Il report Invesco per capire le dinamiche del prezzo dell’oro

Cosa attendersi
di Leo Campagna 13 Aprile 2021 - 7:50

Nel report sull’oro, relativo al quarto trimestre 2020, gli esperti di Invesco spiegano quali sono i diversi fattori di mercato che hanno determinato le dinamiche di prezzo del metallo prezioso

Il Report sull’oro relativo al quarto trimestre 2020 a cura di Invesco permette di guardare oltre alla superficie, analizzando alcuni fattori chiave che hanno trainato le performance del metallo prezioso, confrontandole con quelle delle altre asset class. “Il prezzo dell’oro si è attestato a fine 2020 a 1.898 dollari l’oncia, riuscendo a chiudere il quarto trimestre in rialzo dello 0,7% rispetto a fine settembre 2020, nonostante una fase complicata per il metallo prezioso”, spiegano gli esperti di Invesco.

QUOTAZIONI OLTRE I 2.000 DOLLARI L’ONCIA

Le quotazioni del metallo giallo nel terzo trimestre 2020 hanno sfondato la soglia dei 2.000 dollari all’oncia per la prima volta nella storia, per poi iniziare una pronunciata correzione dall’estate fino a novembre, sulla scia dell’impatto sul sentiment degli investitori delle notizie positive sul fronte dei vaccini e delle aspettative di una vittoria schiacciante dei Democratici alle elezioni USA. Una correzione rivelatasi eccessiva, come dimostrato dalla brusca ripresa dell’oro dai minimi, che ha permesso al prezzo di chiudere il trimestre leggermente al di sopra di fine settembre.

NOVE TRIMESTRI CONSECUTIVI IN POSITIVO

“Da notare che, nonostante si tratti del risultato meno brillante dal terzo trimestre 2018, la performance del quarto trimestre 2020 ha allungato a nove la serie consecutiva di rendimenti trimestrali positivi” specificano nel report i professionisti di Invesco.

Performance trimestrali

IL MIGLIOR ANNO SOLARE DAL 2010

Grazie al vigoroso recupero finale, che ha permesso di archiviare il ribasso di quasi l’8% rispetto al massimo storico di 2.052 dollari del 23 agosto, il 2020 si è rivelato essere il migliore anno solare da un decennio per il metallo prezioso: le quotazioni dell’oro hanno infatti messo a segno un +25,1% nel 2020, il rendimento più alto dopo il 29,6% del 2010.

I RENDIMENTI DELLE ALTRE ASSET CLASS

“Il punto di svolta sui mercati finanziari del quarto trimestre 2020 è stato propiziato dalle notizie relative ai vaccini efficaci contro il coronavirus. Molti investitori hanno deciso di privilegiare gli attivi più rischiosi, in particolare le azioni e le materie prime, più sensibili all’andamento dell’economia”, riferiscono i manager di Invesco. Tra fine settembre e fine dicembre 2020, infatti, la performance più brillante l’hanno registrata le azioni dei mercati emergenti (+19,6% per l’indice MSCI Emerging Market in dollari USA). Il contesto di propensione al rischio ha invece penalizzato i Treasury USA, con il rendimento a scadenza del decennale salito di 24 punti base (+0,24%): i prezzi, che si muovono in direzione opposta ai rendimenti, si sono invece spinti in territorio negativo (-0,9%).

L’ORO, IL VINCITORE INDISCUSSO DEL 2020

Nonostante il rally degli asset rischiosi di fine anno, l’oro ha comunque preservato la posizione di vincitore indiscusso del 2020. “Con un rendimento nei 12 mesi di poco superiore al 25%, ha nettamente sovraperformato le altre asset class”, sottolineano gli esperti di Invesco che poi concludono il loro report: “Le aspettative di una forte ripresa economica nel 2021 hanno impresso solide performance nei metalli industriali ma non sono bastate a risollevare le materie prime in generale (incluse quelle energetiche, i cereali, il bestiame, i metalli preziosi e quelli industriali): l’estrema debolezza dei prezzi dell’energia ha reso le commodity l’unica asset class con un rendimento annuale negativo (-3.5%) nel 2020”.

Performance rolling standardizzata (Fonte: Bloomberg)
(Le performance passate non sono garanzia di pari rendimenti futuri. Le cifre relative alla performance corrispondono al rendimento totale, in USD, al 31 dicembre 2020)
Financialounge - Telegram