Banche centrali, tassi più bassi anche nel 2020. Ma basterà all’economia reale?

banche centrali
di Redazione 12 Gennaio 2020 - 10:30

Se lo chiede Capital Group sottolineando che occorre tempo perché l’allentamento monetario delle banche centrali si dispieghi sul terreno dell’economia reale. Mentre continuano a incombere fattori negativi

Un anno fa di questi tempi il mercato si preparava a digerire la repentina conversione da falco a colomba del presidente della Fed Jay Powell, che a inizio dicembre del 2018 aveva alzato i tassi dei Fed Fund facendo capire che la serie di rialzi non si sarebbe arrestata l’anno successivo. Come tutti ricordano i mercati non la presero per niente bene e il finale del 2018 fu da incubo per l’azionario di Wall Street e del resto del globo. Poi, sotto Natale, la conversione appunto, l’annuncio della ormai famosa messa in pausa che in primavera diventò svolta accomodante dando il via alla serie di tre tagli consecutivi nei mesi successivi.

LA REAZIONE DELLE BANCHE CENTRALI PER NEUTRALIZZARE I RISCHI DELLA GUERRA DEI DAZI

Ovviamente la Bce allora guidata ancora da Mario Draghi si allineò prontamente, anzi fece ancora di più andando a ripescare nell’arsenale degli strumenti per favorire la crescita il bazooka del QE. Una svolta di cui hanno beneficiato le Borse del pianeta, portando a casa un anno eccezionale, e che fu battezzata con lo slogan ‘lower for longer’, vale a dire (tassi) più bassi per più a lungo. Una reazione dovuta, soprattutto per neutralizzare preventivamente le minacce poste alla tenuta delle economie dalla guerra dei dazi e dal rallentamento che rischiava di trasformarsi in recessione.

UNO SCHEMA DI GIOCO CHE SI RIPROPONE ANCHE NEL 2020

Ora il tema ‘lower for longer’ viene ripreso in un commento da Darrell Spence, economista di Capital Group, che sottolinea come la Federal Reserve statunitense, la Banca Centrale Europea e molte altre banche centrali abbiano ridotto in modo aggressivo i tassi di interesse nel tentativo di stimolare la crescita e compensare gli effetti dannosi di una guerra commerciale globale, quindi lo schema di gioco dei tassi di interesse “più bassi più a lungo” rimane invariata anche nel 2020.

Gestione attiva, alla (ri)scoperta dei titoli azionari difensivi

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L’EFFICACIA DEI TASSI BASSI DIPENDE ANCHE DAL RAGGIUNGIMENTO DI UNA TREGUA SUI DAZI

I tassi di riferimento non dovrebbero aumentare nel 2020, ma la domanda chiave è che si pone l’esperto di Capital Group è: quanto bassi saranno? La risposta secondo Spence dipende dal raggiungimento o meno di una tregua duratura nella guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Una politica monetaria accomodante nel 2020 dovrebbe creare un contesto favorevole alla crescita economica e ai mercati azionari, il che secondo Spence non significa che la situazione sarà rosea, ma diminuirebbe la probabilità di una recessione statunitense o globale nel 2020.

BISOGNERÀ ASPETTARE IL PRIMO SEMESTRE PER VEDERE L’EFFICACIA DELL’ALLENTAMENTO

Ma, osserva l’esperto di Capital Group, occorre tempo affinché i tagli dei tassi di interesse facciano effetto, le misure intraprese nello scorso anno dalle banche centrali mostreranno la loro efficacia solo nel primo semestre del 2020. Per questo, è la conclusione di Spence, resta da vedere se queste saranno sufficienti a compensare i fattori negativi che pesano sulla crescita globale.