Azad Zangana

Il (generoso) regalo di addio di Draghi lascia perplessi i mercati

I dubbi, secondo Azad Zangana di Schroders, riguardano l’impatto delle nuove misure espansive annunciate dalla Bce sul sistema bancario e pensionistico

di Chiara Merico 13 Settembre 2019 - 8:59

Il presidente uscente Mario Draghi lascia una Bce ancora accomodante: l’Eurotower ha infatti varato nuove misure per stimolare l’economia dell’Eurozona in rallentamento. I tassi di deposito sono stati tagliati dal -0,4% al -0,5%, e al contempo è stato dato un nuovo avvio al programma di quantitative easing (QE).

UNA MOSSA MOLTO GENEROSA


Il nuovo QE prevede 20 miliardi di euro di acquisti al mese. “una cifra di poco inferiore rispetto alle aspettative del consensus”, nota Azad Zangana, senior European economist and strategist di Schroders. “Tuttavia, la promessa di mantenere gli acquisti attivi finché i tassi di interesse non verranno alzati di nuovo (invece che indicare un limite temporale) rappresenta una mossa più generosa di quanto i mercati non si aspettassero. Secondo le aspettative dei mercati monetari in riferimento al prossimo rialzo dei tassi di interesse, ciò significa che il QE dovrebbe durare fino al 2026!”

MERCATI DELUSI


Nonostante ciò, sembra che i mercati siano rimasti delusi da questa decisione. I rendimenti dei titoli di Stato tedeschi sono aumentati rispetto a prima dell’incontro (prezzi in calo), mentre l’euro è in rialzo sul dollaro e sulla sterlina, rispetto ai dati di chiusura di ieri.

DUBBI SULL’EFFICACIA


Tra le ragioni che hanno portato la Bce a decidere il ritorno al QE, a soli nove mesi dalla fine del precedente programma, Draghi ha indicato il declassamento delle previsioni sulla crescita e sull’inflazione, oltre all’aumento del rischio geopolitico e alla trade war tra Usa e Cina. “Si tratta di una situazione problematica, dato che l’uso dei tassi di interesse e del QE non può influire sull’esito dei negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina”, osserva Zangana. “Una politica monetaria più accomodante potrebbe portare a un incremento marginale della domanda domestica per controbilanciare la debolezza della domanda esterna, ma con un’economia che cresce in linea con il trend, le azioni della Bce di oggi avranno nel migliore dei casi un lieve impatto positivo”, aggiunge l’economista.

COSTI E BENEFICI


Draghi ha giustamente lamentato che la mancanza di allentamento fiscale da parte dei governi ha esacerbato questa situazione. Tuttavia, “sarà il caso di domandarsi se il beneficio marginale ottenuto grazie alle decisioni odierne varrà il danno inflitto al settore bancario e al sistema pensionistico”, sottolinea Zangana.

POSSIBILE UN ULTERIORE TAGLIO


Significativo anche il cambiamento annunciato dalla Bce sulla forward guidance. I tassi di interesse rimarranno pari o al di sotto del livello attuale finché l’inflazione non sarà tornata nei pressi – ma sempre al di sotto – del target del 2%. “Ciò suggerisce che un ulteriore taglio è decisamente possibile, come previsto nel nostro scenario di base. Ci aspettiamo infatti che la Bce riduca nuovamente i tassi sui depositi a -0,60% a dicembre”, spiega l’esperto di Schroders.

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LE CONSEGUENZE DEL QE


Per quanto riguarda la natura degli acquisti che la Bce effettuerà nell’ambito del QE, in conferenza stampa Draghi ha risposto in maniera piuttosto evasiva. Per Zangana “ciò suggerisce che debba ancora essere definito come investire 20 miliardi di euro al mese in modo efficace senza rimanere a corto di asset”. Inoltre, “la natura ‘open-ended’ di quest’ultimo programma di QE potrebbe avere conseguenze profonde. Draghi è fiducioso che il programma riporterà l’inflazione sul livello target, ma semplicemente ciò non avverrà prima del 2021”.

WHATEVER IT TAKES


Secondo l’esperto di Schroders, Draghi sarà sempre ricordato per aver fatto “tutto il necessario” (whatever it takes, ndr) per salvare l’euro durante la crisi del debito sovrano, e per aver introdotto le politiche monetarie non convenzionali alla Bce, quando molti pensavano che non sarebbero state politicamente tollerate. Tuttavia, sarà anche ricordato dagli investitori e dai risparmiatori per non essere riuscito ad alzare i tassi durante il proprio mandato. “Si vedrà se il nuovo presidente Christine Lagarde se la caverà meglio da questo punto di vista. In ogni caso, una cosa è certa: la strada verso politiche monetarie più accomodanti è stata spianata e verrà percorsa per un certo periodo”, conclude Zangana.
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