Mercati, Ethenea vede positivo almeno fino a giugno

Verso la ripresa
di Virgilio Chelli 19 Gennaio 2021 - 19:00

Vaccini e politiche espansive favoriranno azioni e corporate bond per tutto il primo semestre. Lo scenario positivo potrebbe essere minacciato da vari fattori ma alla fine il 2021 sarà un anno migliore del 2020

Il 2021 si avvia a una ripresa economica graduale, sostenuta dai progressi nello sviluppo dei vaccini anti-Covid-19 e dal perdurare di politiche espansive, tutti elementi che dovrebbero favorire la propensione al rischio degli investitori, sostenendo i mercati azionari ma anche altri asset come obbligazioni societarie e i titoli high yield. Scenario positivo anche per i Paesi Emergenti, le cui economie beneficerebbero di nuovi afflussi di capitali, mentre i rendimenti dei titoli di Stato dovrebbero aumentare dopo i livelli estremamente bassi toccati a seguito della crisi da coronavirus.

LE BANCHE CENTRALI SI MUOVERANNO CON CAUTELA

È lo scenario per l’anno appena iniziato proposto da Andrea Siviero, Investment Strategist di Ethenea Independent Investors, secondo cui la bassa inflazione, le incertezze sulla ripresa economica e l’indebitamento elevato spingeranno le banche centrali a muoversi con grande cautela, con un atteggiamento attendista prima di rialzare i tassi, evitando così anche un incremento dei rendimenti che potrebbe frenare prematuramente la ripresa. Ma, avverte Siviero, questo scenario positivo potrebbe essere minacciato da decisioni politiche errate, incidenti geopolitici, notizie negative sul fronte della pandemia o da una ripresa economica deludente accompagnata da fallimenti societari.

IL 2021 SARÀ IN OGNI CASO UN ANNO MIGLIORE

La convinzione di base di Ethenea è comunque che lo scenario positivo si protrarrà all’incirca per i primi sei mesi del 2021 nella previsione che in ogni caso che questo “sarà un anno migliore di quello che lo ha preceduto, sia sul piano umano sia su quello economico”. Siviero propone anche un paragone con la crisi finanziaria del 2008, sistemica e innescata da uno shock endogeno, mentre quella attuale da coronavirus è stata innescata da uno shock esogeno paragonabile a una catastrofe naturale o a una guerra.

RIPERCUSSIONI PIÙ PROFONDE MA MENO DURATURE

Finora, sottolinea l’esperto di Ethenea, la politica economica ha offerto un forte sostegno, mentre il settore finanziario non solo è rimasto relativamente indenne, ma ha anche beneficiato di strumenti di politica monetaria molto favorevoli. Di conseguenza, Siviero si attende che le ripercussioni della crisi saranno più profonde, ma meno durature di quelle della crisi finanziaria globale del decennio scorso, innescata dalla concorrenza di diversi fattori sistemici, come deregolamentazione, politica monetaria accomodante, indebitamento elevato, a cui si sono aggiunte le ripercussioni di profondi e crescenti squilibri globali.

SERVIRÀ COMUNQUE TEMPO PER RIPRENDERSI

Siviero sottolinea che dopo una crisi finanziaria, le economie hanno bisogno di tempo e di adeguati interventi per consolidare i bilanci e ridurre l’indebitamento. Nella grande crisi la politica fiscale non offrì sostegno e la Bce addirittura alzò i tassi. Oggi la situazione appare meno critica nel lungo termine, ma la crisi continuerà comunque a esercitare significative ripercussioni nel medio. Secondo Siviero è probabile che il risparmio aumenterà e che i consumi, soprattutto nei servizi, rimarranno moderati ancora per qualche tempo. Intanto le incertezze e i problemi di bilancio continueranno a gravare sugli investimenti aziendali, mentre anche il mercato del lavoro avrà bisogno di tempo per riprendersi.

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