Investire nell’intelligenza artificiale, nuova frontiera della sanità

Intelligenza artificiale
di Redazione 12 Gennaio 2021 - 17:34

Per Rudi Van den Eynde di CANDRIAM, l’IA può rivoluzionare l’healthcare: dal trattamento delle malattie alla diagnostica per immagini

Sanità e intelligenza artificiale: due universi sempre più destinati a convergere all’insegna del progresso. A ribadirlo in una sintesi è Rudi Van den Eynde, Head of Thematic Global Equity di CANDRIAM.

I BENEFICI DELL’IA

Il trattamento e il monitoraggio delle malattie miglioreranno e si alleggerirà la spesa. La medicina sarà più precisa e personalizzata. Sono solo alcuni dei benefici che Van den Eynde ravvisa nell’applicazione dell’intelligenza artificiale in ambito sanitario. Questa non è destinata a sostituire l’intervento umano – che rimarrà predominante – ma ad aumentarne l’efficienza.

IL VALORE DI MERCATO

L’ultimo rapporto pubblicato dall’istituto ReportLinker fa poi luce sul potenziale di crescita di questo segmento di mercato. A giugno si stimava che valesse 4,9 miliardi di dollari che potrebbero lievitare fino a 45,2 nel 2026, con un tasso di crescita medio annuo del 44,9%.

LE FRONTIERE DI SVILUPPO

Il progressivo aumento della potenza di calcolo renderà il settore del machine learning sempre più performante, anche se, fa notare Van den Eynde, la riluttanza di parte del personale sanitario a far entrare l’innovazione nei vari ambiti della sanità è un ostacolo ancora da abbattere. In questo senso, sono gli Stati Uniti ad aver investito massicciamente nell’IA negli ultimi cinque anni ed è su di loro che si punta per guidare l’ascesa di questo settore del mercato.

I PROGETTI PER IL FUTURO

I progetti in cantiere sono molti. I più avanzati riguardano la diagnostica per immagini, che potrebbe compiere passi da gigante. Partendo da una serie di immagini, l’IA sarebbe in grado di rilevare marcatori predittivi di una patologia e di fornire una guida specifica per gli esami medici di ogni paziente, a seconda della sua storia clinica e del suo profilo. Questo ramo rivoluzionario dell’informatica potrebbe apportare anche vantaggi pratici, ad esempio invalidando o confermando la diagnosi iniziale di un radiologo. L’automazione di alcuni compiti aiuterebbe poi a ridurre il tempo per gli esami, con la prospettiva concreta di poter visitare più pazienti. Un più ampio sfruttamento dei dati della diagnostica per immagini potrebbe infine promuovere la ricerca, la formazione e lo sviluppo tecnologico.

UN PROCESSO ANCORA IN CORSO

Un processo complesso, destinato a cambiare profondamente la medicina, ma che è ancora in divenire. Dovranno passare molti anni, sostiene Van den Eynde, per vedere operative le prime applicazioni dell’IA nel settore sanitario. Per questo è oggi necessario promuoverlo e finanziarlo, verificando costantemente l’affidabilità e la sicurezza delle soluzioni sviluppate. In futuro, sarà anche inevitabile attuare normative specifiche per le applicazioni digitali, trovando un equilibrio tra la necessaria tutela delle libertà individuali e la prospettiva di frenare iniziative potenzialmente innovative per la collettività.

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