Correzione in vista?

I quattro rischi in vista del reality check dei mercati

Per Fabrizio Fiorini (Pramerica Sgr) il reality check potrebbe portare ad una eventuale correzione dei mercati che, sebbene completamente diversa da quella sperimentata a marzo, aprirà a nuove prospettive per la fine dell’anno.

di Leo Campagna 17 Agosto 2020 - 15:00
Il reality check, ovvero il confronto tra le attuali aspettative estremamente ottimistiche espresse dai mercati e lo stato effettivo dell’economia reale è stato posticipato dalla grande liquidità messa in campo dalle banche centrali e dal recupero dai minimi, ma non è stato cancellato. Anzi, come fa sapere Fabrizio Fiorini, responsabile Investimenti e vice DG di Pramerica Sgr, gli eventi recenti aumentano la possibilità che il reality check possa rivelarsi anche po’ duro, con una eventuale correzione dei mercati che, sebbene completamente diversa da quella sperimentata a marzo, aprirà a nuove prospettive per la fine dell’anno. La sensazione è che i dati dell’economia reale siano in ritardo rispetto ai livelli espressi dai mercati finanziari e che l’estate possa costituire il momento per riprezzamenti sia per il mercato azionario che per quello del reddito fisso.

IL RISCHIO DI UNA SECONDA ONDATA DI CONTAGI

Intanto, sullo sfondo, si delineano altri tre temi importanti che costituiscono potenziali rischi per gli investitori. In primis, una seconda ondata di contagi che impatterà sulla crescita economica, soprattutto nel terzo trimestre quando invece il mercato era orientato a attendersi una ripresa quasi ai livelli di normalità. “Se a settembre ci dovessimo trovare con numeri di nuovi contagi un po’ troppo alti non si possono escludere nuovi interventi in autunno da parte dei governi come per esempio quello di ritardare alcune attività (come per esempio la scuola) con tutti gli impatti negativi sul settore dei trasporti e, più in generale, sugli ordinativi all’industria e sul potenziale recupero dell’economia”, spiega Fiorini.

PREVISIONI ECCESSIVAMENTE OTTIMISTICHE SUI PROFITTI AZIENDALI

In secondo luogo, preoccupano le previsioni eccessivamente ottimistiche sui profitti aziendali. Il mercato incorpora un recupero lineare degli utili societari che dovrebbe portare i profitti a fine 2021 su livelli in linea con quelli di fine 2019. L’esperto di Pramerica Sgr ritiene invece che tale percorso possa rivelarsi un po’ meno lineare con alcune potenziali delusioni, soprattutto relativamente ai dati di bilancio del terzo trimestre di quest’anno, che potrebbero proiettare i profitti aziendali a fine 2021 ben al di sotto dei livelli attualmente attesi dal mercato.

LE PRESIDENZIALI USA

Il terzo tema riguarda invece le elezioni presidenziali USA del prossimo 3 novembre. Se a settembre il vantaggio di Biden su Trump sarà confermato gli investitori farebbero bene a fare le dovute riflessioni. Il programma politico di Biden è infatti piuttosto chiaro in ambito economico finanziario e si può riassumere in meno Wall Street e più Mean Street (meno attenzione alle aziende e più sostegno alle persone), da attuare con un aumento delle tasse alle imprese e un incremento del salario minimo. Questo si tradurrebbe in una minore marginalità per le aziende con ripercussioni negative sul mercato azionario statunitense. A catena questo implicherebbe un rallentamento dei flussi di capitale che dall’estero si orienta su Wall Street, considerato un porto sicuro per molti investitori.

LA RESILIENZA DELL’EUROPA

“Questo sviluppo potrebbe avere un impatto sui mercati finanziari dal momento che l’America guida il trend di fondo. L’Europa tuttavia, grazie al Recovery fund e al cambiamento dell’approccio della UE in questa crisi, potrebbe essere un po’ meno vulnerabile.  È pertanto possibile che possa materializzarsi una correzione trascinata dagli americani con un’Europa resiliente, sebbene non in grado di esprimere un andamento divergente da quello di Wall Street”, conclude Fiorini.
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