Azionario, per Candriam la rotazione sul “value” si sta esaurendo

Rotazione finita?
di Virgilio Chelli 12 Aprile 2021 - 16:42

Geoffroy Goenen, Head of Fundamental European Equity di Candriam, ritiene che esaurita la spinta della ripresa il posizionamento per il lungo termine resti più vantaggioso sui titoli growth di maggior qualità

Già a maggio 2020, dopo la straordinaria sovraperformance dei titoli quality e growth registrata nella prima metà del 2020, Candriam aveva previsto come inevitabile il riequilibrio di alcuni eccessi tra i diversi stili d’investimento. Queste aspettative hanno iniziato a concretizzarsi da novembre 2020, quando le notizie sui vaccini in arrivo hanno rassicurato i mercati e la fine della crisi è diventata sempre più visibile, con la parola “normalizzazione” ormai sulla bocca di tutti. Ma ora Geoffroy Goenen, Head of Fundamental European Equity della stessa Candriam, ritiene che la rotazione si stia esaurendo e ripropone i titoli growth di qualità come opzione migliore per l’investitore che guarda al lungo termine.

CARATTERISTICHE MOLTO DIVERSE

L’esperto di Candriam ricorda che i titoli growth sono caratterizzati da una crescita degli utili maggiore e quindi esibiscono di solito venduti a valutazioni più elevate, mentre i titoli value sono di solito scambiati a un prezzo inferiore rispetto agli utili o agli attivi. Ora le attese di normalizzazione economica stanno accelerando la rotazione dai growth ai value, con in prima linea materie prime e i settori sensibili ai tassi di interesse, tra cui i petroliferi, scontati fortemente per diverso tempo, e i servizi finanziari, soprattutto le banche, pesantemente penalizzate durante la pandemia.

I PRECEDENTI DAL 2009

Goenen ritiene però che i titoli value che stanno traendo vantaggio dalla rotazione potranno dominare ancora soltanto se la crescita economica accelererà al di là dei piani di stimolo delle autorità politiche e monetarie. Infatti, nota l’esperto di Candriam , tutte le principali rotazioni verso lo stile value avvenute negli ultimi anni, per la precisione nel 2009, nel 2013 e nel 2016, sono tutte durate al massimo sei mesi, un periodo sufficiente per rettificare i gap di valutazione e di performance relativa dopo le fasi di forte sovraperformance rispetto ai titoli quality/growth.

ROTAZIONE IN ATTO DA CINQUE MESI

A marzo 2020 gli investitori si sono riversati sulle società più sicure, meglio finanziate, meglio gestite, più redditizie e più promettenti, dotate di forte vantaggio competitivo, tra cui tecnologie e apparecchiature sanitarie, in un trend che ha cominciato a invertirsi da novembre 2020, dando vita a una rotazione ormai in atto da quasi cinque mesi. Questo suggerisce, secondo Goenen, che ci stiamo avvicinando alla fine della rotazione, che ha probabilmente percorso già i due terzi del suo ciclo. Cosa accadrà in futuro, dipenderà dalla dinamica dei tassi a lungo termine, negli Stati Uniti e anche in Germania.

ACCELERAZIONE DELLA RIPRESA IMPROBABILE

L’esperto di Candriam si dice comunque convinto che i titoli growth/quality redditizi dovrebbero sovraperformare significativamente nel lungo termine, ritenendo invece che i titoli value che stanno traendo vantaggio dalla rotazione potranno continuare a dominare soltanto se la crescita economica accelererà al di là dei piani di stimolo delle autorità politiche e monetarie. Accelerazione che non rappresenta lo scenario centrale di Candriam, vista l’entità dei deficit pubblici e dei livelli di indebitamento in tutto il mondo, soprattutto in America e in Europa.

POSIZIONAMENTO SULLO STILE GROWTH

Dopo lo stimolo, Candriam si aspetta infatti una fase di austerità fiscale e un ritorno dei trend deflazionistici, in un contesto in cui solo le società in grado di creare una propria crescita redditizia, soprattutto attraverso l’innovazione, riusciranno a creare valore in un’economia altrimenti stagnante. Il posizionamento di Candriam ancora una volta favorirà lo stile di investimento growth/quality nei prossimi mesi, sfruttando le valutazioni più interessanti, alla ricerca di segmenti destinati ad accelerare nei prossimi anni, in un contesto caratterizzato da nuove normative, presenza o assenza dei fattori ESG e innovazione.

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