La diversificazione come antidoto ai dubbi sul rally azionario

Idee di investimento
di Leo Campagna 14 Dicembre 2020 - 12:26

L’Europa potrebbe rimbalzare nel 2021 ma la tecnologia e la transizione energetica restano temi forti. Intanto anche gli investitori istituzionali si mostrano prudenti sul mercato azionario

QUANTO È SOSTENIBILE IL RALLY AZIONARIO?

Dai minimi di marzo l’indice MSCI world delle Borse mondiali è salito del 46% in euro e ancora meglio ha fatto l’S&P 500% (+46,5%) e, soprattutto, il Nasdaq composite (+61%). Alla luce di questa dinamica è lecito domandarsi se il rally azionario sia sostenibile. “Dal punto di vista delle valutazioni, i risultati storici indicano che, alle valutazioni correnti, gli investitori sono esposti ad un alto grado di probabilità che il ritorno a lungo termine possa essere basso o negativo, sia in termini nominali sia reali”, fa sapere, nell’articolo “Tutti i dubbi sul rally del mercato azionario”, James Athey, Investment Director di Aberdeen Standard Investments. Le valutazioni, sottolinea l’esperto, non contano tanto nel breve termine quanto piuttosto nel lungo termine e l’ipotesi che i tassi bassi possano giustificare valori delle quotazioni azionarie più elevate è errata. Basti guardare, specifica Athey, a quanto accaduto per molti anni ai listini del Giappone e del Vecchio Continente con indici di Borsa tutt’altro che brillanti nonostante tassi ai minimi storici o negativi.

POSIZIONE DI PORTAFOGLIO DIFENSIVA

Nell’ultima Institutional Investor Survey condotta da Natixis su oltre 500 investitori istituzionali a livello globale è emerso che, alle porte del 2021, le istituzioni assumono una posizione di portafoglio difensiva, con allocazioni che favoriscono la diversificazione azionaria, il value rispetto al growth e il crescente ricorso a private equity e debito privato. Gli investitori interpellati si attendono inoltre un aumento di volatilità, tensioni politiche e disordini sociali. Il permanere di tassi negativi, tasse più alte e altre ricadute della risposta fiscale e monetaria alla crisi Covid-19 sono percepiti come rischi maggiori e a lungo termine. Nell’articolo “Sondaggio Natixis: per l’80% degli investitori istituzionali i mercati hanno sottovalutato la pandemiaAntonio Bottillo, Country Head ed Executive Managing Director per l’Italia di Natixis Investment Managers, ha sottolineato che “con la pandemia, la politica e le economie globali a un punto di svolta, gli investitori istituzionali stanno posizionando i propri portafogli per navigare nel contesto di volatilità a breve termine, anticipando al contempo gli impatti di lungo termine dei massicci interventi economici e di mercato”. Bottillo sostiene inoltre: “La prudenza degli investitori riflette la profonda preoccupazione per le conseguenze durature delle misure estreme necessarie ad attutire lo shock finanziario della pandemia. Essi tuttavia intravvedono anche la possibilità di trovare opportunità di valore attraverso una gestione attiva, un’allocazione ponderata del portafoglio e una corretta diversificazione”.

LA RISPOSTA È NEI PORTAFOGLI BEN DIVERSIFICATI

Ma ora, alla luce dell’esito delle elezioni presidenziali USA, degli annunci di vaccini contro il Covid-19, e della vigorosa rotazione a favore di asset class che hanno sofferto di recente, ci si chiede quale possa essere la strategia di portafoglio da adottare per i prossimi 12 mesi. La risposta di Luca Tobagi, CFA Investment Strategist, Product Director Invesco, nell’articolo “Invesco: nel 2021 la diversificazione si confermerà la strategia regina”, è nei portafogli ben diversificati che hanno mostrato un buon comportamento nel medio lungo termine. In particolare, nel portafoglio classico 60/40 (60% azioni globali MSCI World e 40% obbligazioni globali), diffuso soprattutto negli USA e nel mondo anglosassone, e in quello 30/70 (30% azioni globali MSCI World e 70% obbligazioni globali), che riflette meglio le preferenze dei risparmiatori italiani. Ebbene, le loro performance total return in euro sono state buone. Anche rispetto a una delle migliori asset class al mondo, l’S&P 500: a 20, 10 e 5 anni la differenza di performance è ragionevole, considerando anche la ridotta volatilità a cui è esposto il portafoglio diversificato.

AZIONI EUROPEE VERSO UN RIMBALZO SELETTIVO

Nel settore azionario, i temi chiave per i prossimi mesi sono illustrati nell’articolo “Mercati finanziari verso un 2021 in positivo” da Nicolas Janvier, Responsabile azionario USA, EMEA di Columbia Threadneedle, che si focalizza su due importanti temi che influiranno sul posizionamento settoriale e sulla selezione dei titoli. Il primo è la spesa per consumi, che nel 2021 esibirà trend diversi da quelli pre-Covid, con un recupero di turismo, intrattenimento fuori casa e spese per il tempo libero ma con i viaggi d’affari che andranno in calo significativo, pari forse addirittura al 50% rispetto ai livelli pre-crisi. Il secondo riguarda l’aumento della leva operativa e della redditività dovuto al mutamento dei costi aziendali, in un contesto di recupero dei ricavi. Columbia Threadneedle cercherà di individuare le società che sono riuscite a ridurre in modo permanente i costi operativi durante la pandemia. Per le Borse europee, Ann Steele, Gestore di portafoglio, Azioni europee, vede importanti cambiamenti all’orizzonte per il 2021, anche se i trend negativi del 2020 non si sono ancora del tutto esauriti, e si aspetta una netta ripresa degli utili di società penalizzate dal virus, nonché sostegno dalle misure di stimolo fiscale, abbondante liquidità e una ripresa per aziende e consumatori. L’Europa vanta un gran numero di aziende solide con marchi validi, competitive a livello globale e che possono contare su un eccellente potere di prezzo e su un’ottima gestione.

TRANSIZIONE ENERGETICA

Intanto, il piano ambientale di Joe Biden segna una svolta decisiva rispetto all’amministrazione trumpiana: rientro nell’Accordo di Parigi e ingenti investimenti nell’energia pulita i punti fondamentali. Il piano di Biden, come illustrato nell’articolo “La nuova era green dell’economia americana”, prevede misure per eliminare gradualmente le auto a combustibile fossile in favore di quelle elettriche e il risanamento del settore edile, che secondo le stime dell’Agenzia nazionale dell’energia rappresenta più di un terzo del consumo energetico finale e delle emissioni di carbonio a livello globale. Una vera inversione di rotta rispetto all’operato di Trump, perlomeno nelle intenzioni. Per dare concretezza a questa visione, la nuova amministrazione democratica dovrà fare i conti con la forte ostilità del Senato, che potrebbe rallentare, se non addirittura compromettere, l’attivazione di alcuni progetti.

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