Attese e mercati, dalla Bce arriverà un regalo di Natale?

Prospettive
di Virgilio Chelli 26 Ottobre 2020 - 16:45

I mercati si aspettano un possibile nuovo intervento della Bce. Gli americani volano, vanno al ristorante e fanno shopping. L’ora della verità per la politica globale, prima degli USA c’è la Cina

IN ATTESA DEL REGALO DI NATALE DELLA BCE

Alla capa della Bce Christine Lagarde le opzioni non mancano per confezionare un bel regalo di Natale da consegnare alle economie stressate dal ritorno del virus nell’ultima riunione dell’anno del board dell’Eurotower in calendario il 10 dicembre. Ma i mercati sperano che qualche anticipazione, se non un vero e proprio annuncio, possa arrivare già giovedì 29 ottobre quando I banchieri centrali europei si riuniscono a Francoforte. Tra le cartucce con cui Lagarde potrebbe ricaricare il bazooka c’è un potenziamento del quantitative easing con l’estensione e l’aumento del Pandemic Emergency Purchasing Programme, noto come PEPP, ma anche la possibilità di spingere i tassi ancor più in territorio negativo, che avrebbe l’effetto collaterale non indesiderato di indebolire un po’ l’euro nei confronti del dollaro. Come al solito, Lagarde dovrà stare attenta alle parole, l’ultima volta proprio nominando la moneta unica ha finito per spingerla al rialzo anche se l’intenzione era opposta. Il mercato potrebbe perfino accontentarsi di una drammatizzazione del quadro economico causa virus, che sarebbe letta come l’annuncio tra le righe che a dicembre qualcosa sicuramente arriva.

AMERICA VERSO BUSINESS AS USUAL

Non sono solo gli indici dell’attività manifatturiera e dei servizi a segnalare un’America che sta tornando alla normalità. In attesa della conferma dal dato del PIL del terzo trimestre che arriva venerdì 30 ottobre, i dati della Transport Security Administration segnalano che i passaggi alla sicurezza negli aeroporti sono balzati del 10,7% l’ultima settimana quando oltre 6 milioni di americani hanno passato i varchi, segnando il quarto rialzo consecutivo. Intanto il tasso settimanale di occupazione degli alberghi ha toccato il 50% per la seconda volta dalla pandemia, la prima era stato a metà agosto con la complicità delle vacanze. E gli americani sono anche tornati a fare shopping, non solo online. Le vendite delle catene di distribuzione sono cresciute dell’ 1% nella prima metà di ottobre rispetto a settembre e del 2,5% sull’anno, sostenute da acquisti stagionali legati all’arrivo dell’inverno. Il tutto è sintetizzato dall’indice anticipatore del Conference Board che a settembre è cresciuto dello 0,9% infilando il quinto rialzo consecutivo mensile dopo tre cali consecutivi seguiti all’esplosione della pandemia e viaggia oltre quota 107, a distanza dal minimo di 96,9 toccato a aprile e non lontano dal record di 112 a luglio 2019.

POLITICA GLOBALE, USA MA ANCHE CINA SOTTO I RIFLETTORI

Sotto i riflettori della politica globale non ci sono solo le elezioni americane del 3 novembre, prima, da oggi a giovedì 29, c’è il Conclave del Partito Comunista Cinese, che si riunisce a porte chiuse a Pechino per mettere a punto il prossimo piano economico quinquennale. Quello che filtra è che potrebbero essere abbassati i target di crescita, e Goldman Sachs ipotizza che potrebbero perfino essere eliminati. Di fatto però la crescita ha mostrato una straordinaria resilienza, stando ai dati del PIL del secondo e terzo trimestre, e il mood dei mercati resta improntato all’ottimismo sulla forza dell’economia, suggellata da uno yuan forte e da tassi relativamente sostenuti. Intanto in USA si rincorrono i sondaggi dell’ultima ora mentre i mercati cercano di prezzare una possibile presidenza Biden. La Reuters si è divertita a raggruppare i titoli di Wall Street sotto le insegne dei due candidati in un grafico che mostra come le azioni giudicate favorite da un’onda blu abbiano camminato decisamente di più.

Wall Street: azioni ‘Biden’ e azioni ‘Trump’ a confronto
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