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Taglio Irpef, meno tasse per chi guadagna da 28 a 55mila euro?

Domani riprende il confronto sulla riforma fiscale: al centro della discussione detrazioni e scaglioni. Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, è cauto sulla riduzione del prelievo: da considerare solo con la lotta all’evasione

di Fabrizio Arnhold 5 Febbraio 2020 - 10:41

Nel governo si torna a discutere sulla riforma fiscale. Il nuovo provvedimento dovrebbe seguire quello relativo al taglio del cuneo fiscale, che arriva oggi in Gazzetta ufficiale. La prima riunione sulla riforma, nelle intenzioni della maggioranza da mettere in calendario la prossima primavera, è fissata domani. I margini di manovra sono ridotti, come ha fatto intendere il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri e dipenderanno dalla lotta all’evasione. 

LA RIDUZIONE DELLE PRIME DUE ALIQUOTE


La discussione è aperta. Non sarà facile trovare una sintesi poiché tra le proposte si alternano visioni molto differenti. Partiamo dall’ipotesi più semplice che riguarda le prime due aliquote, con una possibile riduzione di 1 o 2 punti percentuali. Ricordiamo che oggi le aliquote sono fissate al 23 e al 27 per cento, rispettivamente per redditi fino a 15mila e 28mila euro. In questo caso, sarebbero felici i contribuenti con redditi medio-bassi.

SFOBICIATA PER REDDITI FINO A 55MILA EURO


Un’altra ipotesi, invece, interessa lo scaglione Irpef successivo, quello che ha un’aliquota del 38 per cento e riguarda redditi compresi tra i 28mila e 55mila euro. I dipendenti che finiscono in questa fascia di reddito sono tassati con un prelievo fino al 60 per cento, prendendo anche in considerazione l’effetto delle detrazioni decrescenti, in vigore dal primo luglio con il taglio del cuneo fiscale. Un esempio pratico: mille euro guadagnati in più, in questo scaglione Irpef, diventano 400 euro netti e gli altri 600 se ne vanno in tasse. 

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IL VECCHIO PROGETTO 5S


Tra le altre possibilità che accendono il dibattito interno alla maggioranza, torna attuale quella di ridurre le aliquote Irpef, dalle cinque attuali, a tre. Il progetto è caro al Movimento 5Stelle, che già in passato aveva riflettuto sulla fattibilità, con l’allora ministro dell’Economia, Giovanni Tria. E a proposito di Via Venti Settembre, l’attuale titolare, Roberto Gualtieri, predica “prudenza” per la riforma fiscale. Il problema è sempre il solito, mancano i soldi e i margini non sono ampi per alleggerire la pressione fiscale. Nel 2018 l’Irpef ha generato un gettito di 187,4 miliardi di euro, pesando fino all’84 per cento sui redditi di lavoratori e pensionati. 
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