Pictet: la banca centrale cinese continuerà a sostenere l’economia

Tassi e interventi diretti
di Leo Campagna 4 Settembre 2020 - 14:00

Il punto di Nikolay Markov (Pictet Asset Management) sulle politiche monetarie nei paesi emergenti. Cina, Indonesia, Russia e Brasile hanno margini di manovra, ma lo stesso non può dirsi della Turchia

Lo shock economico causato dalla pandemia ha spronato l’intervento anche delle banche centrali dei paesi emergenti per contrastarne gli impatti economici. La maggior parte di esse hanno provveduto a tagli netti dei tassi di riferimento ma quattro di queste lo hanno fatto in modo troppo aggressivo: Sudafrica, India, Indonesia e, in certa misura, Turchia.

UN MODELLO PROPRIETARIO BASATO SULLA REGOLA DI TAYLOR

E’ questa la conclusione a cui sono giunti gli esperti di Pictet Asset Management in base ai calcoli eseguiti con il proprio modello proprietario. “Grazie a quest’ultimo, basato sulla regola di Taylor, il valore equo per il tasso di riferimento della Turchia non è all’8,25% ma al 14%, in base al deprezzamento della valuta nazionale e al recente aumento dell’inflazione. Al contrario delle politiche monetarie più adeguate introdotte dalla Bank of Russia e dalla Bank of Korea”, spiega Nikolay Markov, Senior Economist di Pictet Asset Management.

RISCHIO DI UN RIALZO DEI TASSI

Nella figura sotto sono indicate le attese per il 2021 delle variazioni dei tassi di riferimento nel prossimo anno, in base alle stime del valore equo elaborate da Pictet Am, in cui emerge un valore equo stimato del tasso di riferimento superiore a quello attuale. Tradotto in pratica, significa che, a mano a mano che l’emergenza sanitaria sarà archiviata, la maggior parte delle banche centrali non avrà spazio di manovra per ulteriori tagli e dovrebbe cominciare ad introdurre graduali rialzi dei tassi.

IL CASO INTERESSANTE DELLA TURCHIA

“In particolare Corea del Sud, Sudafrica e Russia, che pure anno evidenziato interventi adeguati a livello di taglio dei tassi di riferimento durante l’epidemia, dovrebbero riprendere ad aumentarli più rapidamente nel 2021, in quanto si prevede un rimbalzo delle loro economie ad un ritmo più sostenuto”, fa sapere Markov. Secondo l’esperto, in altri stati, in particolare il Messico, potrebbero mantenere sostanzialmente invariata nel 2021 la politica monetaria. La Turchia costituisce un caso interessante. Secondo il modello interno di Pictet Am emerge un netto contrasto tra la raccomandazione di politica monetaria per il trimestre in corso e la previsione di significativi tagli dei tassi nel 2021. “Se le autorità di Ankara sapranno alimentare un significativo processo di disinflazione a cui seguirà una graduale ripresa economica nel corso del prossimo anno, una crisi totale della bilancia commerciale sarà scongiurata: uno scenario che dovrebbe essere favorevole agli attivi in lira turca nel prossimo anno”, specifica Markov.

SUDAFRICA, TURCHIA E RUSSIA SOTTO PRESSIONE NEL BREVE TERMINE

Lo stesso Markov conclude esaminando la possibilità che vengano utilizzati strumenti di politica non convenzionale per stimolare le economie. A questo proposito, l’esperto di Pictet Am segnala che a fronte di Sudafrica, Indonesia e Polonia, le cui banche centrali hanno varato un programma di acquisti (QE), altri paesi (Cina, Corea del Sud, India, Russia, Turchia, Messico e Brasile) non ne dispongono. “In ogni caso, le attese indicano che quasi metà delle principali banche centrali dei mercati emergenti potrebbe allentare ulteriormente la politica monetaria nei prossimi mesi. È il caso di Cina, Indonesia, Russia, Brasile e Messico. Tuttavia, il nostro modello evidenzia che un ulteriore allentamento della politica monetaria sarà molto impegnativo nel breve termine, in particolare per il Sudafrica, la Turchia e la Russia”, conclude l’esperto di Pictet Am.

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