Fidelity: “Il Recovery Fund è un forte segnale politico per l’Ue”

Il commento
di Antonio Cardarelli 22 Luglio 2020 - 14:15

Secondo Anna Stupnytska (Fidelity), nonostante la trattativa complessa questo accordo pone le basi per performance economiche positive nei prossimi anni

L’accordo sul Recovery Fund dà un forte segnale politico che potrebbe essere la leva per scrivere un nuovo capitolo nella storia dell’Unione Europea. Nonostante le lunghe trattative dei giorni scorsi, secondo Anna Stupnytska, Global Macro Economist di Fidelity International, l’accordo rappresenta un passo importante e, nonostante le varie sfumature del Piano, permette alla Banca centrale europea di non essere più “l’unico giocatore in campo”.

IMPEGNO SIGNIFICATIVO

I dettagli economici del Recovery Fund sono noti: 750 miliardi di euro in totale di cui 390 miliardi di sussidi. Tanti, ma comunque meno dei 500 miliardi di sussidi previsti inizialmente. Una cifra, secondo l’esperta di Fidelity, che “mostra comunque un impegno significativo nei confronti degli Stati membri più duramente colpiti dalla crisi” e soprattutto arriva da un accordo accordo che “non prevede alcuna condizione di austerity”.

POSSIBILI RITARDI NEGLI ESBORSI

Le trattative per arrivare all’intesa sono state lunghe e complesse. Alla fine, fa notare Stupnytska, nessuno Stato membro ha il potere di veto, anche se è stato inserito il “super-freno di emergenza” che permette di sollevare dubbi sui singoli piani di ripresa. Un meccanismo che potrebbe causare ritardi nell’erogazione dei fondi.

DEBITO COMUNE

Ma secondo Anna Stupnytska prevalgono gli aspetti positivi. A partire dall’emissione di obbligazioni da parte dell’Unione che “creerà un precedente che potrebbe diventare una prassi qualora questo quadro istituzionale andasse avanti”. “Con l’intensificarsi della politica fiscale per facilitare la ripresa post-COVID, la Banca Centrale Europea non è più l’unico giocatore. La potente combinazione di politica monetaria e fiscale, così come la forte volontà politica di garantire non solo la sopravvivenza dell’Unione, ma anche il suo successo su più fronti, ha il potenziale – forse ora più che mai – di portare a performance economiche migliori nei prossimi anni”, conclude l’esperta di Fidelity International.