Azioni Europa, meglio i buyback dei dividendi generosi

Azioni europa
di Redazione 29 Luglio 2019 - 11:18

Da uno studio di Morgan Stanley emerge che le società europee hanno speso negli ultimi 12 mesi una somma record in buyback (riacquisti di azioni proprie) che ha fruttato performance superiori a quelle delle aziende ad alto dividendo

Le società europee hanno destinato un importo record per i riacquisti di azioni proprie (buyback) negli ultimi 12 mesi. Morgan Stanley ha infatti calcolato che le compagnie europee quotate in Borsa hanno speso circa 100 miliardi di dollari per i buyback, registrando anche il tasso di crescita più alto di sempre. I riacquisti ora rappresentano il 20% di tutti i rendimenti in tasca agli azionisti, e questo è un altro record assoluto.

RENDIMENTO PER L’AZIONISTA

Se si sommano i dividendi e i buyback, il rendimento complessivo per gli azionisti si attesta al 4,5% per l’Europa e al 6,5% per il Regno Unito: quest’ultima percentuale rappresenta un massimo negli ultimi 30 anni. Ma l’aspetto di maggiore risalto dell’analisi di Morgan Stanley è l’evidenza che i buyback sono riusciti a sprigionare una migliore sovraperformance delle quotazioni in Europa rispetto a Wall Street.

INDICE DI SHARPE

In particolare, segnalano gli analisti di Morgan Stanley, il “fattore di rendimento netto derivante dai buyback” è risultato un driver di performance robusto e costante negli ultimi 20 anni e si colloca al di sopra di tutti gli altri fattori di rendimento presi in considerazione quando si mettono in relazione all’indice di Sharpe a 5 anni. L’indice di Sharpe – dal nome del premio Nobel per l’economia 1990 William Sharpe – è un indicatore della performance del portafoglio finanziario che misura l’extra-rendimento rispetto al tasso risk free (cioè al tasso cosiddetto privo di rischio) tenendo conto della volatilità e, quindi, dei rischi corsi per generare la performance.

MSCI EUROPE: IL 26% DEI TITOLI PAGA UN DIVIDENDO OLTRE IL 5%

Nella stessa analisi condotta da Morgan Stanley emerge invece che le società non vengono ricompensate per il pagamento di dividendi elevati. A livello di asset allocation, infatti, ci sono pochi segnali del fatto che gli investitori stiano scegliendo il sostanzioso rendimento aggiuntivo offerto dalle azioni rispetto alle obbligazioni. Attualmente il 26% dei componenti dell’indice Msci Europe offre un rendimento superiore al 5%: ebbene, il fattore di rendimento da dividendi calcolato da Morgan Stanley ha mostrato un costante deterioramento nell’ultimo decennio al punto che le azioni ad alto rendimento stanno ora sottoperformando i titoli azionari a basso rendimento.

QUATTRO VALIDI MOTIVI

Il report di Morgan Stanley arriva alla conclusione che, con ogni probabilità, i mercati dovrebbero continuare a premiare i buyback rispetto ai dividendi per almeno quattro validi motivi. In primo luogo i buyback stanno attualmente guidando il rally azionario mentre i titoli con alti dividendi sono in fondo alla graduatoria di rendimento.

Idee di investimento – Azioni – 29 luglio 2019

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CRESCITA DELL’EPS E MAGGIORE LIQUIDITÀ  DEL TITOLO

In secondo luogo, i buyback dovrebbero favorire la crescita degli utili per azione (Eps). Infatti, diminuendo il numero di azioni circolanti, l’Eps aumenta a parità di utili delle compagnia. In terzo luogo, i riacquisti di azioni sul mercato dovrebbero aumentare la liquidità del titolo in Borsa e la domanda nelle contrattazioni delle azioni stesse. Infine, il probabile passaggio della gestione dei portafogli da ‘prevalentemente passiva’ a ‘gradualmente attiva’ nei prossimi mesi dovrebbe comportare, tra le altre cose, una preferenza dei buyback rispetto ai dividendi.

MENO CEDOLE PIÙ BUYBACK

È probabile che molte società europee abbiano la capacità di aumentare i buyback mantenendo l’attuale distribuzione dei dividendi. Tuttavia, concludono gli analisti di Morgan Stanley, anche le compagnie con rendimenti da dividendi molto elevati potrebbero considerare di ridurre le cedole e restituire la liquidità agli azionisti tramite i buyback.