Il Recovery Fund sosterrà azionario europeo e oro

Asset class
di Virgilio Chelli 25 Luglio 2020 - 15:00

GAM SGR vede tra i principali beneficiari l’azionario europeo e il credito dei Paesi del Sud, ma lo stimolo fiscale e monetario continueranno a sostenere anche l’oro

I mercati hanno percepito il varo del Recovery Fund, ma quale sarà l’impatto sulle varie asset class? La domanda principale è se il Fondo avrà impatto sulla crescita. Molto dipenderà dalla reale implementazione nei diversi Paesi, soggetta a una serie passaggi istituzionali, ma secondo Antonio Anniballe, gestore del team Multi Asset Italia di GAM SGR, si può già affermare che la dotazione di 750 miliardi rende il Fondo un fattore difficilmente trascurabile per il PIL dell’Unione. Facendo riferimento alla sola Italia, Anniballe osserva che gli 80 miliardi previsti a fondo perduto corrispondono al 5% del PIL, cui si aggiungono 130 miliardi in potenziali prestiti. L’attenzione degli investitori secondo l’esperto di GAM SGR è quindi giustificata, anche perché i mercati non sembrano soffermarsi solo sull’entità e la tempistica, quanto più sul valore segnaletico di una UE che vara un grande programma orientato agli investimenti, con un accento su ambiente e digitale.

BORSE EUROPEE FAVORITE DALLA NATURA CICLICA

Secondo Anniballe, fra i beneficiari c’è naturalmente l’azionario europeo, perché il Fondo, assieme al supporto della BCE, crea un quadro positivo per tutta l’area, che dovrebbe favorire il ritorno d’interesse e flussi da parte degli investitori internazionali. Tanto più, sottolinea l’esperto di GAM SGR, se si considera la natura ciclica degli indici delle Borse continentali, che costituiscono già di per sé un investimento sulla ripresa globale. Fra i comparti favoriti, Anniballe vede il settore finanziario, in particolare quello dell’Europa meridionale, le cui valutazioni scontano oggi i molti rischi di deterioramento delle economie locali.

ANCHE IL BTP POTRÀ AVVANTAGGIARSI

L’unico limite segnalato a questo proposito dall’esperto di GAM SGR riguarda il fatto che l’irripidimento delle curve obbligazionarie, altro fattore di supporto del comparto, è al momento limitato dall’assenza di inflazione e dalle sue deboli prospettive. Anche il BTP potrà avvantaggiarsi di questo nuovo scenario, perché oltre alla percezione minore del rischio Paese, il Recovery Fund altera ulteriormente le dinamiche di domanda e offerta, già influenzate dagli acquisti BCE, creando i presupposti per un minore ricorso al mercato da parte del Tesoro italiano.

ORO SOSTENUTO DALLE POLITICHE FISCALI E MONETARIE

Per quanto riguarda invece il cambio euro/dollaro, secondo Anniballe almeno nel breve periodo potrebbe uscire dal range 1,05-1,16 nel quale è rimasto confinato negli ultimi due anni, con il biglietto verde, pur sopravvalutato a livello fondamentale, che in questi anni ha tratto forza dalla propria natura di valuta rifugio. Una maggior propensione al rischio e i flussi d’investimento internazionali potrebbero spingere l’euro ad apprezzarsi ulteriormente. Infine l’oro: secondo l’esperto di GAM SGR la strategia di uscita dalla crisi si fonda su interventi straordinari di Banche Centrali e Governi, dunque tassi bassi e sovrabbondanza di liquidità, tutti fattori che, complice anche l’attesa debolezza del dollaro, dovrebbero continuare a sostenere l’oro.