una nuova competizione: ecco cosa potrebbe cambiare a livello economico

Molti l’hanno già definita “la guerra del calcio”: il guanto di sfida è stato l’annuncio della nascita della Super League, una nuova competizione che punta ad offrire il meglio del calcio europeo. E ovviamente punta anche a commercializzarlo in modo più efficace per incrementare le entrate dei club. In avvio di contrattazioni il titolo della Juventus ha guadagnato l’8% a Piazza Affari, segno che gli investitori credono nelle potenzialità della Superlega.

LA POSTA IN GIOCO

Da una parte ci sono i 12 club fondatori, che presto dovrebbero diventare 15, e dall’altra ci sono Fifa e soprattutto Uefa, attuali padroni del calcio mondiale. La Uefa ha già annunciato battaglia. Insieme a Premier League, Lega Serie A e Liga spagnola ha dichiarato che i club che aderiranno alla nuova Superlega verranno esclusi dalle competizioni continentali e nazionali. La posta in gioco a livello economico è altissima e riguarda essenzialmente il controllo della competizione più prestigiosa, quella che genera più introiti dalla commercializzazione televisiva e non.

MODELLO NBA

L’idea dei 12 club fondatori – Juventus, Milan, Inter, Manchester United, Manchester City, Arsenal, Chelsea, Tottenham, Liverpool, Real Madrid, Barcellona e Atletico Madrid – è avvicinarsi al modello NBA, la lega professionistica del basket americano che non prevede retrocessioni e promozioni ma garantisce entrate sicure ai club (anzi alle franchigie) partecipanti senza l’incognita qualificazioni. Il torneo coinvolgerà 20 squadre – 15 club fondatori fissi e 5 provenienti da qualificazioni – con le squadre suddivise in due gironi da 10. Ovviamente l’intenzione dei grandi club europei è togliere lo scettro di competizione più prestigiosa – e vendibile – alla Champions League.

PREVISTE PIÙ ENTRATE

Ma cosa cambierebbe dal punto di vista strettamente economico? È ancora presto per dire quali saranno i ricavi della Superlega “governata dai Club fondatori” e come verranno poi distribuiti tra le squadre partecipanti. Nel comunicato si parla chiaramente di dare maggiore stabilità al calcio europeo, e secondo le prime indiscrezioni il nuovo torneo potrebbe portare nelle casse dei club fondatori molto di più rispetto alla Champions League. Si parla di 3,5 miliardi di euro come contributo una tantum per i club fondatori, che poi potrebbero arrivare in media a dividersi 350 milioni di euro all’anno.

GLI INCASSI DALLA CHAMPIONS

Presto per fare i conti, si diceva. Ma è molto più semplice capire quanto incassano i grandi club dall’attuale Champions League. Nell’ultima edizione la torta complessiva che i club potranno dividersi è di 1,95 miliardi di euro. Il 25% di questa cifra viene assegnata come bonus partecipazione diviso in parti uguali per tutti e 32 i club (15 milioni di euro quest’anno). Il 30% viene diviso in base al ranking Uefa che tiene conto dei risultati degli ultimi 10 anni. Il 15% è il cosiddetto “market pool”, assegnato dall’Uefa in base al peso televisivo di ogni squadra a livello nazionale e al numero di partite giocate nel torneo. Un altro 30%, infine, arriva dai risultati dei club durante la competizione: 2,7 milioni per ogni vittoria e 900mila euro per un pareggio; 9,5 milioni per la qualificazione agli ottavi di finale; 10,5 per i quarti; 12 milioni per la semifinale; 15 milioni per la finale. La Champions League 2019-2020 ha portato nelle casse del Bayern Monaco 130 milioni di euro, mentre il Liverpool nella stagione precedente ne aveva incassati 111 milioni.

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