Come le cosiddette strategie fattoriali possono funzionare bene in un portafoglio

Soluzioni d'investimento
di Leo Campagna 15 Aprile 2021 - 7:50

Gli esperti di Invesco spiegano come i fattori d’investimento possano essere integrati con altre strategie per migliorare i rendimenti corretti per il rischio di portafoglio e permettere agli investitori di realizzare i loro obiettivi

Migliorare i rendimenti corretti per il rischio oppure esprimere valutazioni di mercato assumendo, di conseguenza, specifiche esposizioni di portafoglio in chiave tattica. Sono due delle principali prerogative delle strategie factor investing, tramite le quali è possibile individuare particolari fattori d’investimento che guidano il rendimento dei titoli all’interno di un’asset class. “Ragionando sulle esposizioni fattoriali, gli investitori possono ottenere più informazioni utili per comprendere meglio i rischi, ponderare le opzioni di investimento e formulare strategie adeguate” fanno sapere gli esperti di Invesco.

STRATEGIE MONOFATTORIALI E MULTIFATTORIALI

Gli investitori che intendano adottare strategie fattoriali specializzate dovrebbero innanzitutto valutare le esposizioni fattoriali in portafoglio e, prima di decidere le modifiche da apportare, testare l’efficacia dell’esposizione alla luce degli obiettivi da raggiungere, tenendo conto che è possibile avvalersi di una combinazione di strategie monofattoriali e multifattoriali. “Le strategie multifattoriali mirano a creare esposizioni fattoriali diversificate e migliorare l’efficienza valutando i titoli su più criteri contemporaneamente. Le strategie monofattoriali offrono spesso maggiore controllo all’investitore, mentre quelle multifattoriali lasciano maggiore flessibilità al gestore” spiegano i professionisti di Invesco.

QUATTRO DIFFERENTI APPROCCI

Un altro aspetto di rilievo è che, a prescindere dal fatto che si persegua un approccio basato su uno o più fattori, le strategie fattoriali possono essere implementate in combinazione sia con strategie passive, basate su indici e ponderate per la capitalizzazione di mercato, e sia con strategie attive fondamentali tradizionali. “In tutti i casi, al fine di capitalizzare i fattori d’investimento in modo da ottenere i risultati desiderati, sono da valutare quattro differenti aspetti”, puntualizzano i fund manager di Invesco.

RENDIMENTI SUPERIORI A LUNGO TERMINE

Il primo dei quali consiste nel ricercare rendimenti superiori a lungo termine. Grazie all’effetto dell’interesse composto (compounding effect), anche un modesto incremento dei rendimenti su un periodo di tempo prolungato permette di incrementare la performance complessiva in modo significativo sul lungo periodo. “Un approccio core incentrato sui fattori che dovrebbero generare un premio può migliorare i rendimenti attesi a livello delle strategie passive ponderate per il mercato che mirano unicamente a replicare i rendimenti del mercato” sottolineano gli esperti di Invesco, avvertendo però che i fondi d’investimento fattoriali possono esporre al mercato e ai fattori senza bisogno di leva finanziaria. “Pertanto, gli investitori che si propongono di tenere sotto controllo la volatilità a breve termine, dovrebbero soppesare questo approccio dal momento che ad un rendimento atteso più elevato può corrispondere un rischio maggiore”, riferiscono i professionisti di Invesco.

RIDURRE O CONTROLLARE IL RISCHIO

Un secondo aspetto dell’approccio fattoriale punta a ridurre o controllare il rischio. Le strategie passive di solito replicano fedelmente anche tutti i rischi di mercato, mentre quelle attive tradizionali tendono a esporsi in modo concentrato, in funzione della selezione attuata dal team di gestione. “Le strategie fattoriali possono integrare o sostituire porzioni del portafoglio per diversificare il rischio di mercato e/o il rischio connesso a titoli selezionati” precisano i fund manager di Invesco che, a questo proposito, citano gli esempi dei fondi con esposizioni specifiche ai fattori ‘bassa volatilità’ e ‘quality’. “L’inserimento in portafoglio di questi strumenti, che evidenziano performance storiche relativamente buone nelle fasi di ribasso dei mercati, può migliorare la diversificazione complessiva, riducendo i rischi generali di mercato e diminuendo la concentrazione sulle posizioni più rilevanti, senza sacrificare necessariamente i rendimenti” spiegano i professionisti di Invesco.

TEMATICHE ESG

A proposito di esposizioni, con le strategie fattoriali è possibile personalizzare gli obiettivi di investimento rispettando i diversi vincoli e priorità. Come, per esempio, le tematiche in materia ambientale, sociale e di buona governance (ESG), sempre più ricercate dagli investitori. “Poiché le strategie fattoriali sono guidate dai dati e investono sistematicamente all’interno di vasti gruppi di titoli, l’inclusione di tali criteri nei portafogli fattoriali è possibile in parallelo al meccanismo di generazione di rendimenti” chiariscono gli esperti di Invesco. Infine, e siamo al quarto aspetto dell’investimento fattoriale, è possibile comprimere i costi totali del portafoglio. Le strategie ad alta convinzione, che hanno l’obiettivo di incrementare i rendimenti addizionali (il cosiddetto alfa), di solito comportano costi supplementari.
Il giusto equilibrio tra strategie alfa valide e un approccio fattoriale con costi competitivi (come quello tramite ETF) può agevolare la riduzione dei costi complessivi del portafoglio.

PERSONALIZZARE LE STRATEGIE IN PORTAFOGLIO

“L’investimento fattoriale è un approccio sistematico comprovato che può andare a integrare altre strategie, e permette di assumere decisioni più consapevoli se si comprende l’esposizione alle strategie fattoriali in portafoglio. Gli investitori possono cogliere il vero potenziale dell’investimento fattoriale, grazie alle varie sfaccettature delle le strategie implementate, che mirano a generare i risultati desiderati” concludono i fund manager di Invesco.

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