Perché i gestori attivi prediligono le obbligazioni dei mercati emergenti

In cerca di profitto
di Leo Campagna 30 Marzo 2021 - 18:20

Secondo Simon Lue-Fong (Vontobel) in una fase caratterizzata da rendimenti estremamente bassi, la gestione attiva guida la performance e punta sui corporate bond dei mercati emergenti

Per gli investitori del reddito fisso è sempre più difficile raggiungere gli obiettivi di rendimento a lungo termine. Infatti, mentre il bisogno di rendimento cresce, le fonti di reddito tendono a ridursi: per trovare un reddito, sia minimo che interessante, è indispensabile adottare strumenti con profili di rischio superiori a quelli delle obbligazioni tradizionali di emittenti di alta qualità.

Il 30% DELL’UNIVERSO OBBLIGAZIONARIO HA RENDIMENTI NEGATIVI

“Ci aspettiamo tassi estremamente bassi per un periodo di tempo molto lungo e un altro ciclo in cui il contante non sarà un’asset class. Questo spinge gli investitori a ricercare aree del mercato in cui c’è reddito e ad assumere, necessariamente, qualche rischio di credito”, fa sapere Simon Lue-Fong, Head of Fixed Income di Vontobel. Le considerazioni del manager poggiano su una realtà precisa: attualmente oltre il 30% dell’universo obbligazionario ha rendimenti negativi. Per contro, si potrebbe affermare che il restante 70% del mercato offre un rendimento positivo.

SEGMENTI CON RENDIMENTI SIGNIFICATIVI

“Sebbene siano poco più di due terzi del totale, stiamo parlando di titoli che in gran parte offrono rendimenti bassi, spesso appena positivi. Questo rende ancora più serio il problema della ricerca del rendimento. Riteniamo che nei mercati emergenti e in alcune aree delle obbligazioni societarie ci siano ancora molti segmenti con rendimenti significativi da trovare, sia per gli investitori avversi al rischio che per quelli che non lo sono”, spiega Lue-Fong.

INTERESSANTI I TITOLI HIGH YIELD DEI MERCATI EMERGENTI

L’esperienza del manager di Vontobel insegna che i rischi percepiti nell’ambito del debito emergente sono spesso più alti di quelli reali. Inoltre, occorre disporre del tempo necessario affinchè il mercato cominci a valutare correttamente i titoli corporate meno liquidi. “Ci troviamo in una fase in cui è ancora in atto il processo di rivalutazione, con gli investitori internazionali che cominciano a tornare sul mercato: un contesto nel quale, secondo noi, i titoli corporate high yield dei mercati emergenti sembrano ancora interessanti”, sottolinea Lue-Fong.

È ANCORA IN ATTO IL PROCESSO DI RIVALUTAZIONE

Storicamente i gestori di fondi specializzati sulle obbligazioni dei mercati emergenti tendono ad investire in titoli liquidi nelle fasi di incertezza. Al contrario di quando invece prevale il “sentiment” positivo su questa asset class, in cui gli acquisti spaziano in tutta la curva del rischio. “Quest’ultimo, di solito, è il momento peggiore per investire. Attualmente, però, i titoli corporate dei mercati emergenti si trovano ancora nella fase di rivalutazione, il che è ottimo per gli investitori attivi”, puntualizza il manager di Vontobel.

COME TROVARE UN VALORE REALE NEL MERCATO

Nell’attuale difficile situazione macroeconomica, riferisce Lue-Fong, i gestori attivi hanno dimostrato di ottenere buoni risultati. “Riteniamo che questa capacità di buona gestione possa continuare anche in futuro. Noi, in particolare, abbiamo constatato che, privilegiando un approccio bottom-up e conoscendo le aziende in cui investiamo, siamo in grado di trovare un valore reale nel mercato”, conclude l’Head of Fixed Income di Vontobel.

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