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ConsulenTia20, Bufi: “Grande manifestazione per numeri e temi”

A Financialounge.com il presidente di Anasf, l’associazione dei consulenti finanziari, fa un bilancio dell’edizione 2020 della tre giorni dedicata ai professionisti degli investimenti

di Chiara Merico 6 Febbraio 2020 17:51
financialounge -  ANASF ConsulenTia20 Maurizio Bufi
financialounge -  ANASF ConsulenTia20 Maurizio Bufi

Si chiude il sipario su ConsulenTia20, “il più grande appuntamento dei consulenti finanziari” che ha visto riuniti a Roma, dal 4 al 6 febbraio, i professionisti del settore degli investimenti. Maurizio Bufi, presidente di Anasf e padrone di casa dell’evento, traccia nell’intervista a Financialounge.com un bilancio della kermesse.

[caption id="attachment_133322" align="alignnone" width="6443"]Maurizio Bufi, presidente ANASF Maurizio Bufi, presidente ANASF[/caption]

Il bilancio è assolutamente positivo, abbiamo avuto numeri veramente importanti, che confermano come ConsulenTia sia davvero il più grande appuntamento dei consulenti finanziari italiani, frase che abbiamo anche introdotto come claim della manifestazione. Ma non lo è solo dal punto di vista dei partecipanti, lo è a nostro avviso anche sul fronte dei contenuti e dei temi che sono stati affrontati. Temi che vanno anche oltre quelli più strettamente legati al nostro settore, come l’innovazione tecnologica e la sostenibilità.

Qual è la percezione dei consulenti finanziari? C’è chi li associa, ad esempio, ai fallimenti bancari…


Chi lo fa sbaglia, non è affatto così, è esattamente il contrario. Premesso che in tutte le categorie ci sono delle situazioni limite, con persone che non esercitano l’attività in modo corretto né professionale, l’indice di sinistrosità della categoria dei consulenti finanziari è bassissimo, e questo non lo dice solo il presidente dell’associazione di categoria, ma lo dimostrano i dati della Consob. C’è poi un tema di percezione, su cui evidentemente bisogna lavorare. Ma questo dipende da un altro fattore: il cf viene “attratto”, trascinato nella percezione negativa degli scandali bancari, che hanno a che vedere con i risparmi delle famiglie. Un’associazione di idee che contrastiamo, perché, dati alla mano, i numeri ci dicono che è il contrario. Anche perché il consulente si occupa proprio di fornire raccomandazioni agli investitori, per aiutarli a evitare di cadere in trappola.

Di chi è quindi la responsabilità dei fallimenti bancari?


Il legislatore ha introdotto norme e regole a tutela dell’investitore, o meglio del risparmiatore quando diventa investitore: una su tutte la normativa Mifid 2 di derivazione europea. Dopodiché, però, le regole vanno applicate: se questo non accade possono crearsi i presupposti per una cattiva gestione del risparmio. Ed è quello che è successo nei casi di “risparmio tradito”, casi in cui la gestione dell’azienda bancaria è stata dissoluta: il banchiere non ha saputo fare il banchiere e ha cercato di trasferire rischio alla clientela, con operazioni rischiose come i collocamenti di obbligazioni subordinate, o vietate dalla legge come le operazioni “baciate”. In più c’è da considerare come il livello di cultura e alfabetizzazione finanziaria degli italiani sia notoriamente assai scarsa. Anche qui la cultura è tanto più debole tanto meno c’è la presenza di un professionista che assiste le scelte finanziarie del risparmiatore.

La kermesse ha visto anche la partecipazione del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri...


Per la prima volta un ministro della Repubblica ha partecipato all’assemblea e ha anche avuto la bontà di ascoltare il presidente. Questo interesse della politica per la categoria rappresenta un buon viatico per il futuro, siamo molto soddisfatti. Il ministro non si è poi limitato a un saluto convenzionale ma è entrato nel merito del ruolo che deve avere il policymaker, e soprattutto si è focalizzato sui temi della crescita, un tema trasversale a tutto e cruciale per il futuro del Paese.
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