Ferretti Group

Ipo: da Ferretti a Wall Street, a cosa devono stare attenti i piccoli risparmiatori

I precedenti di WeWork, Uber e Lyft insegnano che il mercato premia le società con un migliore percorso verso la redditività. E per gli investitori retail il consiglio è di rivolgersi a consulenti professionisti

di Redazione 11 Ottobre 2019 16:57

La decisione di prorogare di cinque giorni il periodo di offerta relativo al collocamento privato delle azioni di Ferretti Group ha aperto numerosi interrogativi tra gli investitori: probabilmente il prezzo delle azioni verrà ridotto per far sì che la procedura di quotazione vada in porto.

IPO, UN VENTO CONTRARIO CHE PARTE DA WALL STREET


La vicenda dell’Ipo di Ferretti impone due riflessioni per gli investitori italiani. La prima attiene al fatto che i nuovi collocamenti in Borsa stanno attraversando un periodo non proprio favorevole in tutto il mondo, in particolare negli Stati Uniti. A Wall Street gli investitori sono ora stati piuttosto chiari sull’atteggiamento verso le aziende in via di quotazione. L’esempio di WeWork è esemplare: la sua valutazione al momento dell’ultimo finanziamento ricevuto era di 47 miliardi di dollari mentre il consorzio di collocamento dell’Ipo non è riuscito a totalizzare una raccolta per una valutazione di Borsa di 15 miliardi e non ha trovato di meglio che rimandare la quotazione.

I PRECEDENTI DI LYFT E UBER


Lyft, che è stata collocata sul mercato a marzo, ha visto crollare le sue azioni di quasi il 50% e ora negozia con una capitalizzazione di mercato di 12 miliardi, inferiore rispetto all'ultima valutazione come società privata di circa 15 miliardi. Dall’Ipo di maggio, le azioni di Uber invece sono scese di circa il 30% e ora ha una capitalizzazione di mercato di circa 52 miliardi di dollari, rispetto alla sua ultima valutazione della società privata di circa 76 miliardi. Più in generale, sebbene non sembri improbabile che l’appeal per le Ipo possa interrompersi in modo brusco, sembra sempre più evidente che dovrebbero prevalere le aziende con una buona crescita e un chiaro percorso verso la redditività, mentre tutte le altre situazioni saranno probabilmente punite dal mercato.

Ipo Ferretti, cosa aspettarsi dopo la proroga


Ipo Ferretti, cosa aspettarsi dopo la proroga






MARGINI DI GUADAGNO IN BORSA LIMITATI


La seconda riflessione, strettamente collegata alla prima, è il prezzo di quotazione iniziale del titolo in fase di Ipo. Se è troppo vicino al fair value – la valutazione che si può ragionevolmente attribuire all’azienda – non ci sono margini sufficienti per rendere il titolo appetibile post Ipo. E quindi anche il consorzio di collocamento, oltre ai sottoscrittori, non intravede un particolare tornaconto nell’investimento.

LE RIFLESSIONI DEI PICCOLI RISPARMIATORI


Queste considerazioni devono far riflettere il piccolo risparmiatore. Sebbene la voglia di rendimento continui a crescere in un ambiente di tassi di interesse a zero e negativi, non necessariamente occorre tuffarsi nelle Ipo senza un’approfondita analisi dei costi – benefici. Analisi che, in mancanza delle competenze necessarie, dovrebbero coinvolgere un consulente di fiducia che, oltre alla eventuale adesione all’Ipo può valutare in che termini l’investimento si integra nel portafoglio complessivo del risparmiatore.
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