Economie emergenti, la crescita è legata allo sviluppo di un vaccino

Prospettive economiche
di Leo Campagna 27 Agosto 2020 - 21:00

Per gli esperti di Raiffeisen Capital Management la combinazione della campagna elettorale USA e del probabile rallentamento del “momentum” della ripresa degli indicatori congiunturali è un pericolo per il mercato

Il miglioramento degli indicatori economici dopo la sensibile contrazione accusata in primavera e il forte momentum del settore tecnologico, tra i maggiori beneficiari dei cambiamenti causati dalla pandemia da Covid-19, hanno propiziato il rally dei mercati azionari dai minimi di marzo. Ma il recente incremento del numero di infezioni e delle possibili nuove restrizioni sta ingenerando forti preoccupazioni anche tra gli investitori. Al punto che anche le prospettive future dei paesi emergenti dipendono, esattamente come quelle dei mercati sviluppati, dal successo dello sviluppo di un vaccino per il Covid-19.

NESSUN NUOVO LOCKDOWN GENERALIZZATO COME IN PRIMAVERA

“E’ improbabile che ci siano di nuovo lockdown generalizzati nella stessa misura di quelli visti in primavera di quest’anno, ma non si possono escludere restrizioni della vita economica e sociale a livello regionale”, afferma il Team CEE e Global Emerging Markets di Raiffeisen Capital Management, nel suo ultimo Panorama dei Mercati Emergenti.

FOCUS SUL COMPORTAMENTO DEI CONSUMATORI

Tenere sotto osservazione il comportamento dei consumatori a medio termine è fondamentale per misurare la ripresa dell’economia. Se a seguito della paura di un’infezione e di una maggiore incertezza economica, i consumi subissero una contrazione, la crescita economica risulterebbe più debole. “È pertanto probabile che in molti paesi venga ulteriormente sostenuta l’attuale politica monetaria e fiscale espansiva”, riferisce il Team.

AUMENTO DEI FLUSSI DELLE EMISSIONI OBBLIGAZIONARIE

Intanto, mentre è aumentato rispetto allo scorso anno il volume delle emissioni obbligazionarie, sia nel segmento investment grade che high yield, sarà importante verificare l’uso delle risorse raccolte da parte delle aziende. “Negli ultimi anni molta liquidità è stata utilizzata per la distribuzione di dividendi, i riacquisti di azioni proprie e le acquisizioni di società. Tuttavia, l’efficienza di queste misure nel contesto della creazione di valore è limitata, al contrario dell’effetto moltiplicatore generato dagli investimenti aziendali. Grazie ai quali è possibile creare posti di lavoro e alimentare la domanda di consumi privati”, fanno sapere gli esperti di Raiffeisen Capital Management.

LA FORZA DEL SETTORE TECNOLOGICO

A questo proposito, se è vero che nelle ultime settimane le aziende hanno preferito astenersi da nuovi investimenti a causa dell’incertezza relativa all’emergenza sanitaria e agli sviluppi dell’economia, il settore tecnologico (hardware, software e servizi) ha beneficiato di cospicui flussi in entrata. Grazie anche a questi investimenti, i pesi massimi del settore IT dell’indice di Borsa hanno superato ancora una volta le stime del “consensus” nel secondo trimestre ed hanno trainato i mercati azionari. Il rally azionario è infatti proseguito a luglio con un incremento di quasi il 5% (in Usd) per i mercati sviluppati e di oltre l’8% per quelli emergenti, nonostante l’aumento del numero di casi di Covid-19.

NON SI PUÒ ESCLUDERE UNA CORREZIONE DEL MERCATO

“Dopo il movimento in parte irrazionale verso l’alto (pur tenendo conto della stagione dei bilanci) non si può escludere una correzione del mercato”, sostengono i professionisti del Team di Raiffeisen Capital Management. Secondo i quali sarà difficile sfuggire alla combinazione del probabile rallentamento del “momentum” della ripresa degli indicatori congiunturali e della campagna elettorale presidenziale statunitense che storicamente ha sempre segnato l’inizio di una fase di maggiore incertezza sui mercati azionari.