Pil al ribasso, ecco perché sarà una ripresa a “U” e non più a “V”

Crescita globale
di Fabrizio Arnhold 23 Giugno 2020 - 19:00

Per Schroders bisognerà aspettare il 2021 per vedere un miglioramento, con la crescita globale che dovrebbe arrivare al 5,3%. Ma si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel

Che forma avrà la ripresa? Sarà così veloce come è stata la discesa, disegnando una “V”, oppure ci vorrà più tempo, la forma sarà quella di una “U”. Per Schroders le stime del Pil sono al ribasso e dobbiamo, quindi, preparaci a una ripresa a “U”. “Prevediamo che l’attività globale calerà a -5,4% quest’anno, un aggiornamento rispetto al -2,9% previsto precedentemente, guidato soprattutto dal deterioramento delle stime per Stati Uniti e Cina”, commenta Keith Wade, Chief Economist & Strategist di Schroders. Ci si aspetta una ripresa graduale, con famiglie e imprese che restano caute.

LA CRESCITA GLOBALE

Per un miglioramento bisognerà attendere il 2021, quando la crescita globale dovrebbe arrivare al 5,3%, grazie anche a politiche fiscali e monetarie che resteranno accomodanti, e con la speranza di trovare un vaccino entro la metà del prossimo anno. “Abbiamo anche ribassato le nostre stime sull’inflazione globale all’1,5% nel 2020 e all’1,8% nel 2021”, aggiunge l’esperto di Schroders.

IL PEGGIO È PASSATO?

Alcuni indicatori mostrano una luce in fondo al tunnel. “Per esempio, i prezzi dei metalli industriali si sono stabilizzati e i dati sugli spostamenti di Google suggeriscono che le attività nei posti di lavoro stanno riprendendo, anche se a livelli contenuti”, spiega Keith Wade. “Con l’allentamento dei lockdown, nel terzo trimestre dovremmo vedere una sorta di rimbalzo dell’attività, anche se a livelli inferiori rispetto a quanto previsto in precedenza”.

LA RIPRESA SARÀ PIÙ DEBOLE

I motivi che spingono Schroders a prevedere una ripresa più lenta sono principalmente quattro. Si inizia analizzando la difficoltà nella rimozione delle misure di lockdown, legata soprattutto al trade-off tra l’intento di far ripartire l’economia ma senza esporre la popolazione e nuovi contagi. Il secondo motivo riguarda la cautela da parte dei consumatori. “L’esperienza del virus renderà le persone più caute in generale”, è convinto Wade che precisa come le abitudini in alcuni settore, per esempio viaggi e intrattenimento, non torneranno presto alla situazione pre-Covid. Terzo: ritiro delle misure di supporto per le aziende che implica maggiore incertezza per le famiglie sull’occupazione, con riduzione della possibilità di spesa. Infine, il calo degli investimenti delle imprese peserà sull’attività e sugli utili. Tutto questo, per Schroders, implica che torneremo sui  livelli pre-Covid entro la fine del 2021, con una ripresa a “U”.

PREVISIONI AL RIBASSO IN USA E EUROZONA

Guardando le singole aree, Schroders riduce le previsioni sulla crescita dell’8,2% per il 2020 negli Stati Uniti, contro una previsione iniziale del -3,9%. Nell’Eurozona è atteso un calo del 6,1%, contro il precedente -5,7% per il 2020. In Cina le previsioni di crescita per il 2020 passano al 2,2% da una stima iniziale di +5%.